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Storia acconciature
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STORIA DELL'ACCONCIATURALe immagini pittoriche e scultoree del passato e le descrizioni di storici e letterati indicano il percorso per chi voglia ricostruire l'evolversi del gusto e della moda per quanto riguarda la cura e l'acconciatura dei capelli che risultano praticate sin dall'età neolitica alla quale risalgono i pettini d'osso ritrovati negli scavi archeologici. ETA' ANTICA
Tra i popoli del Mediterraneo orientale (MESOPOTAMICI e FENICI) gli uomini usavano arricciare i loro capelli in ondulazioni orizzontali in contrasto con l'arricciatura verticale della barba; le donne, invece, li raccoglievano alla sommità del capo in pettinature spesso complicate, ornate con diademi d'oro, argento e pietre dure. Molto semplici e naturali le acconciature degli Ebrei dopo la liberazione dalla schiavitù in Egitto: Mosè vietò alle donne di pettinarsi alla maniera delle Egiziane.
Assai eleganti sono le pettinature che i Cretesi ci esibiscono negli affreschi dei palazzi di CNOSSO e FESTO: le donne arricciavano i capelli e li appuntavano sulla nuca intrecciati con nastri e perline o li lasciavano ricadere sulle spalle, come facevano anche gli uomini, in lunghi riccioli. In Grecia, nell'epoca arcaica, le acconciature delle donne non erano diverse da quelle degli uomini: riccioli corti e piatti sulla fronte e, sulla nuca e sul collo, lunghi boccoli ottenuti artificialmente con spirali di metallo (negli scavi ne sono state trovate anche d'oro!), il tutto trattenuto spesso da nastri, cerchietti di metallo o corone di foglie. Nell'Italia pre-romana, tra gli Etruschi, gli uomini portavano ai lati del viso lunghi riccioli trattenuti sulla fronte da un cerchio metallico e lasciavano ricadere il resto della chioma ondulata morbidamente sulle spalle. Le donne, oltre ai riccioli sulla fronte e a due lunghi boccoli laterali, solevano raccogliere sulla nuca il grosso della chioma in una treccia lunga anche fino a terra oppure in un mazzo di molte trecce sottili. ETA' CLASSICA In GRECIA, in epoca classica, al passaggio dall'infanzia all'adolescenza, i giovani tagliavano le loro chiome e le consacravano, secondo il sesso, a Febo o ad Artemide ed acconciavano i capelli in riccioli corti; le fanciulle poi, in occasione del loro matrimonio, si rasavano completamente il capo. Le donne greche di epoca classica segnavano una scriminatura al centro del capo e raccoglievano morbidamente sulla nuca le due bande di capelli legandoli con nastri o trattenendoli con reti, diademi, trecce, spilloni o cerchi metallici ornati anche di pietre preziose. Spesso intorno al capo portavano la CALANTICA, un tessuto leggero che poteva essere usato sia come fascia che come velo.
IL MEDIOEVO E IL RINASCIMENTO La morale cristiana impone costumi rigorosi che influiscono anche sullo stile delle acconciature: gli uomini tagliano corti e in tondo i loro capelli mentre le donne avvolgono intorno al capo le bende che nascondono le chiome come ancor oggi fanno le suore di alcuni ordini monastici di origine medievale. Solo in epoca feudale regine e signore dell'aristocrazia portano i capelli sciolti sulle spalle e fermati, sul capo, da un diadema.
L'ETA' MODERNA
La RIVOLUZIONE FRANCESE elimina, tra l'altro, anche l'uso di acconciature sfarzose ed esagerate: i capelli femminili sono raccolti in un nodo sulla nuca e spesso coperti da una cuffia come sogliono fare le donne del popolo; tra gli uomini si diffonde il taglio alla Brutus, corto, con frangia irregolare sulla fronte. Dopo la parentesi del NEOCLASSICISMO che porta in auge anche le pettinature ispirate all'antica Grecia, per tutto il secolo le signore alla moda preferiscono acconciature più ricche e artificiose: lunghi boccoli si inanellano dalle tempie alle spalle o, a volte, sbucano da uno chignon fermato sulla nuca. Gli uomini scelgono spesso un taglio corto, sopra l'orecchio, con scriminatura centrale e lunghe basette (favoriti), ma non mancano quelli che lasciano fluire fino alle spalle le loro chiome in una zazzera libera. Saranno gli anni Venti del XX sec. a portare la più grande rivoluzione nella
storia dell'acconciatura femminile: i capelli corti alla garçonne e alla Bob,
mentre gli uomini adotteranno il taglio all'Umberto. Più tardi, con l'invenzione
della permanente, a caldo prima e poi anche a freddo, ritorna la moda dei riccioli,
lunghi o corti che siano, a volte solo limitati ad incorniciare il viso mentre
il grosso della chioma è raccolto sulla nuca magari ancora in reticelle di seta
o di velluto. Dalla fine della seconda guerra mondiale saranno i personaggi del
cinema e dei rotocalchi a rappresentare i modelli a cui ispirarsi. La coda di
cavallo di Brigitte Bardot sarà bandiera per le teenagers di tutto il mondo mentre
le signore chiederanno ai loro parrucchieri acconciature e colori come quelli
di Grace Kelly, di Liz Taylor o di Audrey Hepbourn. Poi verranno i capelli a caschetto
e quelli cotonati, le parrucche e le mèches e, col '68, le lunghe chiome incolte
e inghirlandate delle figlie dei fiori.
Oggi più che mai la scelta della pettinatura diventa espressione di integrazione o di disagio sociale e, tra le acconciature molto bon ton e le creste punk sono riconoscibili le variegate e multicolori sfaccettature di una società sempre più complessa e forse insoddisfatta. Articoli correlati
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