LA CUCINA RUSSA: CARNE E PESCE
CARNE E PESCE
Caviale. Se il termine “oro nero” non si usasse già per il petrolio, non stonerebbe
affatto nel definire quelle piccolissime uova di storione che possono raggiungere
costi non solo inaffrontabili, ma anche incomprensibili per i comuni mortali.
Basti pensare che la varietà più pregiata, l’Almas Beluga, viene venduta in scatolette d’oro a 24 carati; e non è certo il prezzo della
confezione a incidere sul totale. Il caviale migliore (quello con la colorazione
più chiara) proviene dal Mar Caspio, e se lo contendono Russia e Iran. Quindi,
se si dice Beluga, si dice Russia; ma se si pensa alle tavole russe tutto si può visualizzare
tranne che il Beluga. Tra gli antipasti russi il caviale può essere presente,
ma per il reddito medio pro capite dell’ex repubblica sovietica le uova di storione
del Mar Caspio, che pure rappresentano un simbolo importante della gastronomia
russa nel mondo, sono semplicemente inavvicinabili.
Caviale a parte, la Russia è un paese in cui la pesca è sempre stata un’attività
diffusa e per certi versi fondamentale, e se i russi non aprono i loro pasti con
cucchiaiate dell’oro nero culinario, certo non si fanno mancare i prodotti dell’acqua
che nel loro territorio abbonda, dolce o salata che sia. Il pesce trionfa negli
antipasti e nelle zuppe, in gelatina e marinato, come ingredienti di ricette complesse
o come piatto a sé.
Una menzione speciale la meritano le seliodka, soprattutto in versione marinovannaia seliodka; vale a dire, le aringhe marinate. Ingrediente eclettico che fa bella mostra di sé su ogni tavola russa, come
antipasto, come secondo, come componente di altre preparazioni, l’aringa in genere
viene marinata direttamente in casa, secondo ricette tradizionali che possono
differire nelle sfumature di famiglia in famiglia, ma che in linea di massima
prevedono pesce freschissimo ben pulito, sale e zucchero, cipolla e marinatura
di aceto bianco.
Sempre tra gli antipasti è molto diffuso il
pesce in gelatina, e in un paese che, anche per motivi climatici, non può fare a meno delle zuppe,
certo non si possono non citare le zuppe di pesce, come la
ukha, la
solianka nella versione appunto ittica, con una varietà di pesci notevole, dalle aringhe
al salmone allo storione. Il pesce può anche fungere da ripieno di una delle tante
preparazioni russe che in Italia verrebbero definiti timballi o pasticci, come
ad esempio i
rasstegai. E naturalmente può essere portato in tavola come secondo, trionfando nel piatto
di portata: il salmone al cartoccio, lo storione accompagnato da varie salse,
la trota al forno o ripiena sono classici della cucina russa. E non mancano nemmeno
i crostacei, come i granchi e i gamberi.
Tanto amore per il pesce non esclude la carne, tutt’altro, soprattutto considerando
che in Russia non mancano né il bestiame d’allevamento né la cacciagione. A partire dal
piatto forse più conosciuto a livello internazionale, quello che è senz’altro
un classico, il
filetto alla Stroganoff. Il nome pare lo si debba a un medico, che inventò questa carne (di manzo) tagliata
a strisce, rosolata e servita con una ricca salsa a base di panna e cipolle, pomodoro,
in alcune versioni con l’aggiunta di funghi.
Anche per la carne vale il discorso fatto per il pesce: oltre ad essere un “secondo”,
è un ingrediente fondamentale di altre preparazioni, come le zuppe (che nella
versione solo vegetale in alcuni casi vengono definite “vuote”, cioè prive di
carne), la pasta ripiena e i pasticci, che prevedono ripieni di carne anche spettacolari.
Ma limitando il discorso alla carne servita a sé, si può sottolineare come in
Russia l’offerta sia ampia già a partire dalla scelta del tipo e della qualità:
come detto, non manca la cacciagione; il famoso filetto alla Stroganoff si basa
naturalmente su carne di manzo, ma un altro piatto altrettanto noto, come il
pollo alla Kiev, mette in luce come sia diffuso anche il pollame; e la carne suina, da sempre
presente con preparazioni assimilabili ai salumi di grande tradizione e indubbio
gusto, spadroneggia sempre più sulle tavole russe.
Il pollame ripieno è molto diffuso, e le ricette spaziano dall’impiego di mele
e altra frutta per l’oca, all’onnipresente cavolo che ben farcisce le anatre.
Per quanto riguarda il pollo alla Kiev (ricetta intuitivamente di origine ucraina),
la curiosità è che si tratta di un piatto particolarmente legato alla cucina italiana:
è stato infatti uno dei primi grandi successi di quello che è uno degli chef italiani
più famosi di sempre, Gualtiero Marchesi. Si tratta di pollo, in genere petto,
che viene aperto a tasca oppure arrotolato con una farcitura di aglio, burro,
limone e erbe, nella versione “Marchesi” dragoncello, quindi viene realizzata
una classica impanatura con uovo e pangrattato e si frigge il tutto.
A base di maiale (in genere piedini) e manzo è la carne fredda in gelatina, che
si serve con salse forti come il rafano; mentre davvero tradizionale è il manzo cotto nel cosiddetto orciolo, uno stufato realizzato in un tipico contenitore di terracotta, detto anche
carne alla Novgorod. Altro piatto tipico è lo shashlik, che in genere si prepara con carne ovina, di agnello o montone, ben marinata,
infilata in spiedini e cotta sulla brace. Dal bestiame di allevamento derivano
naturalmente anche i latticini, come la ricotta, ingrediente base delle amatissime
frittelle chiamate syrniki, e la smetana, cioè la panna acida, uno dei condimenti più popolari e utilizzati.
CARNE E PESCE