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L’ALIMENTAZIONE SANA DEL CANE

A cura di Valerio Guiggi

Proprio come accade per l’essere umano, anche la salute del cane è subordinata ad una alimentazione che deve soddisfare precise esigenze perché l’animale non incorra in varie patologie, anche gravi. Tenendo ben presente che, se l’uomo può bilanciare eventuali carenze nutrizionali con un’alimentazione variata, nel cane questo non succede.
Che il cane sia nutrito con alimenti industriali o che lo sia con un’alimentazione casalinga, egli tende ad assumere, più o meno, lo stesso alimento ogni giorno; questo significa che errori nell’alimentazione, che nel breve termine sembrano non avere conseguenze, nel lungo periodo possono essere determinanti nel causare carenze o eccessi che sfociano in una patologia.

I nutrienti essenziali per il cane
I nutrienti essenziali per il cane non sono molto diversi da quelli essenziali per l’uomo, con alcune differenze che derivano, principalmente, da un tipo di alimentazione “principale” diversa da quella delle specie umana. In natura, il cane ha un’alimentazione prevalentemente basata sulle prede raccolte durante le attività di caccia, individuale o di gruppo; le sue necessità alimentari e le differenze con quelle umane rispecchiano quindi il tipo di vita, in natura, del cane.

Proteine: le proteine sono il primo nutriente essenziale per il cane. Si tratta di macromolecole composte da unità di base, gli amminoacidi, che compongono i tessuti sia animali che vegetali che, una volta ingerite dal cane, vengono sminuzzate nelle piccole unità che saranno assorbite dall’intestino. Gli amminoacidi vengono impiegati dall’organismo per creare tutte le strutture proteiche, compresi gli organi. Per vivere, dunque, il cane non potrà fare a meno delle proteine. Le proteine si prendono principalmente dalla carne, che ne è molto ricca, ma si trovano anche in altri alimenti come l’uovo e i latticini; ne sono ricchi anche alcuni vegetali, come le piante leguminose, ma a causa dell’alto contenuto di ingredienti indigeribili dal cane (come la fibra) la loro disponibilità non è alta, e queste proteine finiscono nelle feci senza essere assorbite. Tra i nutrienti essenziali per il cane vi sono anche una serie di amminoacidi di base, detti amminoacidi essenziali, che l’organismo non è in grado di produrre da solo e deve necessariamente assorbire con l’alimentazione. Altri amminoacidi, invece, non sono essenziali perché l’organismo è in grado di produrli per conto proprio.
Lipidi: i lipidi, detti anche grassi, rappresentano la principale fonte di energia per il cane. A differenza delle proteine, che sono utilizzate soprattutto per produrre le strutture del corpo (solo in casi di mancanza di alimento vengono usate a scopi energetici), i lipidi vengono assunti per poi essere “smontati” dall’organismo e utilizzati come fonte energetica per quasi tutti i processi dell’organismo, soprattutto per il movimento muscolare. Ci sono dei fabbisogni minimi in grassi, sotto i quali non si deve scendere, ma in generale non bisogna nemmeno esagerare: se un cane mangia troppi grassi questi vengono immagazzinati nel tessuto adiposo, e predispongono il cane all’obesità e alle patologie ad essa connesse. In natura il cane mangia soprattutto grassi di origine animale, ma è in grado di digerire e assorbire anche quelli di origine vegetale. Tra gli acidi grassi essenziali ci sono gli Omega-6, che deve assumere per tutta la vita, mentre nel cucciolo è necessaria anche una certa quantità di acidi grassi Omega-3.
Carboidrati: poiché in natura non vengono trovati dal cane, e poiché anche se vengono trovati (sotto forma di semi o tuberi) sono poco digeribili, i carboidrati non sono essenziali per il cane. E però spesso sono presenti negli alimenti: in alcuni sono essenziali (nei croccantini: se non ci sono carboidrati il prodotto non si forma), mentre in altri non lo sono, ma si trovano lo stesso. I carboidrati, pur non essenziali, non sono dannosi per il cane, specie se in quantità limitate: possono essere digeriti e assorbiti, sotto forma (per lo più) di glucosio che è il “carburante” essenziale per alcuni organi che non possono sfruttare i grassi, come il cervello. Se sono troppi, però, vengono immagazzinati sotto forma di grasso e quindi predisporre all’obesità; se presenti in quantità ancora più elevate, possono non essere nemmeno assorbiti, ma attirare acqua nell’intestino causando diarrea. Alcuni alimenti per il cane possono essere privi di carboidrati ma, poiché egli ne ha comunque bisogno (per far funzionare il cervello) li produrrà dalle sue stesse proteine, tramite un processo detto gluconeogenesi. In questo caso è importante fornire più proteine del necessario perché quando queste vengono usate a scopo energetico c’è il rischio che si possa sviluppare una loro carenza.
Fibra: la fibra è anch’esso un nutriente non essenziale per il cane, perché non può essere digerito, e quindi nemmeno assorbito dall’organismo; però è utile somministrarlo perché, specie per la fibra insolubile (cellulosa, emicellulose) aiuta a stimolare il transito intestinale ed evita la costipazione. Anche qui è necessario fare attenzione alla quantità per non ottenere l’effetto opposto, la diarrea. Un altro tipo di fibra utile è la fibra solubile, che rallenta il transito intestinale (invece di velocizzarlo), ma nella maggior parte dei casi nutre i batteri che abitano l’intestino e che possono avere un effetto positivo per la salute intestinale del cane. La fibra totale, comunque, non deve essere troppo alta perché toglie spazio ad altri nutrienti.
Sali minerali: i Sali minerali sono alcuni composti inorganici, quindi privi di carbonio in forma organica, che vengono assunti originariamente dal terreno, anche se il cane li assume dalle prede che, a loro volta, li hanno presi dal terreno. Non possono essere sintetizzati autonomamente dall’organismo, per cui devono essere necessariamente assunti dall’esterno. Tra i minerali essenziali vi sono il calcio, il fosforo, il magnesio, il sodio, il potassio e il cloro, detti anche macroelementi; altri minerali necessari, ma in quantità minori, sono i cosiddetti microelementi, tra i quali il ferro, lo zinco, il rame, il manganese, il selenio, lo iodio e il cobalto. Questi ultimi, anche se necessari in bassa quantità, sono comunque essenziali per il cane. La principale fonte di minerali per il cane, in natura, sono le ossa, che però non sempre si possono fornire, per motivi vari che vanno dai problemi di masticazione alle occlusioni intestinali fino alle perforazioni, specialmente se cotte; in questi casi si possono sostituire con ossa macinate (farina d’ossa) o con un integratore di minerali specifico. Negli alimenti industriali completi i minerali sono già presenti.
Vitamine: l’ultimo gruppo di nutrienti essenziali per il cane sono le vitamine, che sono le stesse essenziali per l’uomo tranne la vitamina C (che il cane è in grado di sintetizzare da solo). Le vitamine essenziali sono la A, D, E e K (liposolubili, cioè con capacità di sciogliersi nel grasso) e le vitamine del gruppo B (idrosolubili, ovvero in grado di sciogliersi in acqua). Le vitamine devono essere presenti in dosaggi minimi: eccessi di vitamina A e vitamina D, in particolare, possono provocare conseguenze gravi e irreversibili.

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I tipi di alimentazione del cane
Non esiste, in generale, un’alimentazione migliore di un’altra per il cane; tutte possono definirsi “sane” se si pone attenzione alle caratteristiche che ognuna di loro presenta. Le alimentazioni di seguito descritte presentano tutte caratteristiche sia positive che negative: conoscerle permettere a ognuno di scegliere il modo migliore per nutrire il proprio cane, anche in base alle sue necessità.

L’alimentazione industriale secca
L’alimentazione industriale secca è costituita per la quasi totalità dai cosiddetti croccantini, ovvero dagli estrusi. Vi sono in commercio anche alimenti secchi non estrusi (essiccati, ad esempio), o alimenti liofilizzati, che sono anch’essi secchi, ma non godono di grande diffusione.
Il vantaggio principale dei croccantini è costituito dalla loro praticità di utilizzo, accompagnata da un’elevata conservabilità e dal fatto che si tratta quasi sempre di alimenti completi, che riescono a soddisfare da soli tutte le esigenze nutrizionali dei cani. Ne esistono tantissime varianti, anche pensati per animali che presentano specifiche patologie.
Tra gli svantaggi vi è il fatto che le proporzioni di nutrienti sono minori di quelle che il cane mangerebbe in natura (in particolare, spesso, i carboidrati sono presenti in quantità eccessiva); inoltre diciture sulla confezione del prodotto come “Carni e derivati” nella loro genericità non permettono di sapere da quale specie animale origino e la parte del corpo presente nell’alimento: idem per la dicitura “Sottoprodotti di origine vegetale” mentre le indicazioni generiche di “Conservanti” o “Antiossidanti” possono mascherare la presenza di additivi rischiosi per la salute.
Si comprende, quindi, come per un’alimentazione costituita parzialmente o totalmente dai croccantini, sia molto importante la scelta di un prodotto che offra quante più informazioni corrette sul suo contenuto.

L’alimentazione industriale umida
La seconda tipologia di alimentazione per utilizzo è l’alimentazione umida industriale commercializzata per lo più in scatola, ma non solo. Le scatolette sono altrettanto pratiche quanto i croccantini e contengono in maggioranza carne cotta con altri ingredienti (come le verdure); possono essere alimenti completi per il cane (cioè in grado, da soli, di soddisfare le esigenze nutrizionali) oppure complementari, ovvero che necessitano di integrazioni (con cibo secco o con l’alimentazione casalinga).
A differenza del secco non c’è necessità di introdurre carboidrati nella formulazione, quindi l’alimentazione umida è più simile a quello che il cane mangerebbe in natura; tuttavia rimangono i problemi normativi che non permettono, per alcuni prodotti, di conoscere con esattezza gli ingredienti presenti all’interno dei prodotti. Inoltre il costo è maggiore rispetto ai croccantini, perché le necessità giornaliere in peso (considerando che hanno tanta acqua all’interno, che è invece assente nei croccantini) sono molto più alte rispetto al secco.

L’alimentazione casalinga
L’alimentazione casalinga è quella maggiormente personalizzabile in base alle esigenze del cane e presenta quindi il vantaggio di potere tenere direttamente conto delle necessità dell’animale, della sua età, della sua attività ed eventualmente dei suoi problemi corporei; può essere modificata con il tempo e adattata anche ai diversi stati patologici. Nell’alimentazione casalinga si conoscono gli ingredienti e la loro qualità e consente una varietà, anche quotidiana, che contribuisce ad offrire una dieta sana ed equilibrata al cane.
In questo caso, però, la dieta dovrebbe essere formulata da un veterinario per far sì che il cane non abbia carenze o eccessi dei singoli nutrienti (in particolare, nelle diete fai-da-te, sono molto frequenti le carenze minerali) e sempre il veterinario dovrà essere regolarmente interpellato di fronte alla necessità di variare l’alimentazione ove richiesto.
Tra gli svantaggi vi è anche l’aspetto economico, poiché i costi per l’acquisto degli ingredienti per l’alimentazione casalinga sono maggiori rispetto al costo dei croccantini e l’impiego di tempo necessario per prepararli.
Tra le alimentazioni casalinghe sono sempre più utilizzate quelle basate sull’impiego di carne cruda, che rispecchiano ancora di più (rispetto alle “casalinghe tradizionali”) le necessità specifiche del cane.
Se i vantaggi delle diete con la carne cotta sono ormai consolidati, con la maggior parte degli esperti che ritiene che siano migliori rispetto alle diete con prodotti industriali, permane il dibattito sulle diete casalinghe a crudo: tra gli svantaggi di una dieta siffatta vi è quello che la mancata cottura della carne può comportare il rischio di veicolare malattie infettive per il cane, specialmente se i proprietari non mettono in pratica una serie di regole igienico-sanitarie che comprendono il congelamento, la gestione degli utensili necessari a preparare la carne e il non-utilizzo di carne cruda potenzialmente pericolosa come quella di maiale, possibile causa della trasmissione della pseudorabbia.
Dall’altro lato, però, ci sono anche alcuni vantaggi scientificamente provati: in particolare, i microrganismi non patogeni veicolati dalla carne avrebbero un effetto positivo sul microbiota intestinale, evitando l’insorgenza di patologie intestinali croniche e, per effetto della produzione di sostanze benefiche per l’organismo, fornendo aiuto anche alla prevenzione di altre patologie. Altri benefici che sono stati osservati da proprietari e veterinari sono legati alla salute dentale e al benessere del pelo e della cute, ma non esiste ancora una letteratura scientifica al riguardo.

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COME CAMBIA L’ALIMENTAZIONE NEL CORSO DELLE ETÀ

Proprio come accade all’essere umano, anche il cane necessita di modifiche dell’alimentazione conseguenti all’età e alle relative variazioni fisiologiche. In generale, si distinguono delle differenze di alimentazione per la gravidanza e la lattazione (della femmina già adulta), per il primo periodo di vita del cane, per la fase di crescita, per la fase di adulto e per quella di anziano. Queste differenze naturalmente sono di base: individualmente ve ne sono altre che dipendono, in generale, dalla vita del cane e dalla sua attività e dalle eventuali patologie che possono emergere nel tempo e che richiedono diete differenti secondo i casi.

L’alimentazione in gravidanza e lattazione
In gravidanza e lattazione, la femmina adulta dovrà essere alimentata tenendo conto sia dei suoi fabbisogni normali da cane adulto e per la sua attività quotidiana che quelli dei futuri cuccioli che, dal punto di vista alimentare, restano completamente dipendenti dall’alimentazione della madre per tutto il periodo della gestazione.
L’alimentazione necessita di variazioni, nel cane, alla quinta-sesta settimana di gravidanza, perché prima le esigenze degli embrioni sono molto basse. Così la quantità di alimento viene aumentata progressivamente man mano che i feti crescono; in questa fase ci può essere la necessità di variare l’alimentazione necessaria, per renderla più energizzante; acquisiscono particolare importanza gli acidi grassi essenziali, che comprendono anche gli omega-3 (non necessari, in base alle conoscenze attuali, nella femmina adulta non in gravidanza).
Il peso non dovrebbe aumentare più del 25% in questa fase, per poi diminuire dopo il parto.
Nella fase di lattazione la nutrizione è ancora più importante per la femmina, perché la maggior parte dei nutrienti energizzanti che ingerisce verrà destinata alla formazione del latte, e in questa fase la femmina tende a perdere peso. Di solito si necessita di più energia in lattazione rispetto alla gravidanza, e si inizia a ridurre l’alimento solo dalla quarta settimana di lattazione, quando i cuccioli iniziano a mangiare anche alimentazione di altro tipo.

L’alimentazione del cucciolo orfano
Se un cucciolo è con la madre fino al momento dello svezzamento, il proprietario non deve preoccuparsi dell’alimentazione del cucciolo ma solo di quella della madre, perché sarà lei a fornire il nutrimento necessario al piccolo.
Nel caso di un cucciolo orfano, però, ci sarà necessità di fornire due componenti essenziali:
• Se il cucciolo è orfano da subito è necessario il colostro, che contiene gli anticorpi necessari a proteggerlo dalle malattie infettive (immunità passiva naturale) fino a quando non verrà poi vaccinato (immunità attiva artificiale). Per questa operazione è fondamentale la consulenza di un medico veterinario perché il colostro, che va comunque somministrato solo per pochi giorni poiché in seguito non viene più assorbito, deve essere conservato in modo corretto e soprattutto deve essere di cane per essere utile al cucciolo.
• Nella fase successiva c’è bisogno del latte artificiale, che però non può essere il latte bovino, ma una composizione che cerchi di ricreare il più possibile il latte di cane. Per questo esistono prodotti già pronti, da diluire in acqua, che si trovano in farmacia oppure ricette specifiche, fornite dai veterinari, che si possono preparare in casa.

L’alimentazione del cagnolino
Dal momento dello svezzamento, cioè da quando il cucciolo passa all’alimentazione lattea a quella solida, è necessario seguire un’alimentazione adatta alle sue esigenze, che sono maggiori rispetto a quelle dell’adulto perché il cucciolo oltre ad avere le necessità dell’adulto (cioè l’energia necessaria per muoversi, per respirare e per le sue normali attività) deve avere anche i nutrienti che saranno necessari alla crescita.
La crescita ha una lunghezza variabile, ed è generalmente più corta nelle razze di cane piccole e più lunga in quelle di dimensioni maggiori. Questo significa che l’alimentazione per la crescita è variabile in termini di durata, in base alla taglia del cane,.
In questa fase bisogna fare particolarmente attenzione a fornire una sufficiente quota proteica, una sufficiente quota energetica e un quantitativo di calcio adeguato. In particolare, le proteine non devono essere poche ma se pure sono troppe (sul totale dell’alimento fornito) non dovrebbero evidenziarsi problematiche particolari. L’energia non deve essere troppo poca perché altrimenti si rischiano problemi di crescita, ma nemmeno troppa perché c’è il rischio di malattie dello scheletro. Per quanto riguarda il calcio, minerale essenziale per la crescita ossea, non deve essere poco per evitare problemi di crescita ma non deve essere nemmeno eccessivo perché altrimenti aumenta il rischio di patologie articolari.
In proporzione alla fase della crescita, l’alimento deve essere offerto in maggiore quantità nella prima fase della vita, quando la crescita è più lenta, mentre tenderà (nel quantitativo totale) a dimagrire man mano che i fabbisogni di crescita diminuiscono. La diminuzione è graduale per arrivare poi ai fabbisogni dell’età adulta.
Nella crescita sono essenziali, come già nella gravidanza, anche gli acidi grassi omega-3, che devono essere aggiunti all’alimentazione.

L’alimentazione del cane adulto
L’alimentazione del cane adulto si formula sulle necessità che il cane ha nel corso della sua vita, pertanto può essere piuttosto variabile. In generale è comunque un’alimentazione di mantenimento, e in un cane sano lo scopo del proprietario è quello di non farlo ingrassare, né vederlo dimagrire eccessivamente.
E’ quindi sempre importante rispettare i requisiti minimi in proteine, energia, vitamine e minerali per garantire un’alimentazione corretta che accompagnerà il cane per circa 10 anni della sua vita.

L’alimentazione del cane anziano
L’ultima parte della vita del cane, l’età geriatrica, deve tenere in considerazione il cambiamento metabolico dell’organismo dell’animale. Non esiste un punto “preciso” di inizio dell’età geriatrica, ma si assume (in base alle evidenze fisiologiche) che le razze più grandi mediamente diventino anziane prima delle razze di cane più piccole. In questa fase è ancora più importante evitare l’ingrassamento che predispone a patologie di tipo diverso.
Per quanto riguarda le proteine, a meno che l’animale presenti problemi epatici o renali, non ci sono evidenze sul fatto che una loro riduzione prevenga le patologie del cane geriatrico. Le fonti attuali dicono, anzi, che dovendo ridurre l’apporto calorico totale della dieta, può essere utile aumentare la quota proteica nel cane anziano, per supportare le necessità del suo organismo. Il grasso, invece, dovrebbe essere ridotto in quantità (nell’ottica di non far ingrassare il cane) ma migliorato in qualità, perché può avere azione antinfiammatoria di supporto alle patologie del cane anziano. Diventano importanti anche gli antiossidanti.
Poiché il rischio di patologie nell’anziano è sempre presente, è importante conoscerle il prima possibile e sono pertanto consigliati almeno due check-up completi veterinari all’anno.

Gli alimenti pericolosi per il cane
Ci sono alimenti commestibili per l’uomo ma la cui assunzione può essere invece nociva per la salute del cane. I problemi che possono insorgere sono di diversa natura, per esempio di tipo meccanico (una perforazione da scheggia ossea) ma qui, relativamente ai nutrienti, vengono segnalati alcuni alimenti che annoverano al proprio interno sostanze tossiche per il cane, riportandone anche la relativa dose di tossicità.
Avocado: il frutto contiene una tossina, presente nella polpa, detta persina, che in dosi ancora non calcolate con esattezza risulta comunque irritante dell’apparato digerente del cane e può portare a dolore addominale, vomito e diarrea.
Aglio e cipolla: contengono metaboliti tossici che possono interagire con i globuli rossi del cane causando anemia. La dose tossica degli ortaggi freschi è piuttosto alta, stabilita in 15 grammi per chilo di peso del cane, mentre nei prodotti essiccati può essere molto minore. I sintomi tossici hanno una fase acuta, che si verifica nelle prime ore dall’ingestione, e una più a lungo termine, che danneggia i globuli rossi.
Funghi: gli effetti tossici dei funghi sui cani sono in gran parte sconosciuti e potrebbero non valere le regole di cautela valide, invece, per gli esseri umani. Nel dubbio, si sconsiglia di ammetterli nell’alimentazione.
Uva e uvetta: 3 grammi di uva fresca per chilo di peso del cane, meno per l’uvetta (in quanto essiccata) possono provocare insufficienza renale acuta, che nel cane può essere causa di morte. Il principio attivo attualmente è sconosciuto, ma si sconsiglia di fornire ai cani l’alimento, non conoscendo anche gli effetti tossici a lungo termine.
Noci di macadamia: come per l’uva, non è stato stabilito quale sia il principio attivo tossico per il cane che causi i sintomi di tipo neurologico documentati come il vomito, i tremori, la letargia e la paralisi degli arti a fronte dell’ingerimento di almeno 20 grammi di noce per chilo di peso vivo.
Noce moscata: contiene un principio attivo noto che si chiama miristicina e che è attivo sul sistema nervoso a causa di una stimolazione continua, causa di allucinazioni, vomito, aumento della frequenza cardiaca e tremori muscolari. Nei casi più gravi può causare anche convulsioni.
Luppolo: uno degli ingredienti della birra non deve essere fornito al cane non solo per i rischi legati all’alcool (condivisi con altre bevande alcoliche come il vino) ma perché il luppolo, nel cane, è all’origine di un’intossicazione che causa ipertermia, con una febbre che può superare i 40 gradi e provocarne la morte. Non sono ancora comprese le cause di questo fenomeno.
Caffè, tè e cioccolato: contengono le metilxantine, la caffeina (nel tè e nel caffè) e la teobromina nel cioccolato. Entrambe le molecole sono tossiche, e la dose dipende dalla concentrazione nella bevanda o nell’alimento che viene fornito. Stimolanti del sistema nervoso, in grandi quantità causano una crescita del ritmo cardiaco e del ritmo respiratorio che potrebbero risultare letali, specialmente nei cani di piccola taglia. La dose tossica è 150 mg per chilo di peso del cane.

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