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L’ALIMENTAZIONE SANA DEL GATTO 2/2

A cura di Valerio Guiggi

Come nutrire il gatto: i tipi di dieta
Benché le varianti della dieta felina siano molteplici, si possono ridurre a tre tipologie: l’alimentazione industriale secca (i cosiddetti “croccantini”), con l’alimentazione industriale umida (commercializzata in ‘scatoletta’ o in busta) oppure con l’alimentazione casalinga che può essere cotta oppure a crudo.

Alimentazione secca
Tra tutti i tipi di alimentazione per il gatto, quella secca è quella che meno si avvicina all’alimentazione naturale dell'animale.
I “croccantini” tecnicamente sono estrusi, alimenti che vengono prodotti attraverso un macchinario che si chiama estrusore. Il prodotto viene sottoposto ad un’alta pressione e ad un’alta temperatura, componenti che, insieme, cuociono l’impasto che viene poi tagliato in piccole parti, per ottenere i singoli croccantini. Per produrli è necessario un quantitativo minimo di amido, carboidrato complesso necessario per l’espansione e la formazione della crocchetta all’uscita dalla macchina.
Se il gatto non ha bisogno di carboidrati, essi devono essere comunque sempre presenti nei croccantini, a causa del particolare processo produttivo. Il gatto ha una scarsa produzione di amilasi, per cui i carboidrati sono poco digeribili e per la maggior parte finiranno nelle feci; una parte verrà invece digerita e assorbita.
Le altre componenti dei croccantini sono le proteine, necessarie in quantità piuttosto alte, e i grassi, che vengono aggiunti alla fine della preparazione della crocchetta perché non si degradino con il calore.
I croccantini sono molto pratici e di solito graditi dai gatti che preferiscono mangiare cibi solidi piuttosto che quelli molli. Sono graditi anche perché, all’interno, vengono spesso inseriti degli “appetizzanti”, che ne migliorano il sapore.
Per contro, al di là dell’eccesso di carboidrati, un alimento secco non è molto adatto al gatto per l’assenza di acqua. Inoltre, spesso le materie prime contenute in questi alimenti non sono riportate sulla confezione così come gli additivi (per alcune categorie è legale non indicarli) ma che potrebbero causare problemi di intolleranze di tipo metabolico o idiosincrasie alimentari.
Proprio le reazioni avverse al cibo, in cui rientrano queste problematiche, sono le cause che spingono i proprietari a cambiare alimento.

Alimentazione umida
Con alimentazione umida si intendono le scatolette di cibo per gatti (commercializzate anche in busta) con un prodotto cotto ad alte temperature nel quale viene preservato un alto quantitativo di acqua.
Nell’alimentazione umida non sono necessari i carboidrati, a differenza dell’alimentazione secca, anche se a volte vengono aggiunti in piccole quantità con effetto addensante.
L’alimentazione umida è simile all’alimentazione naturale del gatto dal punto di vista della composizione e contenendo molta acqua “forza” il gatto ad assumerla, evitando così la formazione dei cristalli di struvite o problemi renali. Gli alimenti umidi sono in generale migliori dei secchi per l’alimentazione del gatto ma anche loro non sono soggetti ad una stretta regolamentazione nell’indicazione degli ingredienti sulla confezione.
Non presentano particolari controindicazioni tranne che la densità dell’alimento umido tende a farlo rimanere attaccato ai denti favorendo la formazione della placca e la deposizione di tartaro nel lungo periodo, sempre che non venga praticata una corretta igiene dentale.
Esistono in commercio due varianti di alimentazione umida: l’umido completo e l’umido complementare. Mentre il primo può soddisfare la nutrizione del gatto senza aggiungere altri alimenti, il secondo non riesce, per definizione, a fare altrettanto rendendo necessario aggiungere altri alimenti, solitamente quelli secchi. L’indicazione di completo o complementare è riportato in etichetta.

L’alimentazione casalinga
Nell’alimentazione casalinga del gatto gli ingredienti vengono acquistati singolarmente e poi composti. I vantaggi di questo tipo di alimentazione sono diversi: il primo è che gli ingredienti si conoscono e si può valutare la loro qualità, perché vengono scelti direttamente dal proprietario; in caso di problemi con alcuni alimenti, inoltre, è più facile identificarli e quindi eliminarli dal composto finale. La composizione di queste alimentazioni, se formulata da un veterinario che si occupa di nutrizione, è personalizzabile in relazione alle singole necessità, anche patologiche, del gatto e, non ultimo, in base ai gusti del gatto.
L’alimentazione casalinga di un gatto contiene generalmente per lo più carne, costituendo talvolta l’unico ingrediente; possono essere aggiunti uova, latticini, eventualmente carboidrati in caso di necessità energetiche e verdure, se il gatto le gradisce e ne ha bisogno (anche queste non sono essenziali).
Il rischio più grande insito in una dieta casalinga è lo sbilanciamento: quando la dieta non è correttamente formulata, il gatto potrebbe essere privato di nutrienti fondamentali per la sua salute, portando a lungo andare a patologie di vario tipo. Per questo motivo è importante che il veterinario formuli una dieta bilanciata che soddisfai tutti i fabbisogni dell’animale.
Tra le tante possibilità che si hanno nel formulare un’alimentazione casalinga si possono distinguere due grandi gruppi: quello delle diete casalinghe cotte e quello delle diete casalinghe a crudo.

La dieta casalinga cotta
La dieta casalinga a cotto è la variante più sicura, almeno dal punto di vista igienico; la cottura uccide la maggior parte dei batteri presenti nell’alimento, e questo è importante in gatti che non sono abituati a un’alimentazione che non sia quella industriale, ma anche in gatti anziani, cuccioli o malati, il cui sistema immunitario non sia efficiente come quello di un gatto adulto sano.
La dieta casalinga è composta principalmente dalla carne, accompagnata da alcuni grassi e, se c’è necessità, da una piccola parte di carboidrati (che comunque non sono essenziali), e poi al bisogno dalle verdure. Sono necessari anche due tipi di integratori: un integratore di calcio e fosforo, di cui gli altri alimenti sarebbero carenti, e un integratore minerale e vitaminico, che ha lo scopo di integrare nell’alimentazione del gatto la taurina, che viene persa in cottura, i minerali eventualmente non presenti all’interno della carne scelta e le vitamine, in particolare quelle termolabili (cioè che vengono distrutte con il calore della cottura).
Una dieta con questi componenti deve essere bilanciata e il gatto può seguirla anche per tutta la vita, salvo la necessità di operare dei cambiamenti.

La dieta casalinga cruda
La dieta casalinga cruda è la variante che più si avvicina all’alimentazione naturale del gatto anche se non la riproduce perfettamente, perché le fonti nutritive sono generalmente animali d’allevamento e non piccole prede.
La dieta casalinga a crudo deve essere impostata con un criterio ben preciso, che comprenda sia il controllo della carne di partenza (considerando che non c’è cottura, la carne deve avere un’ottima qualità igienica di partenza), il controllo dei parassiti (che di solito si ottiene con un congelamento preventivo che varia in base alle singole tipologie di carne) e il controllo dello stato di salute del gatto, perché in alcuni casi può essere utile interrompere questo tipo di alimentazione e passare alla variante cotta.
Nell’alimentazione a crudo la carne, naturalmente, non è cotta, e generalmente non sono presenti carboidrati, né verdure (anche se queste, al bisogno, possono essere inserite), sono invece presenti le ossa, che non si mettono nella variante cotta ma che servono per integrare il calcio e il fosforo di cui il gatto ha necessità.
Riguardo gli integratori, la questione sul loro utilizzo è ancora discussa in particolar modo per quello che riguarda la taurina: le fonti scientifiche sulla permanenza della taurina nella carne cruda sono poche, per cui nonostante il contenuto in taurina, in una dieta a crudo ben formulata, sia sufficiente a garantire i fabbisogni del gatto, si preferisce in generale aggiungerla tramite integrazione (perché la taurina diminuisce a causa della luce, del calore e della lavorazione della carne, e non si può conoscere come il proprietario tratterà quella carne, prima di somministrarla), per evitare che squilibri nell’alimentazione possano portare nel lungo periodo a danni irreversibili all’organismo del gatto. La mancanza di taurina è dovuta principalmente al fatto che la carne usata nelle alimentazioni a crudo è diversa, di base, da quella delle prede naturali del gatto.

Gatto e topo: il gatto può mangiare il topo?
L’alimentazione più “naturale”, per il gatto, ovvero quella che segue in natura, è basata sul topo e su altre piccole prede che può cacciare, piccoli mammiferi, uccelli e rettili. Dal punto di vista nutrizionale, il topo non solo non è pericoloso ma, anzi, è l’alimento perfetto per il gatto, per quantità di nutrienti che contiene. Se un gatto avesse la possibilità di cacciare non avrebbe necessità di alcuna delle diete sopradescritte, perché un adeguato numero di prede sono in grado di soddisfare le sue necessità nutrizionali.
Tuttavia il numero di topi, o comunque di prede, deve essere adeguato alle necessità del gatto: poiché un topo contiene circa 30 Kcal (tutto intero, essendo costituito prevalentemente da acqua) ci sarebbe bisogno di almeno 6-7 topi al giorno per soddisfare un fabbisogno-tipo di un gatto non troppo grande, che è all’incirca di 200 Kcal.
Questo significa che se un gatto, sporadicamente, mangia qualche topo, tra uno o due al giorno che riesce a cacciare, questi non sono sufficienti per garantirgli una corretta alimentazione ed è quindi necessaria l’integrazione con altri alimenti. Un gatto che abbia possibilità, invece, di cacciare molte prede può non necessitare di integrazioni..
Gli unici pericoli insiti nella caccia ai topi o ad altri animali (come i ratti) sono le eventuali malattie che possono condurre e trasmettere al gatto, principalmente di natura batterica.

Il gatto può mangiare il pesce?
Un altro alimento che, solitamente (ma non sempre!) piace ai gatti è il pesce. Il gatto, in linea di massima, lo può mangiare, esattamente come la carne proveniente dagli altri animali. Per il consumo, però, bisogna fare attenzione ad alcuni aspetti.
Per prima cosa, bisogna considerare che non tutti i pesci sono uguali, e poiché ci sono pesci molto poveri dal punto di vista energetico (come il merluzzo) e pesci molto più ricchi (come il salmone, specie se allevato) i quantitativi necessari per i fabbisogni del gatto sono molto variabili in relazione alle specie pescate.
Il pesce deve essere consumato, se crudo, con molta moderazione: parassiti come Anisakis o Opistorchis devono essere tenuti sotto controllo; inoltre, diverse specie contengono tiaminasi, che limita l’assorbimento di tiamina, o vitamina B1, e in grandi quantità potrebbe provocare carenze. Questi parassiti e la tiaminasi vengono inattivati dalla cottura.

Ci sono due problemi che possono interessare anche il pesce cotto:
• La presenza di mercurio che, per alcuni pesci che ha un limite legale di 1 mg/Kg stabilito dal Reg. CE 1881/2006, può causare un’intossicazione cronica nel gatto. Per queste specie è possibile un’intossicazione nel caso vengano consumati almeno 200 grammi di pesce al giorno per circa 4 anni (considerando che tutto il pesce abbia 1 mg/Kg di mercurio), quindi per sicurezza la dose dovrebbe essere ridotta.
• La possibilità di presenza di istamina nei pesci ad elevato tenore di istidina. Per alcuni pesci, specialmente quelli a “carne rossa”, in caso di cattiva conservazione (anche industriale) è possibile che sia presente l’istamina, che ha una manifestazione simil-allergica nel gatto. L’istamina non viene eliminata dalla cottura, ed è quindi importante che il pesce sia stato conservato in modo corretto per poterlo fornire al gatto senza rischi.

Gli alimenti pericolosi per il gatto
Qualunque tipo di alimentazione si scelga, esistono una serie di alimenti che devono essere sempre evitati al gatto. I rischi possono essere di tipo diverso, e di seguito vengono indicate solo le problematiche tossicologiche legate agli alimenti (escludendo quelli che potrebbero essere dannosi nel lungo periodo, come i grassi e lo zucchero che non sono tossici ma predispongono all’ingrassamento).
Cioccolato, tè e caffè: contengono le cosiddette metilxantine, cioè la teobromina e la caffeina, tossiche per il gatto a dosi più basse rispetto a quelle umane. Tanto più il cioccolato è scuro, più teobromina contiene, e visto che queste sostanze sono stimolanti del sistema nervoso i sintomi possono essere gravi, nonché piuttosto veloci ad insorgere.
Aglio e cipolla: anche queste due piante appartenenti al genere Allium sono pericolose per il gatto, in due fasi; la prima è acuta e causa reazioni gastrointestinali, mentre la seconda è cronica e può portare alla rottura dei globuli rossi, con conseguente anemia.
Avocado: questo frutto piuttosto frequente nell’alimentazione umana contiene una sostanza, che si chiama persina, tossica per il gatto, in quanto può causare vomito e diarrea, ma anche sintomi più gravi in caso di eccesso di ingestione.
Alcool: sostanza tossica per l’uomo, lo è ancora di più per il gatto; le bevande e gli alimenti che lo contengono possono sovraccaricare il fegato, nonché provocare al gatto sintomi simili a quelli della “ubriacatura” dell’uomo. Proprio come nell’uomo, l’alcool può causare il coma etilico, ma a dosi molto più basse rispetto a quelle umane.

Da notare anche che, sebbene non sia tossico, nel lungo periodo l’alimento per cani può diventare pericoloso per i gatti: i fabbisogni dei due animali sono diversi, e in generale i fabbisogni del cane sono inferiori rispetto a quelli del gatto.

Bibliografia
• Case L., Hayek G., Canine and Feline Nutrition, 3rd ed., Elsevier, 2011
• Hand M., Thatcher C., Small Animal Clinical Nutrition, 5° ed., 2010
• Peterson, Talcott, Small Animal Toxicology, 3° ed., 2013
• Wójcik OP, Koenig KL, Zeleniuch-Jacquotte A, Costa M, Chen Y. The potential protective effects of taurine on coronary heart disease. Atherosclerosis. 2010;208(1):19 (contenuto di taurine negli alimenti).

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Alimentazione sana del gatto Le diete del gatto

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