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Nellimmaginario collettivo cosmetico vuol dire prodotto per il trucco e, spesso,
soprattutto per gli uomini, qualcosa che riguarda prevalentemente le donne. Niente
di più fuorviante!
Definizioni e legislazione 
Ogni giorno ciascuno di noi, uomo o donna, utilizza almeno 7 diversi prodotti.
Proviamo a contarli: la mattina ci alziamo e ci laviamo le mani e/o il viso con
un sapone/detergente (1), usiamo un dentifricio (1), magari facciamo una doccia
(1-2) oppure semplicemente usiamo un detergente intimo (1), mettiamo un deodorante
(1), magari una crema (1), cè chi fa la barba (2) e chi si trucca (2-4..) e infine
un profumo prima di uscire (1). Abbiamo utilizzato già almeno 7 prodotti e siamo
solo allinizio della giornata; senza contare poi gel, lacca o fissativo per capelli,
salviettine profumate o sapone liquido durante il giorno, prodotti solari se siamo
al mare o in montagna, e varie ed eventuali.
Cosmetici, quindi, sono tanti prodotti diversi, che vanno da quelli cosiddetti
da toiletries (per la pulizia della persona) a quelli di profumeria, la cosmesi
decorativa, i prodotti professionali per parrucchieri, estetiste e saloni di bellezza,
i prodotti termali, quelli per la protezione solare, ecc.
Si comprende, quindi, come il settore cosmetico sia uno dei più grossi mercati dei beni di largo consumo : è, infatti, il secondo mercato della chimica, dopo la chimica di base, e lItalia
è il terzo mercato europeo come dimensioni, subito dopo Germania e Francia, con
un consumo di circa 7,2 milioni di € (14.000 miliardi di vecchie lire) nel 2000
e un incremento del 50% negli ultimi 10 anni. Un grosso giro daffari e una tendenza
a consumi decisamente in crescita.
Tutto questo richiede una costante attenzione alla qualità del prodotto finito
e alla sicurezza di chi ne fa uso, perciò lUnione Europea, negli ultimi 10 anni,
ha emanato Direttive volte a disciplinare meglio il settore, date le pressanti
richieste da parte del consumatore di prodotti sempre più sicuri, innocui, ecologici,
non sperimentati su animali e di scarso impatto sullambiente.
Da parte di chi opera nel settore e formula un cosmetico occorrono competenze
scientifiche a largo raggio, che vanno dalla biochimica alla fisica, anatomia
e fisiologia della cute, farmacologia e tossicologia, tecnica di formulazione
e conoscenze della normativa vigente in materia cosmetica, per garantire un prodotto
di qualità sempre più elevata per un consumatore sempre più attento ed esigente.
In Italia la normativa che disciplina il settore fa riferimento alla Legge n.
713/86 e successive modifiche con Decreto Legislativo n. 126/97, oltre alle norme
tecniche sullidoneità dei locali dellofficina cosmetica, contenute nel Decreto
Ministeriale n. 328/87. È utile avere presente a grandi linee cosa dice la normativa
sul cosmetico, in modo da sapere cosa ci si può o ci si deve aspettare e cosa,
invece, non si può pretendere da un prodotto cosmetico.
I cosmetici sono … le sostanze e le preparazioni, diverse dai medicinali, destinate ad essere applicate
sulle superfici esterne del corpo umano (epidermide, sistema pilifero e capelli,
unghie, labbra, denti, organi genitali esterni), oppure sui denti e sulle mucose
della bocca allo scopo, esclusivo o prevalente, di pulirli, profumarli, modificarne
laspetto, correggere gli odori corporei, proteggerli o mantenerli in buono stato . (art. 1 -L. 713/86- testo integrato). Inoltre ...i prodotti cosmetici non hanno funzionalità terapeutica e non possono vantare
attività terapeutiche (art. 2 -L. 713/86- testo integrato).
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Riassumendo, le funzionalità cosmetiche fondamentali comprendono:
- DETERGENZA
- PROTEZIONE
- MANTENIMENTO IN BUONE CONDIZIONI
- DEODORAZIONE
- PROFUMAZIONE
- DECORAZIONE
- TRATTAMENTI ESTETICI
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E i cosmetici sono destinati ad essere applicati su:
- EPIDERMIDE
- SECREZIONI DELLE GHIANDOLE SEBACEE E SUDORIFERE
- PELI E CAPELLI
- UNGHIE
- LABBRA
- DENTI E CAVO ORALE
- MUCOSE ESTERNE FEMMINILI E MASCHILI
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La legge fornisce quindi un elenco indicativo dei prodotti che si possono considerare
cosmetici.
In definitiva tutte le funzionalità e le azioni svolte dal cosmetico non dovrebbero superare
il limite della giunzione dermo-epidermica , quella sottile linea di demarcazione e congiungimento tra lo strato profondo
(il derma) e quello più superficiale (epidermide) della nostra pelle.
In realtà il nostro organismo non funziona a compartimenti stagni: lepidermide
non è strutturalmente isolabile dal derma se non per comodità descrittive e didattiche
e pretendere che qualcosa applicata sulla superficie cutanea resti lì e non vada
ulteriormente in profondità è, probabilmente, solo una questione di comodo per
chi deve spartirsi fette di mercato ed individuare settori di competenza professionale,
definendo chi può fare la tal cosa e chi non può vendere la talaltra.
Tantè vero che un neologismo che probabilmente entrerà ben presto nelluso comune
e nella futura concezione di questi prodotti è quello di cosmeceutico , cioè un cosmetico che avrà sempre più una funzionalità farmaceutica . Al momento questa funzionalità è riservata a pochi formulati ad uso topico
(cioè esterno, locale), che sono di esclusiva pertinenza medico-sanitaria, come
quelli contenenti estrogeni o acido retinoico, il cui utilizzo è vietato in un
prodotto cosmetico.
Sta di fatto comunque che, a norma di legge, un cosmetico non può vantare, né si può pretendere che abbia azioni terapeutiche,
curative e quindi azioni a livello sistemico, globale sullorganismo umano.
È interessante, a tal proposito, fare un breve accenno alla questione della cellulite, che come si sa è una vera e propria patologia, oltre che un inestetismo, tantè
che la definizione medica è Pannicolopatia Edemato-Fibrosclerotica (PEF) o liposclerosi
(coniata nel 1983), perché la formazione tipica è un nodulo di cellule adipose
degenerate, circondato da tessuto sclerotico e poco irrorato. Tuttavia, siccome
la liposclerosi progredisce per stadi di gravità crescente, il cosmetico può intervenire sui primi stadi, tentando di bloccare la progressione
della degenerazione tissutale e come coadiuvante nel trattamento della patologia.
Alcuni principi attivi utilizzati nei cosmetici peraltro superano la barriere
dermo-epidermica e hanno uninfluenza sullorganismo.
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IPPOCASTANO |
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RUSCO |
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CENTELLA ASIATICA |
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EDERA |
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MIRTILLO NERO |
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Sembra che i principi attivi contenuti in queste piante intervengano sul riassorbimento
degli edemi, ristabilendo la permeabilità vasale e impedendo la fuoriuscita di
essudato dai capillari dermici: un intervento, come si comprende, che va ben aldilà
della suddetta giunzione dermo-epidermica.
La questione, quindi, resta aperta:
E ammissibile un utilizzo cosmetico (anche a base di piante) i cui principi funzionali
agiscono a tali profondità ?
E ammissibile purché venga dato al prodotto un taglio squisitamente cosmetico
e non terapeutico: nessuna pretesa, insomma, di risolvere il problema, ma forse
un piccolo contributo ed un modo per prendersi cura di sé e del proprio corpo.
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