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31 luglio 2018

Chiedi cos'era il flipper

A cura di Alberto&Alberto

Tilt. Game Over. E vai con un'altra monetina, stando attenti stavolta a calibrare i gesti e non finire un'altra partita prematuramente, impegnandosi al massimo per battere il proprio record personale (per i più esperti, anche il record assoluto dell'apparecchio).

Buon vecchio flipper. Che ha avuto un destino solo un po' meno ingrato di quello dei juke-box, entrambi, come osservavamo tempo fa, soppiantati dalle più redditizie slot machine e dai videogiochi.

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Non sono scomparsi del tutto, ma sono sempre più rari nei locali pubblici, anche per motivi di ingombro oltre che economici. Ma ci mancano, almeno per quelli come me che da ragazzi passavano le ore a sfidarsi con gli amici, a condividere con loro i pulsanti ("tu stai a destra, che io sono più forte con la sinistra!") a gioire quando si vinceva una pallina "extra" e ad esultare quando (assai più raramente) si vinceva una partita supplementare.

In ogni caso, prima del loro inarrestabile declino, i flipper avevano già subito alla fine degli anni '70 delle profonde trasformazioni, passando dai modelli essenzialmente elettromeccanici a quelli elettronici, imponendo cambi di strategia (quelli nuovi erano più sensibili ai movimenti e dunque più a rischio di 'tilt') e richiedendo maggiore attenzione alle varie, numerose opportunità di totalizzare punteggio.

Il nome "Flipper" era un'invenzione europea, ove negli Stati Uniti la macchina era ed è ancora conosciuta come "Pinball": il riferimento è al nome delle alette che si azionano tramite i pulsanti posizionati ai lati della macchina. Ma lo stesso gioco ha origini europee, derivando dal gioco del Bagatelle, diffuso in Francia ai tempi del regno di Luigi XIV nel XVII secolo (al gioco si ispirò addirittura Beethoven per la sua composizione  "7 Bagatelles - Opus 33" del 1802). Tuttavia furono gli americani ad inserire, già alla fine dell'800, una serie di innovazioni e migliorie che avrebbero portato al flipper così come lo conosciamo. Decisiva, in particolare, fu l'invenzione delle alette elettromeccaniche (i flippers, appunto) nel 1947 da parte dell'americana Gottlieb (poi rimasta una delle aziende principali del settore) facendo sì che il gioco che fino ad allora si basava sulla fortuna si trasformasse in un gioco di abilità, nel quale il giocatore poteva controllare il movimento delle palline, impedendo che esse si infilassero nella buca posta nella parte inferiore dell'apparecchio.

Da questo momento il flipper ha conosciuto una fortuna crescente, culminata negli anni '60 quando erano una presenza immancabile nei locali pubblici, dove i suoni delle palline che colpivano i contatti disseminati su tutto il piano di gioco sovrastavano quello delle altre attività e spesso si creavano delle file di persone che aspettavano pazientemente il loro turno (magari 'gufando' contro il giocatore impegnato in quel momento, augurandogli cioè di terminare la partita prima del tempo). Una nota curiosa: nel 1965 fu varata in Italia una legge che vietava, letteralmente, "il giuoco tipo flipper" in quanto considerato un gioco d'azzardo, deleterio per la gioventù di allora poiché si diceva che distraeva dallo studio. Il problema fu risolto dagli americani che cancellarono la parola 'flipper' da ogni supporto del gioco (comprese le alette da cui derivava il nome) e sostituendola con quello di "bigliardino elettrico".

Dell'epoca gloriosa dei flipper ricordo, oltre alla concentrazione e abilità necessarie per poter prolungare il più possibile il tempo di gioco, anche l'impegno fisico richiesto: velocità e scioltezza con i polsi, movimenti ripetuti dell'anca per impedire che la palla andasse in buca. Si finiva la partita esausti, ma intanto: quanto divertimento, vuoi mettere con i moderni videogiochi?

Per concludere, da cultore della musica rock non posso esimermi dal ricordare che una delle più celebri "opere rock" della storia, "Tommy" (1969) era incentrata proprio su un campione di flipper. E il film che ne fu tratto nel 1975, contiene una celebre sequenza nella quale il protagonista Roger Daltrey rubava lo scettro di "Pinball Wizard" (il mago del flipper) nientemeno che ad Elton John!


  • Tema: Allegria e benessere
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