BOTULINO

Le prime notizie sul botulino ed i suoi effetti risalgono alla fine dell ‘800 quando, in una cittadina tedesca,
morirono alcune persone che avevano consumato un pasto a base di prosciutto non
cotto. Si comprese che quelle morti erano legate all’alimento ingerito e perciò
si coniò il termine di botulus = salsiccia.
Notizie più precise e dettagliate sul botulino arrivarono nei primi anni del
‘900, si capì che un germe, il Clostridium Botulinum, era in grado di produrre una sostanza molto potente, di natura proteica, appunto
la neurotossina botulinica.
Successivamente anche i militari mostrarono interesse per questa proteina, infatti,
durante il secondo grande conflitto mondiale, un gruppo di scienziati americani,
riuniti a Fort Detrick nel Maryland, riuscirono ad isolare e definire le proprietà
della tossina botulinica.
I primi impieghi della tossina in campo umano si concretizzarono negli anni 70,
quando il Dott. Alan Scott, oftalmologo californiano, cominciò a trattare lo strabismo con questa sostanza.
Nel 1989 ci fu l’approvazione dall’ FDA americana per la terapia dello strabismo,
blefarospasmo e disturbi del nervo facciale.
Dopo alcuni anni questa proteina è entrata a far parte dell’arsenale terapeutico
del medico, con ulteriori campi di applicazione come: la disfonia spasmodica,
il torcicollo spasmodico e via via in altre patologie come quelle riguardanti
le sindromi da eccesso di sudore, ossia l'iperidrosi ascellare, dei piedi e delle
mani.
La crescente domanda, da parte dell’utenza, di procedure estetiche semplici e
sopratutto poco invasive, con minimi rischi e tempi di convalescenza rapidi sta
determinando un utilizzo sempre più ampio della tossina botulinica per l’uso cosmetico facciale per la riduzione delle rughe.
Storicamente fu proprio il dottor Alan Scott, che osservò come l'uso della tossina
per lo strabismo, provocava un gradito “effetto collaterale”, attenuava le rughe
perioculari (le cosidette zampe di gallina), ma il primo studio sistemico sul
suo uso nel ringiovanimento facciale, che riguardava le rughe glabellari, fu presentato
da Carruthers A. e Carruthers J. nel '90 e pubblicato nel '92.
In condizioni normali un impulso nervoso, attraverso un nervo, arriva al corrispettivo
muscolo o ghiandola, provocandone rispettivamente la contrazione o la secrezione,
mediata dal rilascio di un neurotrasmettitore chimico. La tossina botulinica agisce
proprio a livello di queste connessioni (sinapsi), penetra a livello della giunzione
nervosa e blocca il rilascio del mediatore chimico; in tal modo la contrazione
muscolare o la secrezione ghiandolare vengono ridotte.
Le rughe sono una tappa obbligata dell’essere umano causate dall’avanzare delle primavere,
frutto delle modificazioni interne dell'organismo, cui si intersecano i fattori
ambientali, indicati come photoaging. Deve essere considerato anche l'incessante
movimento della muscolatura mimica del volto, che si attiva per permettere abituali
movimenti, ma la sua contrazione si verifica anche a causa dell'emotività: basti
pensare alle espressioni accigliate, arcigne, dure, dolci, allegre, preoccupate
che sollecitano i muscoli corrugatori, i frontali, gli orbicolari, gli elevatori
ed i depressori delle labbra ed il muscolo procero. In definitiva le rughe mimiche
rivestono un duplice ruolo sul volto umano: influenzano la valutazione anagrafica
e quella caratteriale. La reiterata contrazione di uno o più settori muscolari
mimici aumenta i solchi di espressione, contribuendo all'alterazione ed all'invecchiamento
dell'incarnato.
Quando siamo ancora giovani le rughe spariscono non appena smettiamo di corrugare
i muscoli mimici, ma se questi lavorano troppo, quelle pieghe, anche se non si
è arrivati alla “terza età”, rimarranno stampate sulla cute anche a riposo.
Ecco quindi che interviene il botulino in grado di “spianare” le rughe; basta
qualche iniezione per dire addio, almeno temporaneamente, agli antiestetici segni
che solcano il viso. Qual è l’effetto? Ridurre gli impulsi nervosi che fanno contrarre
i muscoli provocando le rughe di espressione. Il rilassamento muscolare permetterà
di avere una pelle distesa e più liscia. L’infiltrazione del farmaco è una procedura
soft, non necessita di anestesia, servono solo ago e siringa. La metodica prevede
una serie di iniezioni sulla fronte e glabella; mediamente l’intervento dura da
10 a 15 minuti. I risultati si vedono dopo qualche giorno, infatti occorrrono
mediamente da tre a sette giorni affinchè si manifesti il massimo effetto; generalmente
la durata di quest’ultimo si attesta sui quattro – cinque mesi, poi inizia il
declino, in ogni caso le risposte possono variare da caso a caso in virtù delle
caratteristiche individuali dei pazienti. Dopo circa sei mesi gli effetti scompaiono
completamente ed è necessario ripetere la dose.
Sicuramente il botulino rappresenta una terapia rivoluzionaria in medicina e
chirurgia estetica, per trovare una novità così importante si deve ritornare indietro
negli anni ‘80, quando la scoperta del collagene permise di riempire le rughe
e rafforzare il turgore delle labbra.
Il grande interesse attorno al botulino ed il fatto che esso possa essere considerato
“rivoluzionario”, è dovuto alla considerazione che, se il trattamento è iniziato
quando le rughe cominciano a svilupparsi, verso i 30 anni, mettendo a “riposo”
i muscoli si ritarderà la strutturazione della ruga intervendo quindi sul meccanismo
di formazione della ruga stessa.
Affinché si possa ottenere il massimo del risultato senza effetti sgraditi sui
muscoli è opportuno ripetere il trattamento non prima dei cinque-sei mesi altrimenti
potrebbero formarsi anticorpi che si opporrebbero all’azione della tossina.
Non possono sottoporsi al trattamento con il botulino pazienti che soffrono di
malattie neuromuscolari, malattie del nervo facciale e che assumono alcuni antibiotici
ed acido acetilsalicilico. Le controindicazioni si estendono anche ai pazienti
allergici, in particolare i soggetti allergici all’albumina. Attenta valutazione
pre-infiltrazione deve essere fatta nei pazienti sottoposti precedentemente ad
interventi di chirurgia estetica facciale, soprattutto del terzo superiore del
viso.
I principali effetti collaterali dovuti a dosi incongrue di botulino o ad errata
manualità possono essere: la ptosi palpebrale, la palpebra superiore tende a calare,
così l’occhio rimane semichiuso; l’abbassamento del sopraciglio al centro, mentre
la parte laterale si solleva verso l’alto determinando lo sguardo mefistofelico.
Se si colpiscono i muscoli dell’occhio si potrà avere la visione doppia o diplopia.
È possibile anche che la paziente lamenti per qualche ora mal di testa.
Subito dopo la seduta di botulino, al fine di non favorire una eccessiva diffusione
del farmaco, è utile non indossare il casco da motociclista, non spalmare creme,
non sottoporsi a sforzi fisici o fare saune.
Infine è importante sottolineare l’azione sinergica del botulino con altri presidi
medici come: filler, peeling e laser che complessivamente portano ad un ulteriore miglioramento dell’estetica
facciale.
Per saperne di più, leggi anche Maschera botu-simile
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