Bisogna ammettere che non era partita con una buona reputazione... prima "mela
tentatrice" che, in bocca al serpente, ha condannato l'uomo ad abbandonare il
paradiso terrestre e poi, nell'epica greca, il "pomo della discordia" che ha provocato
lutti e tragedie nella guerra di Troia. Sembra quasi il destino di un nome: i
Romani la chiamavano "malum" usando, per essa, lo stesso termine (omonimo) con
cui indicavano "il male" in tutte le sue accezioni: sofferenza, peccato, sventura,
delitto, castigo, fatica. Nella nostra lingua neolatina i due termini "mela" e
"male" hanno conservato questo legame etimologico diventando l'uno l'anagramma
dell'altro.
Ma mai cattiva fama fu più immeritata! La mela è diventata uno dei frutti più coltivati e consumati nel mondo. Per il colore, il sapore e gli usi se ne distinguono diverse varietà e negli orti botanici si conservano addirittura centinaia di campioni di mele commercialmente "estinte".
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La mela ha delle caratteristiche nutrizionali interessanti: ha un alto contenuto di vitamine, di sali minerali e di fibre. La polpa di mele può essere utilizzata nella cura delle malattie intestinali di tipo diarroico, mentre alcuni studiosi raccomandano la masticazione giornaliera di una mela come aiuto per l'igiene dentaria. L'apporto calorico è limitato (circa 45 kcal per 100 grammi) e ciò ne fa lo spuntino ideale per chi vuole mantenere il proprio peso forma.