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LA FORFORA

A cura di Francesca Soccorsi

Pityriasis capitis: questo il nome scientifico della forfora, patologia del capello che, con intensità diverse, colpisce una persona su due. La manifestazione caratteristica è un’accentuata desquamazione delle cellule cornee del cuoio capelluto, che si depositano sugli abiti soprattutto a livello delle spalle. Non contagiosa, colpisce prevalentemente individui di sesso maschile di età compresa fra i 18 e i 40 anni. La variante più comune è la forfora a piccole scaglie: più frequente nei mesi invernali, si manifesta con lieve prurito e abbondante turnover di squame secche e grigiastre. La forfora a grosse scaglie, invece, si caratterizza per la sua colorazione giallastra e la consistenza spessa e untuosa. Il prurito è intenso ed è frequente il diradamento dei capelli. Nei casi più gravi il quadro clinico è simile a quello della dermatite seborroica, alla quale può sovrapporsi. Entrambi i tipi di forfora sono caratterizzati dalla presenza di focolai infiammatori costituiti da gruppi di cellule che, probabilmente sollecitate da microrganismi, rilasciano sostanze che contrastano l’infezione. Tali sostanze (mediatori chimici dell’infiammazione) alterano l’ambiente del derma e originano una maggiore desquamazione.

Le cause
Analizzando la cute si osserva come la forfora si accompagni all’infiammazione dei piccoli vasi sottocutanei. Il principale imputato sembra essere un lievito del genere Pityrosporum. Normalmente questo microrganismo costituisce circa la metà della nutrita flora residente sul cuoio capelluto dei soggetti normali. In caso di forfora la sua presenza sale fino al 75%. Non è chiaro, però, se l’aumento della percentuale provochi l’infiammazione locale o se ne sia una conseguenza. L’esatta causa che porta all’incontrollata proliferazione del Pityrospum è incerta; in proposito le ipotesi avanzate sono diverse: eccessiva produzione di sebo, secchezza della cute, stress, debolezza del sistema immunitario, esagerato o insufficiente numero di lavaggi, alimentazione scorretta, fattori climatici, squilibri ormonali (in particolare l’aumento degli ormoni androgeni o l’aumentata sensibilità locale alla loro azione). Il meccanismo attraverso il quale il fungo determina la comparsa della forfora sembrerebbe dovuto alla sua capacità di scindere i trigliceridi, normali costituenti del sebo prodotto dalle ghiandole sebacee, in acidi grassi irritanti, accelerando il rinnovo cellulare.

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I rimedi
I soggetti predisposti possono prevenire la forfora con adeguati trattamenti da eseguire a ridosso dei periodi critici dell’anno come l’inverno, quando il problema peggiora a causa della diminuzione dei raggi ultravioletti, che rallentano la velocità di ricambio dell’epidermide ed esercitano un’azione curativa. La scelta del prodotto va sempre effettuata consultando uno specialista perché l’uso di rimedi troppo aggressivi può far peggiorare il quadro clinico. Nell’identikit di uno shampoo o di un balsamo antiforfora entrano in gioco composti multifunzione come il ketoconazolo, lo zinco piritione e il piroctone olamina. Il primo è dotato di una spiccata azione antinfiammatoria ed è un antifungino ad ampio spettro, mentre lo zinco piritione e gli altri derivati piridinici sono dotati di un effetto citostatico e quindi antiproliferativo, oltre a contenere agenti antibattericidi e antifungini. Analoga attività hanno anche i distillati di catrame. Fra i detergenti, un nuovo tipo di prodotto, dall’elevata tollerabilità, è costituito dall’olioshampoo, che basa il suo meccanismo d’azione su un diverso concetto di pulizia, la cosiddetta detersione per affinità: al film idrolipidico del cuoio capelluto si sostituisce il film lipidico contenuto nel prodotto. In generale l’approccio terapeutico viene completato da lenitivi ed emollienti a base oleosa che facilitano il distacco delle squame. In casi importanti il medico può prescrivere steroidi per uso topico. In commercio si trovano anche ritrovati fitoterapici: estratto di peperoncino, aceto di mele, oli essenziali di eucalipto, rosmarino, limone, salvia e ortica possono essere efficaci nei casi di forfora non particolarmente ostinata. Così come l’olio di Tea tree (od olio essenziale di Melaleuca alternifolia), dalle proprietà antisettiche e antifungine. Tutti gli antiforfora vanno adoperati quotidianamente sino a quando il disturbo non scompare, poi il consiglio è di utilizzarli tre volte a settimana, alternandoli, qualora si richiedano lavaggi frequenti, a prodotti particolarmente delicati. Il tempo di applicazione, generalmente di almeno un minuto, deve rispettare le indicazioni del produttore, in modo tale da lasciare agire i principi attivi per un tempo sufficiente. La patologia, tuttavia, risponde alla terapia medica ma tende a recidivare. In più qualche volta possono sovrapporsi psoriasi o dermatite seborroica. Per questo motivo è utile affidarsi sempre allo specialista dermatologo.

Consigli pratici
Anche lo stile di vita può molto nel trattamento della forfora:
- A tavola è bene seguire una dieta ricca di frutta e verdura, ma anche di pesce e proteine magre, per assicurare all’organismo un adeguato apporto di aminoacidi solforati, zinco, omega-3, antiossidanti e vitamine del gruppo B. Da evitare l’abuso di alcol e di alimenti iperlipidici, come i formaggi grassi.
- Se la dieta ne è carente sono utili integratori a base di vitamina A, C ed E, selenio e zinco.
- Frizionare energicamente i capelli sotto la doccia non serve, anzi: questa abitudine tende a irritare ulteriormente il cuoio capelluto.

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- In caso di prurito è bene non grattarsi, ma lavare testa con uno shampoo delicato.
- Non utilizzare il phon a distanza troppo ravvicinata ed evitare il getto d’aria troppo caldo, perché in questo modo si rischia di seccare la cute e stimolare la produzione di sebo.
- Fare attenzione a tinte e trattamenti decoloranti: in soggetti allergici e dalla pelle sensibile possono peggiorare il problema.
- Non soffocare i capelli con foulard e cappelli: anche se sembrano fornire un momentaneo sollievo all’imbarazzo della forfora, qualsiasi abitudine che impedisca la corretta traspirazione del cuoio capelluto tende a peggiorare il problema.
- Ridurre l’applicazione sui capelli di cosmetici quali gel, lacche o mousse, che possono essere irritanti per il cuoio capelluto, renderlo più untuoso e aumentare il prurito.

Bibliografia
- Razzoli D., Capelli splendenti a ogni età, Red edizioni
- Dei S., Consigli e rimedi per la cura dei capelli. Chiome sane e belle, Gribaudo
- Cortesi G., Shampoo e trattamenti, Tecniche nuove
- Kirschmann, G.J., Kirschmann J.D. , Almanacco della nutrizione, Alfa Omega editrice

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