Per dare la misura della passione che il popolo livornese ha per il cacciucco si racconta la seguente storiella . Una donna del rione di Borgo Cappuccini porta il figlio di sei mesi da medico, in ambulatorio. Il bambino ha il volto paonazzo, suda, sembra debba venirgli un colpo da un momento all'altro. "Gli faccia qualcosa, dottore!" implora la donna allarmata. Il medico lo visita, gli palpa il pancino rigonfio,chiede alla madre cosa gli ha dato, cosa gli ha fatto bere. "Appena mezzo bicchiere di vino dice quella. "Mezzo bicchiere di vino!? Ma è impazzita? De latte gli deve dare!" "Dottore, mi faccia il piacere!Dopo il cacciucco cosa gli do', il latte?"
Ingredienti per 6 persone
500 g. di seppie nostrali
300 g. di palombo fresco
500 g. di pesce da zuppa (gallinelle, cappone, scorfano)
500 g. di frutti di mare misti (datteri vongole)
500 g. di gamberoni, gamberi, scampi cicale
1 cucchiaio di concentrato di pomodoro
Olio, aglio,salvia,peperoncino
12 fette di pane posato e arrostito, pepato e agliato
Mettere al fuoco una casseruola con fondo di olio di oliva, aglio e salvia, peperoncino. Soffriggere. Quindi mettere polpi e seppie tagliati a troccoli, bagnare con il vino bianco. Aggiungere il concentrato di pomodoro e cuocere per venti minuti, rimestando. A mano a mani rovesciarci i pezzi da zuppa e il palombo tagliati.
Le teste dei pesci andrebbero cotte in brodo con gli odori e passate. Il ricavato abbastanza denso, versato nella casseruola, accrescerebbe sostanza e sapore al cacciucco.
Seguire la cottura a fuoco lento ma energico. Quando il polpo e le seppie sono diventati teneri aggiungere i crostacei ed i frutti di mare con i loro gusci. Andaer avanti per 6/7 minuti affinché datteri e vongole si aprono.
Il pane agliato ed abbrustolito va posto sul fondo delle terrine. Con un grosso ramaiolo attingere pesce dalla casseruola in parti eque.