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09 December 2014


Quelli che... Facebook

A cura di Alberto&Alberto

Amato e vituperato in egual misura. Ma mai ignorato, ormai presente nella vita e nel linguaggio delle persone ad ogni latitudine. Facebook ha diviso il mondo tra chi lo utilizza e chi no; tra i primi c'è chi lo fa più assiduamente fino ad esserne addirittura dipendente. Tra i secondi c'è chi teme di essere importunato, chi pensa che non serva a nulla e chi è molto geloso della propria privacy.

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Io ho una pagina Facebook che consulto con una certa regolarità così come, di tanto in tanto, 'posto' qualche fotografia, metto 'mi piace' ai post che attirano la mia attenzione, lascio qualche commento e, più raramente, 'chatto' con qualche amico o amica. Il tutto trascorrendovi pochi minuti al giorno, corrispondenti ad un po' di sano relax.

Ma ciò che più conta per me è che Facebook mi mette quasi sempre di buonumore. Vi sono infatti dei post divertenti, foto curiose e notizie bizzarre. Mi piace fare gli auguri agli amici (magari "personalizzandoli" un po') e mi piace quando mi fanno gli auguri.

Vediamo cosa accade, oggi, ad esempio. Vi sono diverse foto di alberi di Natale (che per tradizione sono stati allestiti in gran parte ieri, 8 dicembre). Accidenti, ma quello lo conosco… è il mio! Scopro che ne ha postato la foto, ieri sera, mia moglie. Divertente.

Un vecchio amico 'posta', uno o due volte la settimana, alcune copertine di dischi considerate tra le più brutte di tutti i tempi. Mi ci si soffermo sempre: sono quasi tutte spassose nella loro bruttezza.

In molti amano 'postare' i loro piatti più riusciti all'ora di pranzo o di cena e a me viene sempre il dubbio che quel piatto non l'abbiano cucinato loro. Chissà perché non c'è mai una contestualizzazione della pietanza, che ne so, tenuto tra le mani di chi lo ha cucinato, con quest'ultimo ben visibile. Sono sempre appoggiati su un tavolo, fotografati in campo stretto e generalmente ad arte. Così penso che abbiano preso l'immagine da Internet e cerchino di apparire cuochi provetti quando magari non sanno neppure cucinare.

Mi mettono allegria certe foto scattate in vacanza: vedi posti nuovi ed amici che se la godono, un attimo e via: fortunatamente la pratica ha sostituito quelle estenuanti serate durante le quali a fine cena toccava sfogliare album contenenti centinaia di immagini (idem per i filmini, ora trasmigrati su YouTube, ma quelli in genere me li risparmio).

Vi sono su Facebook, debbo ammetterlo, parecchi 'post' incomprensibili, almeno per quello che mi riguarda. Ma basta ignorarli. In compenso vi sono tante notizie sui miei artisti preferiti, avendo io aderito alle loro pagine o a pagine curate per loro.

Infine, se pure posso comprendere le ragioni di quelli che Facebook proprio no, io proseguirò a seguire le "vite degli altri" così come gli altri vogliono apparire, ovvero nei loro momenti più belli, assecondando il loro desiderio di condividerli.




02 December 2014


L'allegria nell'umiltà

A cura di Alberto&Alberto

Normalmente sono piuttosto refrattario ad impiegare il mio tempo a guardare i video che mi vengono segnalati su Facebook da amici o dalle "condivisioni" di amici di amici, ma ieri pomeriggio "qualcosa" mi suggeriva di fare un'eccezione. Una eccezione fortunata, visto che il video in questione mi ha decisamente colpito e non solo me, direi, dopo aver verificato che su You Tube ha realizzato la ragguardevole cifra di 3 milioni e mezzo di visualizzazioni in poco più di tre mesi.

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Vediamo inquadrato un bambino di 10 anni che vive a Bahia Blanca, in Argentina. Dalle note in spagnolo che accompagnano il video, si apprende che il bimbo ha chiesto a suo padre di ricevere un tablet per il suo compleanno imminente. Il filmato inizia con lui che scarta trepidante la confezione di un regalo per poi scoprire che si tratta di un tagliere da cucina (in realtà è il supporto sul quale gli argentini usano mangiare la carne arrostita, ma non fa molta differenza). La forza qui risiede nella reazione del bambino che è di autentica gratitudine per un regalo evidentemente incongruo sia rispetto alle sue legittime aspettative che per l'impiego che ne avrebbe potuto farne.

Segue l'apertura di un secondo ed ultimo regalo che è… il tanto desiderato tablet. Davanti al quale la sua reazione è davvero commovente e coinvolgente per chi lo vede. Provate voi a restare indifferenti (trovate il video al termine del post).

Sono consapevole di quanto sulla Rete non siano sempre verificabili le fonti di notizie e video e che dunque qualsiasi cosa può "passare" ed essere visibile e condivisibile, compresi video costruiti "ad arte". E non ci sarebbe, in quest'ultimo caso, nulla di legalmente perseguibile, nella maggior parte dei casi. Però a me, il video in oggetto appare davvero autentico ed evidentemente lo è stato altrettanto per tutti coloro che (su YouTube oltre 3.000) hanno postato i loro commenti su You Tube e sui vari siti Internet che lo hanno postato a loro volta.

Dai commenti si percepisce chiaramente come questo video abbia toccato gli animi delle persone. Tutti concordi sul fatto che il piccolo argentino impartisca con il suo comportamento una lezione di sana umiltà che invita alla riflessione. Da vedere (e far vedere) nell'imminenza del Natale


25 November 2014


Alla ricerca della buona notizia/2

A cura di Alberto&Alberto

Ci riprovo anche questa settimana. Non è facile, provateci anche voi. Ad ignorare (almeno provvisoriamente) le brutte notizie sui quotidiani on line e concentrarsi solo sulle buone, tali da metterci di buon umore e farci affrontare meglio l'inizio della giornata. Non è facile perché le cattive notizie (di cronaca, politica, economia) rappresentano la stragrande maggioranza delle notizie pubblicate e trovare quelle buone è una vera e propria impresa. Una impresa in cui torno a cimentarmi, quindi, cambiando quotidiano di riferimento: stavolta tocca all'edizione on line del Corriere della Sera.

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E dunque glisso sulle proteste che infiammano l'America, sulle ultime notizie sul virus Ebola, sui risultati delle elezioni regionali, per arrivare finalmente ad una notizia curiosa che riguarda la salute. Titolo: "Ansia e stress? Spariscono affettando la verdura". Ci clicco su e scopro che si tratta di un blog ("Ricomincio dal cavolo"), nel quale tale Fiamma Sanò afferma che affettare le verdure la riposa, la tranquillizza e, come la meditazione, le fa sparire all'istante ansia, tristezza, aiutandola a vedere tutto con più calma e lucidità. Beata lei.

Dopodiché un momento di allegria emerge spontaneamente vedendo due notizie l'una accanto all'altra. Una riguarda una donna che è riuscita a fuggire dalla Corea del Nord e da una condizione drammatica; l'altra riguarda il cantante Pupo che invece fugge dall'Italia e trova rifugio nientemeno che in Albania (per meglio dire, presso la televisione albanese).

È bella la notizia che documenta il lavoro di una piccola ONG italiana che riesce a sfidare (e a sconfiggere) le multinazionali delle miniere quando queste ultime si arricchiscono a scapito delle popolazioni e dell'ambiente.

Bisogna "scendere" molto, però e superare una gran quantità di articoli più o meno inquietanti prima di trovare la notizia che riguarda Samantha Cristoforetti, la prima donna italiana a volare nello spazio. Mi fa sorridere leggendo che, prima di partire domenica scorsa a bordo della navicella russa Soyuz, ha predisposto una risposta automatica sulla sua casella di posta elettronica che recita così: "Sono fuori dal pianeta per un po’ e tornerò nel maggio 2015". Beata anche lei. E a vederla sempre sorridente, come nel video che post qui sotto, mette indubbiamente allegria.


18 November 2014


Alla ricerca della buona notizia/1

A cura di Alberto&Alberto

Ogni mattina, dopo il primo caffè e dopo essermi assicurato che i miei ragazzi si siano alzati, abbiano fatto colazione e siano usciti per andare a a scuola, ho da anni l'abitudine di consultare su Internet le home pages dei principali quotidiani italiani per leggere le ultime notizie. Come me, credo la maggior parte di voi, non necessariamente ricorrendo al Web ma ascoltando la radio, accendendo la televisione o ricevendo il quotidiano a domicilio. Per quello che mi riguarda (ma penso che valga anche per molti di voi) immancabilmente mi rovino la giornata (o quantomeno la mattinata), leggendo di guerre, crisi, incidenti, delitti e conflittualità di vario genere. Che non possono e non debbono essere ignorate, ci mancherebbe, ma quantomeno bilanciate con qualcosa di allegro, che restituisca un po' di sana positività.

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Così, stamattina ho deciso di fare qualcosa di diverso. O meglio: mi sono collegato, come mia consuetudine, ai siti dei quotidiani ma ho cercato di ignorare (o meglio di rimandarne la lettura) le notizie più brutte e di concentrarmi sulle belle notizie. Questa settimana ve ne do resoconto relativamente al sito del quotidiano La Repubblica, nelle prossime settimane tornerò a farlo utilizzando altri siti.

Su Repubblica.it notizie e immagini in primo piano sono, come al solito, allarmanti. Ma io dirigo lo sguardo sulla destra, dove si parla del ritorno della macchina da scrivere. O meglio: di modelli simili alle macchine da scrivere "pop" degli anni '80 ma in realtà in grado di connettersi ad Internet (quantomeno per salvare i dati) e con lo schermo simile a quello dei e-book. Dopodiché la sua unica funzione resta quella di scrivere, riproducendo anche il classico ticchettio sui tasti. Una buona notizia per quelli, come me, che non rimpiangono mai abbastanza la loro fidata Olivetti!

Per trovare un'altra buona notizia devo scendere un bel po' sullo schermo. Finché non vedo che ancora una volta un gruppo di artisti famosi si è unito per una buona causa (una raccolta di fondi per contrastare il virus Ebola) e che soltanto nei primi quattro minuti in cui la canzone da loro realizzata è stata ascoltata in Rete, i promotori (gli stessi che 30 anni fa fecero l'operazione "Band Aid" e la canzone è la stessa) hanno raccolto la considerevole somma di 1 milione di sterline.

Divertente la ripresa (amatoriale) di una partita di calcio a Viterbo, in cui il campo era totalmente allagato e ciononostante l'arbitro ha fatto proseguire il gioco fino all'inverosimile. Non esattamente una buona notizia, forse, però a me ha  fatto sorridere (i giocatori avranno riso meno).

C'è poi la cronaca fotografica dell'incontro tra una giovane e il gorilla cui era affezionata da bambina, quando il padre gestiva un giardino zoologico. Nel 2002, il primate era stato liberato e quest'anno padre e figlia si sono messi alla sua ricerca: lo hanno trovato nella foresta equatoriale del Gabon. Grande festa tra i due quando sono entrati in contatto!

È tutto per oggi, almeno così sembra. È poco? Forse. Ma oggi, accontentiamoci.




04 November 2014


Un sorriso per star bene

A cura di Alberto&Alberto

Qualche giorno mi trovavo nel traffico con il mio scooter quando sono stato improvvisamente costretto a "scartare" sul lato della strada per lasciare passare un'autombulanza. Proprio in quel momento, però, sopraggiungeva dietro di me un'altra moto cui ho dovuto tagliare la strada. "Scusi!" gli ho esclamato. "Ci mancherebbe!" ha risposto prontamente lui con un sorriso che ho subito contraccambiato prima che ci "rituffassimo" entrambi nel caotico traffico romano.

Ecco, questo scambio di cortesie, o qualsiasi cosa fosse, ha avuto un effetto benefico su di me, regalandomi quasi un senso di euforia. Mi sono chiesto come mai stesse accadendo e mi sono risposto che i nostri tempi sono segnati da una crisi che non è solo economica ma è anche di "urbanità", per cui diventa sempre più raro incontrare manifestazioni di gentilezza o di considerazione dell'altro. E quando ciò accade, evidentemente il risultato è persino sproporzionato, al rialzo, rispetto al gesto che lo ha provocato.

Mi sono detto che una gentilezza al giorno, un sorriso, un piccolo momento di allegria possono valere tanto, se si è attenti a recepirli, a coglierne il contrasto rispetto alla negatività che ci circonda, nelle sue varie forme.

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Vale anche per il saluto che scambio con i passanti alla mia uscita mattutina con il cane, persone con le quali non ho mai parlato, che posso dire di conoscere solo di vista ma che incontro tutti i giorni, appunto, e con i quali si è instaurata una consuetudine che riconosco come piacevole, in grado di dare un avvio positivo alla mia giornata.

Pensavo a quello che scrissi su "Allegria e benessere" poco più di un anno fa, dicendomi colpito dall'effetto che ebbe su di me quel "Buonasera!" con il quale Papa Francesco esordì al momento della sua elezione. Un'espressione semplice, come possono essere semplici un sorriso, una risata, una gentilezza, una cortesia. Ma la cui forza e significatività sta nel pericolo di una sua estinzione, ove vorremmo invece ascoltarla più spesso. E per questo, almeno per quello che mi riguarda, la dico ogni volta che ne ho l'opportunità.




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