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GLI AGRUMI 2/3

Proprietà degli agrumi
Di seguito viene fornita una breve descrizione dei singoli agrumi, tranne che delle Fortunelle che vengono raggruppate in un’unica, grande, categoria.

Arancia

L’arancia è un frutto proveniente dall’albero dell’arancio, un antico ibrido che ormai cresce come specie autonoma. Originario della Cina, è giunto in Europa con i marinai portoghesi nel XIV secolo. Ha grandi frutti rotondi con la buccia di colore arancione mentre l’interno può essere più chiaro o più scuro secondo le varietà. Le Arance rosse di Sicilia IGP, ad esempio, hanno la polpa molto scura e la loro coltivazione deve rispettare un disciplinare ben preciso.
Le arance si possono raccogliere per la maggior parte dell’anno, con un periodo di mancata fruttificazione che va da agosto ad ottobre, mentre la pianta (che è sempreverde) fiorisce e fruttifica continuamente. Un particolare incrocio dell’arancia è l’arancio amaro, che appartiene alla specie Citrus x aurantium, dove la X indica l’ibrido ma deriva direttamente dall’arancia classica, Citrus sinensis. Vi sono differenze anche dal punto di vista della pianta, ma la sua principale caratteristica è la polpa, che è amara. Non si mangia tal quale, generalmente, ma si utilizza per la preparazione della tipica marmellata, oppure per creare nuovi ibridi.

Limone

Il Citrus limon, più conosciuto come limone, è anch’esso un ibrido antico, probabilmente derivante dal pomelo e dal cedro, che si riproduce ormai autonomamente. Anch’esso deriva dalla Cina, anche se sembra che gli antichi romani lo conoscessero già.
Il frutto è di una forma che va da sferica a ovale secondo le varietà, e la buccia, ruvida, è di colore giallo intenso; i limoni di solito si coltivano per uso alimentare, ma si possono utilizzare anche come piante ornamentali (sono peraltro molto profumati). Sebbene esistano varietà di limone meno conosciute, come il limone dolce, che può essere consumato anche fresco, generalmente si utilizza come ingrediente in cucina, oppure industrialmente come conservante. È infatti molto ricco di acido citrico, da cui si può estrarre naturalmente, ed è utilizzato per impedire la crescita batterica negli alimenti.
Altri utilizzi sono la produzione di olio essenziale, che viene utilizzato in alcune pratiche terapeutiche (olio essenziale deriva da “essenza”, che è il profumo, le essenze probabilmente servono alla pianta per attirare gli insetti impollinatori) e in numerosi utilizzi terapeutici, conosciuti da molto tempo. La ricchezza in vitamina C, in particolare, lo rende adatto come terapia di supporto in numerose malattie.

Pompelmo

Anche il Citrus paradisi, il pompelmo, è uno degli ibridi antichi degli agrumi, che ormai cresce autonomamente e che deriva probabilmente dal pomelo e dall’arancia dolce. Il frutto proviene da un albero che può arrivare anche a 15 metri di altezza, e i frutti possono raggiungere i 15 centimetri di diametro, facendone uno tra gli agrumi più grandi in natura. I pompelmi classici sono di colore giallo, tendente al verde, e generalmente si utilizzano per l’estrazione del loro succo a livello industriale.
Nel 1922 è stata creata una mutazione del frutto, causata dall’irraggiamento, che ha portato alla creazione del pompelmo rosa, una varietà dal colore più scuro dell’originale. Con le radiazioni, poi, sono state ottenute anche altre varietà, diverse dall’originale.
Anche il pompelmo, come il limone, è ricco di sostanze utili in medicina, ed ha una funzione antibatterica; deve però essere consumato con cautela a causa della sua capacità di inibire l’enzima Citocromo P450, che si trova nell’intestino e detossifica i medicinali. In pratica, se si prende una medicina e si beve succo di pompelmo, la medicina aumenterà la propria efficacia e con essa il rischio di incorrere nei suoi effetti collaterali.

Mandarino

Il mandarino, o Citrus reticulata, è uno degli agrumi originali insieme al pomelo e al cedro, anche se rispetto a loro è l’unico che si consuma come frutto fresco, in quanto dolce. L’albero è tendenzialmente piccolo, classificato come arbusto, e il frutto ha forma di sfera con buccia arancione che si rimuove facilmente, così come il frutto si spicchia con facilità. Spesso la buccia e il sottilissimo mesocarpo sono già staccati dalla polpa quando la pianta è ancora sull’albero.
I mandarini vengono generalmente consumati come frutta fresca, anche se si possono utilizzare per la produzione di marmellate, oppure candirli. Non viene utilizzato come conservante, ma anche dal mandarino si può estrarre un olio essenziale, che deriva dalla buccia, quindi dagli scarti di lavorazione.
La distinzione tra mandarino e clementino è una questione ancora oggi discussa, ma sembra che i clementini siano un ibrido (del mandarino) per cui la botanica lo classifica come specie a sé. Il mandarancio, invece, è un ibrido tra mandarino ed arancia dolce a tutti gli effetti.

Pomelo

Il pomelo, Citrus maxima (il cui nome deriva dalle dimensioni) è uno dei tre agrumi originali. Diversamente dagli altri agrumi, che di solito sono sferici oppure schiacciati, esso è a forma di pera, la cui estremità peraltro è tutta composta dal mesocarpo, e la buccia è liscia e di un colore che va dal giallo al verde. Il frutto può raggiungere addirittura i 30 centimetri di diametro ed è il più grande tra tutti gli agrumi conosciuti.
Se il frutto non è maturo non si può mangiare, per via del sapore e quando è maturo rimane comunque amaro, anche se meno rispetto all’arancio amaro, mentre non è acido (a differenza del limone). Il pomelo viene utilizzato come frutto fresco, peraltro molto ricco in Vitamina C, oppure si può utilizzare per l’estrazione di succo (soprattutto a causa delle dimensioni) e si può estrarre dalla sua buccia anche un olio essenziale.

Cedro

Il Cedro, o Citrus medica, è l’ultimo degli agrumi originali. Il frutto è molto grande, anche se meno rispetto al pomelo (va dai 20 ai 30 centimetri), e il colore varia dal verde al giallo; la buccia è molto ruvida ed è particolarmente spessa, rispetto agli altri agrumi, costituendo fino al 70% dell’intero frutto, lasciando quindi una modesta parte commestibile.
Si può utilizzare sia come frutto da tavola, a volte abbinato al bicarbonato di sodio (ha funzione digestiva) oppure si può usare per l’estrazione del succo o anche per la canditura. Se per i cedri “classici” la parte bianca, il mesocarpo, è difficilmente commestibile, esistono alcune varietà di cedro di cui si può mangiare perché è stata resa succosa. La maggior parte dei cedri “classici”, vista la grande quantità di buccia, viene utilizzata per la creazione dell’olio essenziale, il cui utilizzo è molto diffuso in alcuni ambiti terapeutici.

Clementina

Le clementine sono uno degli ibridi che sono diventati una vera e propria specie, ciò che è accaduto all’inizio del XX secolo. Fanno parte del gruppo dei mandarini nonostante siano in grado di riprodursi e, quindi, di costituire una nuova specie a sé stante, che è Citrus clementina.
Le differenze con i mandarini si hanno nell’aroma, che è meno intenso rispetto a quello del mandarino, si raccolgono una sola volta all’anno e la stagione di fioritura è molto limitata. Inoltre il colore delle clementine è molto più intenso rispetto a quello dei mandarini, ed è sempre rotondo e non appiattito. Come il mandarino si spicchia e si sbuccia con facilità, ed ha la particolarità di non avere semi.
L’utilizzo principale della clementina è sicuramente quello alimentare, come frutto fresco, anche se si può utilizzare sia per fare i succhi di frutta che per la produzione di marmellate o sciroppi.

Bergamotto

Il bergamotto è uno degli agrumi meno conosciuti a causa della sua scarsa coltivazione, derivante dal fatto che non si consuma come frutto fresco a causa del sapore molto amaro del suo succo e per l’elevata quantità di acido citrico; esso si utilizza quindi esclusivamente per scopi industriali.
È un frutto simile ad un limone per colore ma al pompelmo per forma, rispetto al quale è solo leggermente più piccolo.
Il nome scientifico è Citrus bergamia, ma ci sono ancora molte controversie sulla sua origine, per cui si pensa che derivi da una mutazione genetica spontanea.
I prodotti del bergamotto sono l’olio essenziale, il succo e la polpa. Il succo e la polpa si possono utilizzare per la preparazione di insalate o spremute, ma non sono particolarmente ricercate. Piuttosto, è l’olio essenziale a destare interesse per questo prodotto, olio che viene estratto dalla buccia, dai fiori e dalle foglie più giovani perché ha la particolarità di essere molto profumato. Per questo è uno dei componenti più utilizzati nell’industria dei profumi ed è alla base di prodotti come l’Acqua di Colonia o l’Eau de Toilette. Le parti di scarto si possono impiegare anche come mangime per gli animali da reddito, soprattutto come integrazione di altri mangimi.

Chinotto

In Italia il chinotto è conosciuto soprattutto come una bevanda industriale la quale, in effetti, si estrae proprio dal Cytrus myrtifolia, appunto il Chinotto.
Si tratta di un albero particolare, originato probabilmente da una mutazione spontanea dell’arancio amaro, e le sue foglie hanno un aspetto simile a quelle del mirto (da qui il nome botanico); i frutti sono più piccoli rispetto a quelli dell’arancio, e soprattutto sono molto amari e molto acidi: da qui l’impossibilità di consumarlo come frutto da tavola. Gli utilizzi riguardano la produzione di sciroppi, ma i frutti possono essere anche canditi o conservati con lo zucchero per la preparazione delle marmellate.
L’albero è l’unico, tra gli agrumi, a non avere le spine.
Il chinotto, come bibita, è una bevanda dal colore scuro simile alla cola e dal sapore amaro, ma con un retrogusto delicato che deriva della lavorazione industriale del frutto.

Combava

La Combava è un frutto tipico del Sud-Est Asiatico la cui produzione è rimasta limitata alle zone di origine perché non si può mangiare come frutto fresco. Il suo nome scientifico, Citrus hystrix, deriva dal fatto che la pianta è irta di spine, e anche le foglie sono pungenti, ricordando la pelle dell’istrice.
I frutti della combava sono molto piccoli rispetto agli altri agrumi, non superano i tre centimetri di diametro, hanno una buccia molto increspata e soprattutto sono estremamente acidi, tanto che è impossibile consumarli. Sembra che si tratti di una mutazione della limetta, o lime. Il suo utilizzo, nonostante non si possa mangiare come frutto fresco, è prevalentemente culinario: accompagna piatti di pesce, è molto profumato e piccante per cui può essere un ingrediente delle salse. È inoltre ricercato per il suo aroma.

La limetta o Lime

Il Lime, o Citrus aurantifolia viene utilizzato spesso come decorazione per le bibite alcoliche, o come ingrediente di base di bibite analcoliche. La limetta ha bisogno di un clima molto caldo e dunque non viene coltivata in Italia; si presenta come un piccolo limone e se portata a maturazione assume un colore giallo/arancione ma viene solitamente raccolta ancora acerba, risultando di un verde intenso. È difficile da mangiare perché molto aspro. Gli utilizzi sono quindi legati all’estrazione del succo, dell’olio essenziale che arriva dalla buccia e, in cucina, sia come affettato (si può aggiungere come decorazione o come ingrediente dell’insalata) che per il suo succo, che fornisce la parte acida agli alimenti.
Per l’utilizzo come ingrediente, può sostituire il più comune limone, nonostante esso possieda caratteristiche nutritive migliori.

Fortunella

La fortunella, in quanto genere, comprende sei specie diverse (Fortunella crassifolia, Fortunella hindisii, Fortunella japonica, Fortunella margarita, Fortunella obovata e Fortunella polyandria), tutte molto simili tra loro e difficilmente distinguibili ad un occhio inesperto. In Italia è anche conosciuta come Kumquat oppure come mandarino cinese. I frutti sono molto piccoli, e possono raggiungere un diametro di 2-3 centimetri; sembrano agrumi del genere Citrus in piccolo, e hanno la capacità di poter essere incrociati con essi, così da creare nuovi ibridi.
Viene consumata fresca, peraltro senza nemmeno la necessità di dover rimuovere la buccia in quanto questa è estremamente sottile. Si può poi utilizzare per la canditura oppure come ingrediente principale per le marmellate. Originaria del Sud-Est asiatico, si trova comunemente anche alle nostre latitudini. Nonostante il frutto abbia dei semi, questi non riescono a far crescere piante feconde, motivo per cui la pianta si riproduce solamente per talea, in modo naturale, o per innesto, in modo artificiale.

Arancio trifogliato

L’Arancio Trifogliato o Ponciro, Poncirus trifoliata, è l’unica specie che fa parte del genere Poncirus, diversa sia dal Citrus che dalla Fortunella. Si tratta di un frutto molto simile ad un’arancia, solo più piccolo (3-4 centimetri di diametro) e con la buccia leggermente pelosa. Non è una pianta sempreverde e cresce a climi molto più freddi rispetto a quelli di tutti gli altri agrumi.
Gli aranci trifogliati sono molto profumati ma hanno un gusto molto amaro che rende impossibile consumarli come frutto fresco. Per questo essi fanno da base alla produzione di alcuni liquori e possono essere utilizzati anche come ingrediente per le marmellate, in alcuni casi uniti alle arance amare per modificare il sapore del prodotto finale.
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Gli agrumi Proprietà degli agrumi Gli agrumi: aspetti nutrizionali e oli essenziali

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