LA CUCINA FRANCESE: ZUPPE E VERDURE
ZUPPE E VERDURE
Soupe à l’oignon, ovvero, come rendere un piatto semplicissimo, principalmente a base di brodo
e cipolle, un grande classico internazionale. I francesi amano molto sia le zuppe
sia le verdure, e la loro gastronomia ha sviluppato nel corso dei secoli la capacità
di declinare i più semplici degli ingredienti in composizioni di gusto e aspetto
sublimi; se le verdure, sotto forma di contorni e insalate, ma anche di ripieni
per le quiche e ricette per antipasti, si affacciano sulla tavola ad ogni pasto, le zuppe
invece trionfano soprattutto la sera, come primo piatto della cena. La zuppa è
di per sé una portata eclettica che si può realizzare con poco o con un trionfo
di ingredienti diversi; la famosissima zuppa di cipolle francese è quasi essenziale nella linearità della sua ricetta, eppure è uno dei
classici d’oltralpe più amati. Indispensabili sono, naturalmente, le cipolle,
una buona quantità di brodo di carne, e il pane, che si serve già immerso nella
zuppa e impregnato del brodo; completano il piatto farina, burro, formaggio (gruyère), sale e pepe. Se la ricetta attuale dovrebbe risalire al ‘600 (secondo il “mito”
sarebbe stata inventata addirittura da un monarca, ma le versioni divergono nell’attribuirne
la paternità a Luigi XIV o Luigi XV), una antesignana della moderna soupe pare fosse conosciuta già in epoca romana.
Ma tra la ricca scelta di zuppe che la cucina francese offre, ce n’è un’altra
in particolare che rischia di strappare la palma della notorietà a la soupe à
l’oignon, ed è la
bouillabaisse, la tradizionale zuppa di pesce originaria della Provenza e, più specificamente,
della zona di Marsiglia. Come tutti i piatti tradizionali di forte impronta locale,
non esiste una ricetta standard ma un insieme di variazioni che cambiano di famiglia
in famiglia; le linee guida prevedono un’ampia varietà di pesci, tra cui in genere
compaiono scorfani, pesci san pietro, merlani, coda di rospo ed altri, oltre a
polpi e crostacei, diversi tipi di verdure per il brodo come pomodori, patate
e cipolle, il tutto accompagnato dalla
salsa rouille (una salsa piccante a base di olio, peperoncini, peperoni e aglio). Il brodo
e il pesce vengono poi serviti separatamente.
Per quanto riguarda l’amore dei francesi per le verdure e le mirabili preparazioni
che riescono a trarne, il piatto più famoso, anch’esso di origine provenzale,
è senza dubbio la
Ratatouille, che ha anche ispirato un film che è già diventato un classico del cinema d’animazione;
la magia di questa ricetta consiste nel fatto che si tratterebbe di un umile stufato
di verdure, a base di cipolle, zucchine, pomodori, peperoni, aglio, ma che regala
sapori davvero indimenticabili. Ingrediente fondamentale della cucina francese
è la patata, che viene declinata in ogni possibile forma, con ogni metodo di cottura
a disposizione. Uno dei piatti più noti è il
gratin di patate, detto
gratin dauphinois, che si prepara con i tuberi, il latte, la panna, il formaggio, il burro e l’onnipresente
aglio, cotto in forno. Altra ricetta classica sono le
patate alla Parmentier (Antoine Augustin Parmentier fu un agronomo francese del ‘700 che si dedicò
alla diffusione del tubero nella dieta dei suoi connazionali, ottenendo un certo
successo, come evidente); è di origine francese, naturalmente, il
puré, così come le
patatine fritte con il metodo di frittura detto appunto alla francese (e delle patate fritte
i francesi rivendicano la paternità).
Per quanto riguarda le verdure, come detto, vengono utilizzate come contorni,
in insalata, come ripieni per le quiche, nelle zuppe; la contaminazione culturale
ha fatto sì che piatti come il
cous cous di verdure siano ormai un classico sulle tavole di case e ristoranti, e ogni
regione ha il suo clima, i suoi prodotti tipici e le ricette connesse, come nel
caso delle
verdure ripiene di Nizza. In generale la scelta è estremamente varia e non differisce molto da quella
italiana, tra melanzane, cipolle, pomodori, fagiolini, zucchine, cavoli, peperoni
e così via.
Le verdure, come molti altri piatti a base di carne o pesce, vengono tradizionalmente
serviti accompagnati dalle salse. In Francia quella per le salse è una passione
che contempla una gamma notevole di variazioni, dalla
bechamelle (o
bechamel, la nostrana besciamella) alla
tapenade, dalla
parigina alla aioli, dalla
bernese all’olandese, fino alla classica
maionese. La cuisine classica vede nelle salse una componente fondamentale di ogni preparazione,
e non c’è chef che si sia formato nelle cucine francesi che non abbia dedicato
impegno e passione a questo aspetto dell’arte culinaria. In generale quando si
parla di salse si suddivide l’argomento in quattro tipologie principali, dette
anche salse base (spagnola, besciamella, vellutata, al pomodoro), da cui derivano
tutte le altre. La
bechamelle è la salsa base per le cosiddette salse bianche, più delicate; la
spagnola è la madre delle salse brune, ha un gusto più deciso ed è a base di carne; la
vellutata è genericamente composta da un
roux (un addensante a base di farina e burro) mischiato a un liquido caldo; quanto
alla salsa al pomodoro, è intuitivamente una salsa che nasce dalla preparazione
di quest’ortaggio. Un’altra salsa ritenuta basilare nella cucina francese, anche
se non è considerata una salsa madre, è la
demi-glace (una derivazione della spagnola), che deve la sua nascita e la sua notorietà
al celeberrimo chef francese dell’800 Auguste Escoffier.
ZUPPE E VERDURE