BELLEZZA E FASCINO
Bellezza e fascino non sono sinonimi : sono due straordinarie e differenti doti che non sempre caratterizzano lo
stesso individuo; ma, quando sono complementari in una stessa persona, sicuramente
quella lascerà indelebili tracce di sé negli occhi e nel cuore di chi lha incontrata.
La bellezza è una qualità del corpo; è, in un certo senso, oggettivamente valutabile
perché la si misura, pur se inconsapevolmente, su canoni che vengono da lontano,
dai modelli estetici proposti dagli artisti e codificati nelle immagini pittoriche
e scultoree che essi ci hanno lasciato nel tempo: per la nostra civiltà occidentale
i riferimenti remoti possono essere la Venere di Milo, la Primavera di Botticelli,
le Madonne di Raffaello o di Leonardo, le voluttuose donne di Tiziano ( per citare
i più famosi modelli femminili) o, se parliamo di uomini, valgono gli esempi dellApollo
di Delfi o del Davide di Michelangelo.
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Botticelli, particolare tratto da La Primavera, 1482 c. |
Raffaello, particolare tratto da Madonna di San Sisto, 1513-1514. |
Pur trattandosi di figure idealizzate che rappresentano il divino o, comunque,
il sublime, ancora oggi ci servono come pietra di paragone per le bellezze attuali
benché nessuno, consapevolmente, applichi le regole di Leonardo o ancor meno quelle di Vitruvio per misurare e valutare la perfezione di un
corpo o di un volto.
Nuovi e potenti riferimenti, però, la moderna civiltà dell'immagine ha prodotto
con il cinema, la televisione e la fotografia con i quali vengono proposti modelli
di bellezza senz'altro più realistici ma, proprio per questo, deteriorabili: il
tempo che passa li fa passare di moda, li fa comunque alterare e persino invecchiare;
mancano insomma di quella sublimità che li conservi uguali a se stessi per sempre.
I bellissimi che sopravvivono alla loro bellezza possono diventare patetici se
si ostinano nella rappresentazione di sé come erano mentre rimane modello in qualche
modo immortale, lo splendore cristallizzato nelle immagini cinematografiche di
personaggi come Marilyn Monroe o James Dean, che non hanno potuto invecchiare e sono diventati delle icone , delle moderne versioni del sublime.
Poiché la bellezza reale è effimera, effimeri ne sono i canoni di valutazione : oggi è la moda che decreta chi è bello e chi non lo è e perché; le modelle
anoressiche che sfilano sulle passerelle diventano bellissime ai nostri occhi
perché qualcuno ha deciso che magro è bello; tra qualche tempo qualcun altro riscoprirà
che è ancor più bello il florido ed i nostri occhi si abitueranno a misurare con
quel canone le caratteristiche fisiche nostre ed altrui. La fama conferita dai
mass media ai belli ed alle belle è anchessa effimera e si consuma nel giro di
poche stagioni: nella nostra società consumistica è sempre impellente il bisogno
di novità ed i volti nuovi su cui faticosamente si è modellato il look di migliaia
di persone desiderose di sembrar belle, diventano troppo presto obsoleti: all'incoronazione
di una miss segue sempre e subito la ricerca delle candidate a sostituirla.
Ben diverso è il valore del Fascino.
Tanto per cominciare non è una qualità del corpo e perciò non è percepibile solo
con gli occhi; l'origine greca e poi latina della parola fascino ci porta all'ambito
semantico della magia, dell'ammaliamento, della forza dell'irrazionale che sconvolge
ed annulla certezze, canoni e criteri di valutazione oggettiva. Se si accompagna alla bellezza, il fascino la esalta; se è dote di chi non è
bello, ne cancella i limiti fisici mentre la stessa bellezza, priva del fascino, resta, in qualche misura, imperfetta
perché, attraverso gli occhi, non porta molto al cuore o alla mente. E una qualità che attiene all'intelligenza più che alla fisicità e si manifesta
attraverso gesti, atti, modi, sguardi, sorrisi, parole: è l'espressione di tutta
la forza della personalità di cui il corpo è il contenitore . La famosa Monna Lisa di Leonardo non è certamente una bellezza eppure da secoli
ci affascina per quel sorriso e quello sguardo sul cui ambiguo mistero si scervellano
da sempre studiosi e pubblico.
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Leonardo, particolare tratto da La Gioconda, 1503-1506. |
Anche il mistero è una componente del fascino: un bellissimo corpo esposto in
tutto il suo smagliante splendore è sicuramente un bel vedere, sicuramente suscita
straordinarie sensazioni, ma sono certamente più intense le emozioni che nascono
dall'immaginare e poi dallo scoprire un bellissimo corpo suggerito, ma non esposto.
Le civiltà orientali fondano su questa forma di emozionalità le basi dei loro
canoni estetici e sessuali ed è questo uno dei motivi del fascino che quelle civiltà
hanno sempre esercitato su noi occidentali.
Il cinema ci ha proposto, nel tempo, numerosi esempi di fascino non sempre esteticamente
perfetti: non sono certo bellissimi Dustin Hoffman o Jack Nicholson come non lo
era Humphrey Bogart; non sono perfetti i volti di Barbara Streisand, di Liza Minnelli
e della stessa Sofia Loren come non lo erano quelli di Judy Garland, di Edith
Piaf e di Anna Magnani eppure questi personaggi, e tantissimi altri ancora, con
la loro dirompente personalità e la loro intelligenza sono diventati dei modelli e dei simboli per molte generazioni come e ancor più di chi è dotato di un aspetto ineccepibile.
La bellezza scultorea del giovane Marlon Brandon non esiste più da troppi anni
eppure la sua staordinaria capacità interpretativa e la fascinosa espressività
del suo sguardo e del suo volto ci hanno dato profonde emozioni anche negli ultimi
film, quelli in cui è apparso grasso e vecchio.
Addirittura il fascino può essere arricchito da una limitazione del corpo: basti
pensare allo sguardo ammaliatore della miopissima Marilyn o al suo sconvolgente
incedere determinato, pare, dalla poliomielite. Del resto alla stessa Venere,
dea della bellezza, si attribuisce lomonimo strabismo nonché l'incapacità di scegliere
tra Adone e Vulcano: la bellezza perfetta e la bruttezza intelligente e creativa.
E evidente che, se parliamo di fascino, parliamo di una dote che vive ed a volte sopravvive a
chi la possiede, ma parliamo anche di una dote che si potrebbe acquisire.
Come?
Occupandosi anche dell'estetica della propria interiorità con la stessa tenacia
con cui ci si impegna, di solito, nella cura del proprio corpo. Si può imparare
a conoscersi, a coltivare le proprie qualità ed a potenziare al meglio le attitudini,
a misurare l'espressività, ad arricchirsi di esperienze costruttive, dirette ed
indirette, ad ampliare i propri orizzonti e rapportarsi con la realtà attivando
le risorse che ciascuno di noi ha nella sua cantina .
La base del fascino è la Personalità ed i bei manichini non hanno fascino neanche se hanno le sembianze di Davide
o di Venere.
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