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04 aprile 2017

benessere a sette note e quattro zampe

A cura di Alberto&Alberto

Trovo, con una certa regolarità, articoli o notizie sul rapporto tra la musica e gli animali. Segno che c’è sempre qualcuno che ha tempo, conoscenza e spiccato interesse a studiare una relazione in vista di possibili utilizzi non bene specificati. Ricordo che molti anni fa già si parlava di come, diffondendo la musica classica negli allevamenti, le galline producessero più uova, le mucche più latte e i polli ingrassassero di più. Ma scoprire che un cane predilige la musica reggae al rock’n’roll quali benefici apporta? L’unica risposta possibile è: giova al benessere dell’animale.

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Deve essere con questo spirito, quindi, che un ente scozzese a difesa degli animali, unitamente ad alcuni studiosi dell’Università di Glasgow, hanno intrapreso una ricerca per scoprire quali generi musicali siano più amati dai cani. Gli ospiti a quattro zampe di una struttura sono stati sottoposti all’ascolto di brani di diverse generi e sono state osservate le loro reazioni. Il Prof. Neil Evans, docente di fisiologia all'istituto di biodiversità, benessere degli animali e medicina comparata dell'Università di Glasgow (ebbene sì, esiste una facoltà siffatta) ha quindi reso noto che i cani hanno avuto comportamenti particolarmente positivi in concomitanza con l’ascolto di musica reggae e soft rock. A partire da queste conclusioni, sono state approntate compilation ‘ad hoc’ da diffondere in alcuni canili scozzesi.

Su un sito specializzato in cani, trovo i risultati di un’altra ricerca, stavolta condotta da una comportamentista animale, Deborah Wells. Secondo la studiosa, la musica classica ha il potere di calmare e rilassare i cuccioli che invece sembrano respingere la musica pop e, più in generale, la musica emessa dalla radio. L’effetto rilassante sembrerebbe inoltre amplificato dall’abbinamento con i suoni della natura, tipo cinguettio di uccelli o il suono dell’acqua che scorre in un fiume.

Il tema è stato affrontato anche da una musicista statunitense, Alianna Boone, che ha scoperto come l’ascolto del suono dell’arpa provocasse nei cani un abbassamento della frequenza cardiaca e quindi stimolasse una condizione di rilassamento. L’esperimento è stato condotto in una struttura di ospedalizzazione di cani ed ha avuto come risultato anche una evidente accelerazione nella ripresa dello stato di salute dei cani ammalati.

Altri studi hanno evidenziato come i cani siano infastiditi dal suono degli strumenti a percussione e che non amino ascoltare la parola “No” nei testi delle canzoni. I nessi sono chiari: tamburi e piatti possono ricordare altri suoni invisi ai cani come lo sparo di una pistola o i fuochi d’artificio, il “No” viene associato al rimprovero umano.

Particolari fenomeni che sono stati osservati nei cani è la loro tendenza ad ululare quando ascoltano della musica prodotta da strumenti a fiato (in particolare sassofoni e clarinetti), o un coro umano o, ancora, una nota prolungata di violino.

Lo studio più accreditato sulla relazione tra cani e musica lo si deve ad un’altra musicista statunitense, Lisa Spector, autrice del libro “Through a Dog's Ear (“Attraverso le orecchie di un cane”) così come di una serie di CD destinati proprio all’utenza canina. La Spector ha concepito le sue composizioni partendo dagli studi di psicoacustica dell’otorinolaringoiatra francese Alfred Tomatis (autore a sua volta di un metodo che benessere.com ha descritto in un articolo dedicato), per ottenere brani che avessero effetti positivi sugli animali, tenendo anche conto della loro particolare sensibilità acustica.

La Spector non è stata la sola a produrre musica ‘ad hoc’ per i cani, ai quali (insieme ai gatti) sono state addirittura dedicate delle stazioni radio. Ed esistono anche ‘App” che offrono musica specifica non solo per cani e gatti ma anche per cavalli e uccelli.

Vi è infine la possibilità che sia il cane stesso a produrre musica. In Rete vi sono decine di esempi. Posto qui il primo che ho trovato.


  • Tema: Allegria e benessere
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