LA CUCINA CINESE: ZUPPE E VERDURE
CUCINA CINESE: ZUPPE E VERDURE |
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È conosciuta come la nazione del riso, ed è apprezzata anche per la pasta, i
fritti, le ricette particolari a base di anatra, frutti di mare o dolci squisiti.
Ma la Cina, territorio immenso che conosce mari e monti, rialzi e pianure, ha
un sistema climatico e una composizione geologica così varia che l’agricoltura
non si può limitare certo alla coltivazione di un solo cereale, per quanto diffuso
in tutto il paese. Le verdure sono parte integrante della gastronomia cinese, forse quanto quella italiana, ma in modo assai diverso: come in molti altri
paesi asiatici, la composizione del singolo piatto segue una filosofia differente,
quella che si potrebbe definire del “piatto unico”. Così, è rarissimo che una
portata di riso o noodles non venga accompagnata da carne o pesce e verdura.
Anche le zuppe, o l’equivalente orientale di quelle che vengono definite così
in Occidente, sono chiaramente a base di vegetali. Le verdure che si usano nella
cucina cinese sono a volte familiari, altre quasi del tutto sconosciute. Se le
patate o i porri sono conosciuti anche in Occidente, altri ingredienti sono arrivati
in epoca relativamente recente, e si trovano nei negozi specializzati o nei reparti
ad hoc di grandi supermercati. In molti casi, però, se si vuole riprodurre una
ricetta cinese e non si trova un determinato tipo di verdura, non ci si deve perdere
d’animo: è molto probabile che esista una verdura “gemella” occidentale, dal gusto
pressoché identico.
Ad esempio, il cavolo cinese, che intuitivamente è una verdura tipicamente locale, è facilmente reperibile
anche in Occidente, ma può essere tranquillamente sostituito con la verza. I germogli, soprattutto di soia, sono fondamentali nelle cucine orientali, e recentemente
stanno prendendo piede anche ad Ovest. Ma attenzione a saperli usare: i germogli di bambù, ad esempio, molto amati nella cucina cinese, vanno necessariamente cotti, perché
la cottura serve a neutralizzare un olio tossico che contengono. In genere in
Cina vengono prima fatti bollire per mezz’ora, quindi raffreddati, tagliati, e
ulteriormente cotti, a seconda della preparazione del piatto che vanno ad arricchire.
Se tubero, in Occidente, è quasi sinonimo di patata, in Asia è rappresentato
essenzialmente dal daikon. Un altro tubero molto usato in Cina, e che purtroppo non è possibile sostituire
con nessun altro ingrediente, se non si riesce a reperirlo, è la castagna d’acqua cinese.
Quanto ai funghi, sono molto amati, e ne esistono varietà che da noi si possono
trovare essiccate nei negozi specializzati. Il fungo, nella tradizione cinese,
non è un semplice alimento dal buon sapore, ma quasi una specialità medica; si
ritiene infatti che porti energia e che sia simbolo di longevità. I funghi shiitake, anche detti funghi cinesi, sono in realtà originari del Giappone. Una particolare varietà di funghi neri,
detti orecchie di Giuda o pannocchie leggere, hanno un aroma molto particolare e penetrante, tanto che non possono essere
sostituiti con altri ingredienti.
Per quanto riguarda la realizzazione di zuppe, piatti e contorni a base di vegetali,
occorre ricordare che la cucina cinese è profondamente influenzata dalla filosofia
e dalla tradizione taoista. Un particolare che assume una notevole valenza già
al momento della preparazione e del taglio. Come in molti paesi dell’Asia, il
taglio degli ingredienti si rende necessario per motivi pratici: il commensale,
a tavola, non dispone di un coltello, ma solo di bacchette; quindi il coltello
deve essere utilizzato, a monte, dal cuoco, per rendere ogni cibo facile da prendere
e consumare. A ciò va aggiunto che, secondo il taoismo, ogni taglio influisce
sullo “stato energetico” del cibo, così come influisce anche la disposizione mentale
del cuoco, che deve apprestarsi a compiere la sua opera con animo sereno.
La cottura delle verdure è influenzata dalla stagione. Se in generale si preferisce
mantenere una certa “croccantezza”, e quindi si prediligono cotture veloci, è
anche vero che questo è particolarmente consigliato d’estate, mentre d’inverno,
stagione fredda e priva di calore, è bene far cuocere a lungo le verdure, farle
bollire per preparare zuppe che infondano caldo ed energia. Le zuppe hanno inoltre
una funzione digestiva.
Il metodo di cottura preferito dai cinesi è quello a vapore, discorso che vale
non solo per le verdure ma per quasi qualsiasi tipo di cibo. Anche la frittura
è molto utilizzata, ma in modo molto diverso rispetto allo stile occidentale:
poiché il requisito cardine che devono conservare le verdure, consumate freschissime,
è la “croccantezza”, gli ingredienti vengono agitati in olio bollente per pochissimo
tempo. Questo permette di conservarne inalterati struttura, sapore e anche vividezza
dei colori.
Tra le zuppe, di cui esistono varietà infinite, che possono essere realizzate
davvero con qualsiasi ingrediente, una delle più amate è quella piccante. Prevede l’utilizzo di tofu, carne (in genere a scelta, tra pollo, manzo o maiale;
per i vegetariani può essere utilizzato esclusivamente il tofu), uova, brodo di
pollo, funghi neri, che poiché si trovano solo essiccati vanno prima lasciati
in ammollo, e vari tipi di verdure: cipollotto, carote, zenzero, sedano e germogli
di bambù. La piccantezza è data dal condimento, un mirabile mix di peperoncino,
aglio, pepe, coriandolo, salsa di soia, aceto rosso. In genere, la piccantezza
è una caratteristica base della regione del Sichuan, di cui è originaria questa
zuppa, che risponde ai cinque requisiti dei sapori tradizionali: dolce, agro,
salato, amaro e piccante. I cinque sapori, che servono a equilibrare il pasto,
sono, come molte altre caratteristiche delle ricette orientali, di origine taoista.
Tutti gli ingredienti vanno tagliati in fettine molto sottili. Funghi, cipollotto,
aglio, zenzero, carota, sedano e peperoncino vanno fatti friggere in olio per
un paio di minuti, quindi vanno aggiunti carne e germogli di bambù. Dopo qualche
minuto si versano l’acqua, il brodo di pollo, la salsa di soia e si porta a ebollizione,
quindi si aggiunge il tofu, l’aceto, il coriandolo e il pepe. All’ultimo momento
vanno versate le uova sbattute: quando iniziano a filare, la zuppa, che va servita
bollente, è pronta.
Una delle ricette a base di verdure più facili da fare sono i germogli di soia fritti. A una base di frittura con aglio, zenzero, carote e bambù tagliati sottili,
si aggiungono i germogli di soia, che vanno conditi con sale e pepe. Se non si
dispone di liquore cinese si può sfumare con sherry secco, e dopo tre minuti di
cottura il piatto, che viene servito con salsa di soia leggera, è pronto.
Nella cucina cinese sono molto utilizzati i cavoli, in particolare il pak-choi, una varietà apprezzatissima anche in Corea e Giappone. Se si riesce a reperirlo
è bene considerare che sono preferibili gli ortaggi più piccoli. La ricetta del
pak-choi stufato prevede, oltre al cavolo, brodo di pollo, salsa di soia, salsa di pesce, gamberetti
crudi sgusciati, maizena (amido di mais), sale e pepe. Il cavolo va lavato, tagliato
per lungo eliminando la radice, e quando è pronto va messo insieme ai gamberetti
in un wok, o un tegame simile, in cui erano stati precedentemente mescolati brodo
di pollo, salsa di soia e salsa di pesce e portati a ebollizione. Dopo 5 minuti
pak-choi e gamberi vanno tolti dal contenitore: alla salsa va aggiunto l’amido
di mais sciolto in acqua, con sale e pepe; quando è addensata si può servire il
piatto.
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