LA FRITTURA
FRITTURA
L'alimentazione moderna, particolarmente attenta alla buona salute, ha eliminato
quasi totalmente gli alimenti fritti per il loro elevato apporto calorico, per
la difficile digeribilità e per la preparazione troppo laboriosa. Gli alimenti
fritti contengono infatti un'alta percentuale di grassi. E' noto che i grassi,
se assunti nei quantitativi ottimali, oltre a costituire un deposito di riserve
energetiche, si rivelano preziosi "trasportatori" delle vitamine liposolubili
(A, D, E, K) e apportano sostanze che il nostro organismo non è in grado di sintetizzare.
(Per un maggiore approfondimento vedi: i lipidi) Il consumo smodato di grassi è invece all'origine dell'obesità e delle malattie
cardiovascolari.
E'un errore considerare soltanto i grassi visibili (o meglio i condimenti usati
nella preparazione delle pietanze), senza tenere conto di quelli presenti negli
alimenti stessi. Una corretta alimentazione, in tal senso, prevede una preferenza
di cotture a vapore, a microonde o alla griglia, le quali limitano l'aggiunta
di altri grassi per il condimento di alimenti già ricchi di tali sostanze.
La cottura degli alimenti provoca fenomeni di tipo fisico e chimico
che incidono in termini sia qualitativi sia quantitativi sui lipidi assunti con
la dieta alimentare. Nel caso della frittura di alimenti a basso contenuto di
grassi, quali ad esempio le patate, gli oli e i grassi penetrano nell'alimento
e vi rimangono in quantità variabili dal 10 al 40%, per cui l'alimento fritto
assume una composizione in acidi grassi simile a quella dell'olio utilizzato per
la frittura. Mentre negli alimenti a elevato tenore di grassi, quali la carne
o il pesce, non si hanno significative modifiche di ordine quantitativo. Poche
sono però le pietanze invitanti e irresistibili come una frittura dorata e croccante.
Si può quindi trovare un compromesso includendo i fritti nella nostra alimentazione
senza esagerare nella quantità e nella frequenza, perché "fare la dieta" non significa
evitare degli alimenti, ma saper dosare in qualità e quantità appropriate tutti
gli alimenti, nessuno escluso.
Tipi di frittura
Ogni alimento richiede un tipo di frittura diverso. E' possibile friggere al
naturale, con un'infarinatura, con un'impanatura o con la pastella.
| Frittura al naturale |
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Questo tipo di preparazione si addice agli alimenti compatti e asciutti, come
l'uovo o le patate, in grado di sopportare il calore dell'olio bollente. Il metodo
di preparazione è molto semplice: basta immergere nell'olio già caldo il cibo
al naturale, eventualmente tagliato a pezzi o a fette, scolarlo quando è cotto
e asciugarlo sulla carta assorbente da cucina. | |
| Infarinatura |
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Prima di essere immerso nell'olio caldo, il cibo deve essere passato nella farina,
oppure prima nell'uovo sbattuto e poi nella farina. Al termine della cottura viene
scolato e lasciato asciugare per qualche minuto sulla carta assorbente. I cibi
che richiedono l'infarinatura sono, ad esempio, le scaloppine, i piccoli pesci,
i molluschi e alcune verdure come le melanzane. | |
| Impanatura |
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Si tratta della modalità di preparazione che conferisce al cibo fritto il suo
classico aspetto dorato. Consiste nel passare l'alimento nell'uovo sbattuto leggermente
salato e poi nel pangrattato prima di friggerlo. Per ottenere un risultato migliore,
secondo l'uso viennese, si può procedere all'impanatura passando il cibo prima
nella farina, poi nell'uovo e quindi nel pangrattato: con questo sistema l'impanatura
si gonfia staccandosi dall'alimento e la frittura risulta più croccante. La consuetudine
milanese, invece, prevede di immergere l'alimento prima nell'uovo e poi nel pangrattato
misto a formaggio grattugiato. Per chi non desidera usare l'uovo, è possibile
impanare il cibo passandolo prima in un composto di farina diluita con acqua e
insaporita con sale e noce moscata, poi nel pangrattato. Quando si friggono degli
ingredienti impanati bisogna tenere l'olio pulito per evitare che faccia fumo
e diventi amaro. L'impanatura è adatta, per esempio, per la cotoletta, il pollo,
il coniglio a pezzi, i tranci di pesce e per le verdure lessate. | |
| Pastella |
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Gli ingredienti di base per la pastella sono: farina, uova (anche solo tuorlo
o albume), un pizzico di sale, acqua, latte o birra per diluire l'impasto. Se
deve essere utilizzata per cibi salati può essere insaporita con formaggio, prezzemolo
o altri aromi, se invece serve per cibi dolci può essere arricchita con scorza
di limone, arancia oppure cognac.Spesso per gonfiare maggiormente la frittura
viene aggiunto anche lievito di birra o gli albumi delle uova montati a neve.La
preparazione della pastella consiste nel setacciare la farina in una ciotola,
diluirla con acqua sbattendo il tutto con una forchetta affinché non si formino
grumi, aggiungere l'uovo e gli altri eventuali ingredienti. La densità deve essere
tale che sollevando il composto con un cucchiaio dovrà ricadere a nastro. Si
procede con la frittura immergendo i cibi prima nella pastella poi nell'olio bollente.
Gli alimenti ideali per questo tipo di frittura sono verdure e frutta di ogni
genere. | | | |
Il tipo di grasso di frittura
Per una buona riuscita del fritto è importante scegliere anche il tipo di grasso
tra: olio d'oliva, olio di semi, burro, margarina e strutto.
- Olio d'oliva: si addice alla frittura perché sopporta temperature molto elevate e ha poco
odore, ha però un gusto troppo caratteristico per gli alimenti delicati.
- Olio di semi: questo tipo di grasso è adatto alle fritture perché insapore anche se ha un
odore sgradevole. E' in grado di sopportare temperature elevate e, per la sua
caratteristica leggerezza e delicatezza, è particolarmente indicato per friggere
i dolci.
- Burro e margarina: si usano solo per carni e verdure impanate e per le fritture poco profonde
o a bassa temperatura (la temperatura elevata ne provoca l'annerimento).
- Strutto: tra i grassi, lo strutto è il più saporito, ma si usa raramente perché penetra
facilmente l'alimento e si consuma molto in fretta, oltre a rendere l'ambiente
impregnato di un odore sgradevole.
Consigli utili
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L'olio per la cottura deve essere sempre molto abbondante perché altrimenti brucia velocemente; inoltre al termine della frittura può essere
filtrato per poi riutilizzarlo.
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Per evitare che l'olio si bruci quando è arrivato al massimo del calore, basta
non lasciarlo senza alcun ingrediente in cottura ; se il cibo da friggere non fosse ancora pronto, è sufficiente immergere un
pezzo di pane.
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Al momento dell'immersione l'olio deve avere la giusta temperatura ; per verificarla intingere un bastoncino di legno: la temperatura ideale è
raggiunta quando intorno a esso si formano delle bollicine. Questa modalità di
controllo deve essere eseguita ogni volta che si procede con una nuova frittura.
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La temperatura di frittura deve inoltre essere proporzionata alla grandezza dell'alimento : più alta se il cibo è piccolo.
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