LE GAMBE IN ESTATE |
A cura di Francesca Soccorsi
Con la consulenza del Dott. Piersevero Rossi, specialista in chirurgia delle varici degli arti inferiori, angiologia e diagnostica vascolare |
In estate, con l’arrivo del gran caldo, molti dei disturbi legati alla cattiva
circolazione si accentuano. Le prime a farne le spese sono le gambe, bersaglio prediletto di inestetismi fastidiosi come varici e teleangectasie, ovvero quelle rotture dei capillari che danno vita a macchie
reticolari rosso-bluastre. Spesso dovute a una predisposizione genetica, possono
peggiorare oltre che con le temperature elevate anche in seguito a gravidanze,
aumento di peso, sfiancamenti dei vasi dovuto all’età.
Le cause
Il sistema circolatorio venoso delle gambe, che ha il compito di riportare il
sangue verso il cuore, può essere suddiviso in tre sottosistemi:
• rete superficiale, che comprende i capillari e la piccola e la grande safena (quest’ultima è il
vaso sanguigno più lungo del corpo);
• rete dei vasi perforanti, costituito dall’insieme dei vasi che collegano i vasi profondi con quelli della
rete superficiale;
• rete profonda, formata da tutti i vasi che si trovano all’interno dei muscoli.
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I sintomi
Quando la circolazione venosa non funziona a dovere, le gambe possono manifestare
sintomi fastidiosi oltre che evidenziare molteplici inestetismi: gonfiore, senso
di pesantezza, cellulite, formicolii, capillari evidenti sono disturbi che in
alcuni casi si accentuano fino a limitare la normale vita quotidiana. E che potrebbero
essere spia di patologie più complesse a carico del sistema ormonale, linfatico
o cardiovascolare. È il caso, per esempio, delle varici, all’origine delle quali c’è una marcata dilatazione e perdita di tono delle
vene delle gambe: la sintomatologia è costituita da pesantezza degli arti inferiori
accompagnata da dolore diffuso, ingrossamento delle vene superficiali, gonfiore
alle caviglie. Nei casi più gravi il rischio è di andare incontro nel tempo a
insufficienza venosa profonda, emorragie, flebiti, trombosi e ulcere.
Rimedi e cure
Per prevenire o attenuare la sintomatologia è necessario innanzitutto adottare
uno stile di vita sano che comprenda una regolare attività fisica e un regime
alimentare iposodico ricco di liquidi, frutta e verdura. In particolare dovrebbe
essere aumentato il consumo di frutti rossi, come i mirtilli, che contribuiscono a irrobustire le pareti vascolari.
Qualche attenzione in più va riservata anche all’abbigliamento: è bene evitare
di indossare indumenti molto aderenti e realizzati con fibre sintetiche e rinunciare
ai tacchi troppo alti così come alle scarpe ultra-piatte.
Nelle ore di lavoro, se si è costretti a stare a lungo seduti, è importante cambiare
posizione più volte, cercando di sgranchirsi le gambe con cadenza regolare: è
sufficiente muovere qualche passo ogni ora per limitare il problema. Se, al contrario,
si trascorre gran parte della giornata in piedi, un buon esercizio consiste nel
sollevarsi spesso sulle punte: questo movimento facilita la risalita del sangue
dalle gambe verso il cuore. E, tutte le volte che se ne ha l’opportunità, è utile
mettere le gambe in posizione orizzontale e leggermente sollevata, per esempio
aiutandosi con un guanciale quando ci si distende nel letto o sul divano.
Quando si prevedono lunghi spostamenti in automobile è necessario mettere in
conto brevi soste salva-gambe: una veloce passeggiata all’interno di una stazione
di servizio mette al riparo dai rischi della stasi. E, nel caso di viaggi in aereo,
è importante, quando possibile, alzarsi e muoversi lungo il corridoio e, stando
seduti, non tenere le gambe accavallate per troppo tempo.
Ma poiché è in estate che le gambe soffrono maggiormente, è in questo periodo
che si devono prendere alcune precauzioni supplementari: soprattutto chi ha problemi
di circolazione dovrebbe evitare le lunghe esposizioni al sole, facendo frequenti
passeggiate nell’acqua fresca e riposando sotto l’ombrellone nelle ore più calde.
Tutte le sere è utile applicare una crema rinfrescante con un massaggio dal basso
verso l’alto concentrato in particolare sulla zona delle caviglie e dei polpacci.
Nei casi più eclatanti, quando la sintomatologia è importante e si protrae oltre
il periodo estivo, lo stile di vita da solo non basta a risolvere il problema.
Per questo è bene rivolgersi a uno specialista che, dopo aver effettuato esami
approfonditi eventualmente con l’ausilio di tecniche come l’ecodoppler, appronterà
le cure necessarie. Oggi, infatti, sono disponibili strumenti sempre più sofisticati
per la cura delle patologie venose delle gambe: l’uso integrato di metodiche diverse
tra cui la terapia medica, la scleroterapia, l’elastocompressione, il laser cutaneo,
la mesoterapia e la terapia chirurgica mininvasiva garantisce ottimi risultati.
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Bibliografia
- Rosellò R., Curare le gambe stanche e le varici con trattamenti naturali, Macro Edizioni.
- Pigozzi P., Causa, prevenzione e cure naturali delle vene varicose, Demetra
- Merita F, Se le vene delle gambe soffrono, su Sapere&Salute, anno 4, num.21, luglio 1999, pagg. 48-50