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12 giugno 2018

Elogio del doppiaggio

A cura di Alberto&Alberto

Doppiaggio sì, doppiaggio no. Una controversia divide praticamente da sempre coloro che sono a favore della pratica di sostituire le voci originali degli attori di film e telefilm con quelle delle lingue di appartenenza e coloro che considerano il doppiaggio una profanazione del lavoro dell'attore, per il quale la voce rappresenta un fattore fondamentale.

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Comunque la si pensi, non vi è dubbio che il doppiaggio abbia svolto un ruolo importante in Italia per la diffusione del cinema, dei suoi personaggi, delle sue storie e delle emozioni che è in grado di darci: la conoscenza delle lingue è stata a lungo appannaggio di una élite e dunque il doppiaggio, almeno fino a qualche decennio fa, non è stato neanche messo in discussione. Se oggi si polemizza più che in passato è pur vero che l'offerta di cinema in lingua originale è quantomai vasta: nelle sale cinematografiche, nelle versioni home-video (dove è possibile ascoltare le voci in originale e leggere i sottotitoli nella propria lingua o anche nella lingua originale, o non visualizzarli affatto) e nelle pay tv.

La maggioranza, almeno per il momento, proseguirà a prediligere i film doppiati. Non senza ragioni: attraverso la comprensione del testo, lo spettatore potrà ridere o emozionarsi nei momenti giusti, senza lo "sfalsamento" imposto dalla lettura dei sottotitoli. I quali, tra l'altro, distraggono da quanto sta accadendo in quel momento sullo schermo. Uno dei più grandi registi di tutti i tempi, Stanley Kubrick, era un tenace sostenitore del doppiaggio e anche molto scrupoloso nello scegliere personalmente le varie voci da prestare ai suoi personaggi, nelle varie lingue.

E allora, tutto ciò premesso, vale la pena ricordare che il doppiaggio in Italia - più che in ogni altro paese al mondo - è stato sempre fatto con estrema cura, contando su grandi professionalità che comprendono traduttori, adattatori, doppiatori e tecnici. Per quanto riguarda i doppiatori, è innegabile che certe voci abbiano contribuito al successo di alcuni attori più di altre, si pensi al caso di Oreste Lionello e Woody Allen: lo stesso Allen ha affermato "Oreste Lionello mi ha reso per anni un attore molto migliore di quanto non fossi veramente. Ci siamo conosciuti personalmente e mi è sempre sembrato un uomo molto amabile e la mia grande popolarità in Italia è in gran parte dovuta a lui."

Mi viene in mente Ferruccio Amendola che seppe dare con la sua voce carattere e personalità a Robert De Niro. Una voce talmente bella e importante, quella di Amendola, da essere scelta anche per altri grandi attori del cinema americano degli anni '70 come Al Pacino, Sylvester Stallone, Dustin Hoffman e Al Pacino; capitava, talvolta, che qualcuno di questi attori dovessero dividersi lo schermo ed ecco allora che un doppiatore veniva sostituito da un altro di pari autorevolezza. Fu il caso, ad esempio, di Giancarlo Giannini chiamato a prestare la sua voce ad Al Pacino in "Heat", lasciando ad Amendola il doppiaggio di De Niro. Innegabile anche il contributo offerto dallo stesso Amendola al successo dei film che avevano per protagonisti i personaggi di Nico Giraldi e del "Monnezza", interpretati dall'attore cubano Tomas Milian che con quella voce viene ancora identificato.

Il doppiaggio italiano è nato nel 1931, favorito dalla bassa alfabetizzazione del paese, dalle restrizioni del regime fascista nei confronti delle pellicole straniere per svilupparsi ulteriormente dopo la guerra, grazie al Piano Marshall che comprese un ingente contributo economico riservato proprio al doppiaggio. Da allora si sono formati migliaia di professionisti del settore, che includono ovviamente moltissimi attori ed attrici che affiancano il doppiaggio all'attività principale nel cinema, in televisione e soprattutto in teatro.

Il doppiaggio avrà ancora vita lunga ma l'augurio è che la qualità resti elevata, almeno com'è stata fino ad oggi. Solo così potremmo proseguire a ridere dove c'è da ridere e non guastarci la visione di un film al cospetto di voci sgraziate o inadeguate.

L'avvento di YouTube ha favorito la realizzazione e diffusione di doppiaggi amatoriali, con intenti quasi sempre ironici. Un certo successo lo riscuotono da tempo i "finti" doppiaggi di Hitler, con immagini tratte da "La caduta - Gli ultimi giorni di Hitler" con Bruno Ganz e voci dialettali per amplificare l'effetto comico. Ne posto uno tra i tanti…


  • Tema: Allegria e benessere
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