IL FORMAGGIO: UN ALIMENTO ANTICO COME L'UOMOFORMAGGIOGli storici concordano nel riportare alla fine del Paleolitico (10.000 anni fa)
il passaggio dell'uomo primitivo dalla vita nomade a quella sedentaria determinato
dalla scoperta della possibilità di coltivare le piante alimentari e di allevare
gli animali utili al sostentamento.
L'origine greca della parola "formaggio" (da " formos") garantisce, come spesso accade, l'antichità d'uso di questo
alimento presso quasi tutti i popoli del bacino del Mediterraneo: la mitologia
greca attribuisce alle Ninfe il merito di aver insegnato ad Aristeo, figlio di
Apollo, l'arte di cagliare e trasformare il latte; e Omero descrive, per bocca
di Ulisse, le attività casearie del ciclope Polifemo nel cui antro erano messe
a stagionare, con meticolosa cura, abbondanti riserve di formaggio.
Va comunque ai Greci il merito di aver creato una notevole varietà di formaggi, da quelli a pasta molle a quelli a pasta dura, integrando l'elemento di base
con condimenti e sapori di miele o di frutta ( fichi e mele ) o di olive, cipolle,
ed erbe che resero famose le località di produzione: Lesbo, Cinto, Creta, la Beozia,
il Chersoneso e poi, con la colonizzazione greca dell'Italia Meridionale, Gallipoli
e la Sicilia. Nell'antica Grecia gli allevamenti finalizzati alla produzione casearia
erano costituiti esclusivamente da ovini (capre e pecore), animali che si contentano
di pascoli magri e la cui funzione è esclusivamente legata all'alimentazione umana.
I bovini, che venivano sfruttati per il traino e la lavorazione della terra, avevano
bisogno di nutrirsi in pascoli grassi, piuttosto rari nei paesi mediterranei,
e non producevano tanto latte da doverlo conservare.
Dai greci Ippocrate ed Aristotele ai romani Columella e Plinio ci giungono descrizioni di tecniche casearie e consigli alimentari evidentemente seguiti dai loro contemporanei visto che il formaggio, nelle sue varietà, era un alimento fondamentale per tutte le classi sociali. La tragica, lunga crisi che derivò dal crollo dell'Impero romano ridiede certamente alla pastorizia un ruolo ancor più fondamentale nella alimentazione, ridotta quasi allo stato primitivo ed i formaggi, quelli più semplici, a pasta molle o dura, costituirono per lungo tempo la più sostanziosa (se non l'unica) base alimentare dei cosiddetti secoli bui. Bisogna arrivare al "Piccolo Rinascimento" del Mille d.C. per veder migliorare
le condizioni di vita grazie all'adozione di nuove tecniche agrarie ed all'invenzione
di attrezzi e strutture che consentono uno straordinario progresso economico e,
quindi, alimentare.
Dal XIII secolo in poi, molte sub-regioni italiane, soprattutto la Lombardia
padana ed il Parmense, si scoprono una forte vocazione zootecnica e la grossa
capacità produttiva porta allo sviluppo di una vera industria casearia che, nei
secoli successivi, si farà sempre più ricca e raffinata grazie all'applicazione
di tecnologie e scoperte microbiologiche in continua evoluzione.
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