I RITUALI DELLA TAVOLA
Nelle antiche comunità , vediamo il banchetto già al centro della vita quotidiana; con esso si suggellano gli eventi più importanti: la decisione di entrare in
guerra o il ritorno alla pace, il matrimonio, la ricorrenza religiosa o le onoranze
del defunto. Il fatto di bere dalla stessa coppa e di mangiare lo stesso cibo
crea una specie di fratellanza e la cosa più importante non è ciò che si mangia,
ma l'azione di dividere con altri il cibo, e di scambiare simbolicamente, attraverso
di esso, sentimenti di amicizia e solidarietà . Nella comunità cristiana, il cibo
che affratella, che crea comunione, è un puro simbolo del corpo di Cristo.
I rituali della tavola sono, naturalmente, molto cambiati nel corso dei secoli,
per cui dagli interminabili, e piuttosto smodati, banchetti dell'antica Roma,
si è arrivati al pasto mordi e fuggi dell''odierno fast food. Ma si tratta di
estremi ed in mezzo (dove si incontra sempre la virtù) c'è un ricco campionario
di usanze e di codici di comportamento che hanno come costante quella di rinsaldare
rapporti tra cibo e la sfera dello spirito.
Nell'evoluzione della convivialità è importante la nascita, intorno al 1700, di un ambiente fisso per i pasti: la
sala da pranzo.
Essa diventa il luogo deputato per lo scambio delle "cortesie da tavola"
per esercitare l'arte del ricevere, per l'uso intelligente e avveduto dello strumento
principe della socialità : la parola. Intorno al tavolo da pranzo, dotato di un ricco corredo di tovaglie e tovaglioli,
impreziositi da pizzi e ricami, tra argenti... cristalli e porcellane diventati
un irrinunciabile status symbol, si svolgono al meglio quei gratificanti rituali
che contribuiscono a rendere più piacevole la vita sociale. |