Sarà anche vero, come diceva De Gaulle, che governare un popolo che vanta oltre
350 tipi diversi di formaggi è praticamente impossibile (e il generale oltretutto
approssimava per difetto, perché oggi se ne stimano circa 500); ma bisogna dare
atto ai francesi che, quantomeno, si tratta davvero di grandi formaggi. Tra le
tipicità d’Oltralpe, il comparto caseario rappresenta uno dei punti di forza e
di vanto; una tradizione gastronomica illustre che anche tra i bleu e le croste
fiorite non si smentisce.
Tra i più celebri c’è senz’altro il Roquefort, originario della Francia centrale ed esponente dei cosiddetti formaggi “bleu”: le venature che lo attraversano, che contraddistinguono tutti gli erborinati,
sono dovute alla formazione di muffe, nel caso specifico di “penicillium roqueforti”, che danno non solo il colore caratteristico ma anche il tipico sapore particolare
e amato in tutto il mondo.
Altri formaggi francesi apprezzati anche all’estero, Italia compresa, sono il
Brie e il Camembert, entrambi prodotti con latte vaccino, a differenza del Roquefort che ha origine
da quello di pecora. Anche in questo caso una muffa particolare (il penicillium camemberti) segna la particolarità di questi prodotti, cioè la cosiddetta crosta fiorita:
il risultato è una crosta di particolare candore e morbidezza, perfettamente commestibile.
Il Camembert proviene dalla Normandia, che tra i suoi prodotti tipici vanta anche
il Calvados; una versione particolare di questo formaggio, privo della tipica crosta che
viene tolta per lasciarlo macerare nel brandy, è proprio il Camembert al Calvados. Altro “sottotipo” insaporito con una tecnica particolare è quello al sidro,
mentre, tra i formaggi artigianali, particolarmente apprezzato è il Camembert fermier.
Tra i prodotti caseari tipici della Corsica ci sono il Bleu di Corsica e soprattutto il Brocciu, oltre a Filetta, Brin d’Amour, Niolo e Casinca; dall’Alvernia vengono il Cantal e il Bleu d’Alvernia, mentre la Savoia, oltre a dare i natali a un formaggio come la Tome des Bauges, regala anche il nome alla celebre fondue savoyarde.
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Ma chi dice Francia dice soprattutto vino; e chi pensa al vino francese, pur
perdendosi tra Sauternes e Sauvignon, Chablis e Chardonnay, non può non pensare allo Champagne. Originario dell’omonima regione, creato come racconta la tradizione (alquanto
contestata) dall’abate Dom Pierre Pérignon, lo Champagne è forse il vino più famoso
al mondo; senz’altro il più amato, nella categoria bollicine. Ma i vitigni francesi
regalano nomi che fanno parte, se non dell’esperienza, quantomeno dell’immaginario
di quasi tutti; dal “novello” locale, il Beaujolais nouveau, agli alsaziani Riesling e Gewurztraminer. Anche se, quando si parla di vino francese, sono principalmente due i nomi
che vengono in mente, ed iniziano entrambi con la b: la zona di Bordeaux, nella
Gironda, e la regione della Borgogna: qui nascono, da vitigni di cabernet e merlot,
pinot neri e chardonnay, alcuni tra i più famosi vini al mondo.
Per quanto riguarda i distillati, il Calvados, come detto, è un brandy originario della Normandia; il Cognac proviene dall’omonima regione, mentre l’Armagnac, ancora più antico del Cognac, forse in assoluto l’acquavite più antica in Europa,
è guascone. Tanti anche i liquori, dal Cointreau al Grand Marnier.