IL SALE: CARATTERISTICHE E TIPOLOGIE |
A cura di Alessandra Mallarino |
Il sale è un elemento molto presente sulla terra, sia nell’ambiente che all’interno
degli organismi viventi. Esso si trova sia allo stato naturale, ovvero sottoforma
di sale marino o minerale, che in svariati prodotti industriali e all’interno del corpo umano, presente
nella quantità di circa 250 grammi. Non è da intendersi solo quello “da cucina”
ma anche quello contenuto in modo naturale in tutti gli alimenti della dieta, soprattutto
nei cibi conservati.
Impieghi del sale
Il 10% della produzione di sale è completamente destinato all’alimentazione umana,
per il resto viene impiegato ad esempio:
• In tintoria per fissare i colori;
• Nei caseifici e nei salumifici come conservante;
• Sulle strade in inverno per evitare che si formi il ghiaccio;
• Nella concia delle pelli animali;
• Per produrre i detersivi;
• Per trattare le acque;
• Come integratore nell’alimentazione degli animali da allevamento;
• Nelle raffinerie e nelle vetrerie.
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In commercio esistono molti tipi di sale e di seguito se ne riportano alcuni:
• Sale Rosa dell’Himalaya. Ha la peculiarità cromatica di un bellissimo rosa tenue legato alla presenza
di ferro che gli conferisce questa caratteristica. È un sale marino fossile, antichissimo,
che si è formato nell'Era Secondaria (più di 200 milioni di anni fa). Ancora oggi
è raccolto a mano, presso le miniere di Khewra, regione del Cachemire Pakistano,
poi su treni a vapore è portato a valle. A seguito della conquista del Punjab
(1849), dal 1872 gli inglesi amministrano le miniere di Khewra. Il sale dell'Himalaya
è macinato a pietra, non è sottoposto ad alcuna raffinazione, è privo di contaminazioni
ambientali. Il sapore è delicato e la consistenza indubbiamente “croccante”, ideale
per gli abbinamenti con pesce e verdure crude (in pinzimonio), carpacci di carne
ecc. È molto usato in Oriente. Impiegato in cucina, lo è anche in ambito estetico
per contrastare la cellulite e per effettuare un ottimo peeling. Si presenta in
grossi cristalli (ma è anche presente in versione “sale fino”). Si impiega anche
per le inalazioni quando si devono curare affezioni alle prime vie respiratorie.
Al momento dell’acquisto è bene accertarsi che vi sia apposta sulla confezione
il marchio “Wasser & Salz”, che è la compagnia titolare delle miniere dalle
quali si estrae, in questo è da ricercare la differenza con la salgemma ricavata
dalle miniere polacche o tedesche, usata però non in ambito alimentare. Il sale
rosa è ricco di zinco, rame, ferro, potassio e calcio. Va conservato in luogo
fresco e asciutto ma ciò vale per tutti i tipi di sale.
• Sale Vichingo Affumicato di Norvegia. Il sapore è forte e deciso. Si ricava da una miscela di sale affumicato e pepe
nero, l’affumicazione si ottiene bruciando legno di pini nordici. Perfetto per
qualsiasi pietanza stufata.
• Sale nero dell’isola di Molokai. Consigliato in tantissimi tipi di pietanze, dal pollo alla carne soprattutto
se alla griglia, fino al salmone al caviale e passando per verdure ed insalate.
È lavorato direttamente dagli artigiani delle isole Hawaii, ricco di sali minerali
provenienti dalla lava del vulcano e di carbone attivo con importanti proprietà
disintossicanti. I suoi grani sono grossi e ovviamente, per le suddette ragioni,
neri. Il sapore è amaro, secco con una lieve nota solforica e di affumicatura.
Non va confuso con un sale apparentemente simile ovvero quello nero indiano, chiamato
Kala Namak, di colore viola.
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Bibliografia
- Aime M., Pensotti S., Semplici A., Sale nero. Le vie del sale di Taudenni e Ahmed Ela, FBE.
- Orengo N., Peira S. (a cura di), Via del sale. Arte contemporanea dalla Langa al mare, Il Fondaco