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DISTURBI DEL SENO

Quando, toccando il seno, sentiamo la presenza di un nodulo oppure si nota una leggera secrezione dal capezzolo non dobbiamo farci prendere da paura e da allarmismo, ma dobbiamo invece andare dal medico per un controllo. Spesso questi sintomi sono indice di problemi non così gravi e facilmente curabili.

MASTOPATIA FIBROCISTICA (vedi scheda in salute)

E’ una patologia piuttosto diffusa, non grave, ma deve essere tenuta sotto controllo. Colpisce circa il 30% delle donne dai 25 anni alla menopausa, momento questo in cui il rischio di questa malattia decresce notevolmente. L’origine della mastopatia è legata alla diversa produzione di ormoni nelle varie fasi del ciclo. Bisogna sempre farsi controllare alla comparsa dei sintomi ed eseguire eventualmente esami che confermino la diagnosi. Fortunatamente non ci sono correlazioni certe con la sua evoluzione in neoplasia. I sintomi sono essenzialmente: il seno più grosso, teso, dolente e alla palpazione si rilevano come dei granuli di varia dimensione ricoperti da una cute scorrevole. Nei giorni che precedono il ciclo, le mammelle sono particolarmente sensibili, ma il dolore scompare con l’arrivo del flusso ematico.

FIBROADENOMA (vedi scheda in salute)

E’ un tumore benigno del seno. Quando si esegue la palpazione della parte si rileva un nodulo ben delimitato, mobile sotto la pelle e, spesso, dolente se premuto. L’intervento chirurgico di asportazione viene eseguito solo nei casi in cui il nodulo sia troppo grosso.

MASTITE

E’ un’infezione provocata da batteri che penetrano nei dotti galattofori o nei vasi linfatici attraverso piccole lesioni presenti sui capezzoli. Generalmente si ha febbre alta, dolore e tensione al seno con tumefazione dei linfonodi ascellari. Non deve essere trascurata e l’intervento terapeutico deve iniziare alla comparsa dei primi sintomi. Quando la mastite si manifesta durante l’allattamento, è necessario sospendere l’alimentazione al seno fino alla scomparsa della malattia, poiché questa potrebbe determinare presenza di pus nel latte e inoltre l’infezione, se trascurata, può compromettere l’attività della ghiandola secretoria.

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MALATTIE DEL CAPEZZOLO

Alcuni problemi possono interessare i capezzoli durante l’allattamento in seguito alla suzione da parte del neonato, che provoca macerazione della pelle in questa zona dove l’epidermide è molto delicata. Tra questi disturbi comuni e frequenti sono le ragadi: ulcerazioni cutanee a forma di fessura, molto dolorose. In questi casi è meglio sospendere l’allattamento, almeno fino a che il problema non sia risolto e le ferite del capezzolo siano perfettamente cicatrizzate. L’aria e il sole facilitano la cicatrizzazione della pelle, perciò restare ogni tanto a seno scoperto fa senz’altro bene. L’uso di paracapezzoli protettivi rende più rapida la guarigione. L’igiene è molto importante, infatti bisognerebbe lavare e asciugare bene questa parte delicata ed eventualmente utilizzare pomate lenitive opportune.

SECREZIONI DAL CAPEZZOLO

Succede talvolta che schiacciando leggermente il capezzolo si abbia una secrezione. Quando il fatto riguarda entrambe le mammelle la causa è generalmente fisiologica e, quindi, non preoccupante. Nel periodo premestruale, nella fase che precede la menopausa e durante la gravidanza questo evento può capitare.
E’ necessario rivolgersi al medico se la secrezione riguarda solo una mammella ed eseguire alcuni esami di controllo.Le cause di questa secrezione di liquido sieroso o ematico dal capezzolo possono essere: la presenza di una mastopatia fibrocistica, un piccolo polipo e, talvolta, anche un carcinoma mammario.

TUMORE MALIGNO DEL SENO

Purtroppo il carcinoma mammario è frequente; in Italia circa 3.000 donne ogni anno ne sono colpite, specialmente nella fascia d’età compresa tra i 50 e i 70 anni, anche se non sono escluse dal rischio le più giovani. Questo tumore generalmente si manifesta con la comparsa di un nodulo duro e non dolente alla palpazione. Il tasso di mortalità fortunatamente è diminuito, grazie alla possibilità di eseguire una diagnosi precoce che permette di intervenire con celerità sulla patologia. Una corretta informazione sanitaria è alla base della prevenzione, perché sottoporsi a controlli periodici, anche se non ci sembra di avere problemi, eventualmente fare esami specifici, come l’ecografia o la mammografia, aiuta a salvare la vita, perché questi esami sono in grado di scoprire la presenza di un tumore prima ancora della comparsa del nodulo.
Il controllo deve essere fatto anche dalla donna eseguendo con costanza mensile l’autopalpazione del seno, perché questo permette di rilevare la presenza di noduli appena formati. Non bisogna avere paura e non bisogna mai ignorare la realtà. I dubbi devono essere chiariti al più presto, proprio per poter evitare conseguenze più gravi e spiacevoli .
Quando si nota la presenza di un nodulo la donna deve rivolgersi al medico che ha a disposizione una serie di accertamenti per poter fare una diagnosi precisa.
Oggi le apparecchiature radiologiche utilizzate nella diagnosi del tumore della mammella espongono la donna ad una quantità minima di radiazioni. E’ possibile fare anche una biopsia, cioè il prelievo chirurgico e il successivo esame al microscopio di un campione di tessuto del nodulo che dà un risultato estremamente attendibile. Fortunatamente il tumore del seno si sviluppa molto lentamente; perciò individuare la sua presenza nella fase iniziale non è poi così difficile, se una donna si controlla e si fa controllare periodicamente.


Il programma di prevenzione può essere così effettuato:

  • Autopalpazione mensile a partire dai 18 anni;
  • Visita medica ogni 2 anni fino ai 35 anni d’età e annuale dopo i 35 anni;
  • Mammografia ed ecografia periodicamente, ad anni alterni, dai 45 anni in poi. (Prima di questa età devono essere fatte soltanto in caso di reale necessità)

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Fattori di rischio per il carcinoma mammario sono:

  • Familiarità: siccome esiste una certa predisposizione familiare chi ha avuto sorelle o madri colpite da questa malattia, deve farsi controllare con più frequenza;
  • Tumore di una mammella: è possibile che si sviluppi un tumore anche nell’altra;
  • Nessuna gravidanza: sembra che la nullipara sia più esposta al rischio di tumore al seno;
  • Età: aumentata frequenza tra i 50 e i 70 anni;
  • Obesità: l’obesità e una dieta ricca di grassi facilitano l’insorgenza del tumore.

Naturalmente la presenza di queste caratteristiche o di una parte di queste non rappresenta certo la sicurezza di ammalarsi, così come l’assenza dei fattori di rischio non può escludere la possibilità del tumore al seno. Unica tutela per tutte è il controllo medico attento e adeguato.

Mai come in questo caso la frase prevenire è meglio che curare risulta essere vera e di importanza vitale.

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