Blog
18 marzo 2013


L'arte della barzelletta

A cura di Alberto&Alberto

In un articolo apparso qualche anno fa sulla rivista Focus Storia che potete recuperare sul web, si racconta che la prima raccolta di barzellette della storia è il "Philogelos", probabilmente scritto da Ierocle, un filosofo del V secolo d.c. o dal grammatico e sofista Filagrio. Si sospetta che il libretto in questione fosse una sorta di "promemoria" per chi raccontava barzellette alle feste o ai banchetti. Nello stesso articolo si segnala una ricerca compiuta da alcuni studiosi dell'università inglese di Wolverhampton per cui la barzelletta più antica risalirebbe addirittura ai tempi dei sumeri, nel 1900 a.c. (non la cito, perché di dubbio gusto)!!!

Ma aldilà del divertimento più o meno insito nella barzelletta in sé la differenza, oggi come ieri, sta nel raccontarla con la necessaria mimica, le pause, le espressioni, la capacità di suscitare curiosità e suspence in attesa del finale. E, naturalmente, di scatenare la risata più fragorosa (e contagiosa) possibile nei propri interlocutori. Una barzelletta ben raccontata, insomma, può anche risollevare una serata grigia e regalare allegria e benessere con poco!

thumb_88.jpg

Un ex Presidente del Consiglio sembra sappia raccontarle bene. Ma sicuramente non altrettanto come alcuni attori comici (soprattutto attori, prima che comici) che della barzelletta, come si diceva, ne hanno fatto una vera e propria arte. Il primo nome che mi viene in mente è quello di Gino Bramieri, che negli anni '70 firmò anche diverse, fortunate raccolte di barzellette. Poi Walter Chiari. Poi ancora, tra quelli che ancora si possono ammirare a teatro o in televisione, Gigi Proietti.

Guardate qua (avviso ai minori: finale con 'parolaccia'!) e ditemi se la stessa barzelletta, raccontata da voi, sortirebbe lo stesso effetto su chi la ascolta!

E voi avete una barzelletta preferita? Perché non fate ridere anche noi?


11 marzo 2013


Goganga, Goganga, Goganganghenga...

A cura di Alberto&Alberto

Oggi parliamo di Giorgio Gaber.
Il geniale inventore del "teatro-canzone", prima di imporsi come cantautore "impegnato" negli anni '70, era già stato protagonista di una carriera musicale che aveva avuto inizio addirittura nel 1954. E dal 1960, aveva iniziato ad ottenere grande successo con un repertorio originale che comprendeva molte canzoni d'amore ("Non arrossire", "Così felice"), altre legate alle sue origini milanesi ("La ballata del Cerutti", "Porta romana") ed altre ancora pregne di umorismo,  come "Goganga", appunto.

thumb_85.jpg

Per chi non la conoscesse, "Goganga" racconta di un poveretto afflitto da un tic verbale che si reca dal dottore in cerca di una soluzione. Il dottore, quindi, gli applica in bocca un apparecchio di sua invenzione, garantendogli che gli avrebbe risolto il problema nel giro di tre giorni. Trascorso tale tempo, il paziente si reca nuovamente dal medico, stavolta afflitto da un nuovo tic ancora più grave del precedente.

In contrasto con una storia che, evidentemente, ha anche dei risvolti tragici, vi è la filastrocca "Goganga, goganga, goganganghenga…" che puntella tutta la canzone e che le conferisce un tono divertente ed infantile, rendendola irresistibile. Tanto per i bambini, come si diceva, quanto per gli adulti. E quella meravigliosa pernacchia finale, poi!



P.S. Il testo della canzone - pubblicato in rete sul sito della Fondazione Gaber e dunque si presume ufficiale - recita "goganganghInga" anziché "goganganghEnga!". In effetti, ad un ascolto attento, la differenza tra la E e la I è praticamente impercettibile. Ma grida vendetta la versione cantata dai Piccoli Cantori di Milano nella serata omaggio a Gaber orchestrata da Fabio Fazio e andata in onda su RaiTre nel gennaio scorso. Cantavano del tutto inappropriatamente "Gagagagaganganga". Mah…


04 marzo 2013


Sabato è sempre sabato

A cura di Alberto&Alberto

La maggior parte di coloro che a qualsiasi età frequentano le scuole, da diversi anni a questa parte, lo fa dal lunedì al venerdì. Una minoranza prosegue a frequentarla anche il sabato mattina. Ma la sostanza non cambia: il sabato ha un sapore speciale, mette allegria solo a pronunciarlo: "Oggi è sabato, domani non si va a scuola, oggi è sabato, meno male!" cantava Pino Daniele non molto tempo fa.

Non credo esista molta differenza per chi, come me, è nato e cresciuto negli anni '60, e per chi è nato e cresciuto nei decenni precedenti o successivi: sabato è sempre sabato. Vuol dire ritrovarsi con gli amici nel pomeriggio, andare al cinema o ad una festa, dedicarsi ai propri hobbies o comunque distrarsi (per fare i compiti c'è pur sempre tutta la domenica!), rientrare a casa un po' più tardi e andare a letto senza l'angoscia della sveglia del giorno dopo. In pratica, pensare un po' a se stessi, o meglio non pensare affatto!

Per la mia generazione, tuttavia, il sabato significava anche altro. Voleva dire tornare a casa dopo la scuola, precipitarsi ad accendere la TV e godersi un po' di sano divertimento con il programma "Oggi le comiche". Andava in onda alle 13 sul primo canale nazionale (le tv private erano ben lontane da venire) ed era il vero viatico per un sabato spensierato e rigeneratore.

In un mio precedente post parlavo di Stanlio&Ollio e dell'immenso divertimento che mi procuravano quando ero bambino. Ma un altro mito dell'infanzia, dovuto proprio a quella mitica trasmissione tv presentata dall’inglese Bob Monkhouse, era Ben Turpin. Diventato adulto, lo avevo praticamente rimosso finché non mi sono imbattuto in una canzone di Elio & Le Storie Tese (la loro discografia, per chi volesse ascoltarli attentamente, è una vera miniera della memoria anni 60/70). La canzone era "Uomini con il borsello" (il titolo dice tutto!) e un verso (invero abbastanza intellegibile) recita "Con gli occhi di Ben Turpin lui…".

12_1362387613.jpg

Per farvela breve, questo Ben Turpin era un comico statunitense dell'epoca del cinema muto che faceva ridere fondamentalmente perché era strabico. Facile, direte voi. E vabbè, facile. Però funzionava, faceva ridere tantissimo (almeno me, ma non credo solo me) e lui non penso che se ne facesse più di tanto un problema, visto che il suo difetto fisico gli consentì di diventare ricco e famoso e di recitare al fianco di giganti della comicità come Charlie Chaplin, Mack Sennet e, guarda un po'!, Stanlio & Ollio!

Qualcuno, da qualche parte del mondo, si è preso la briga di confezionare un breve ma significativo tributo all'arte comica di Ben Turpin che potete vedere qui sotto
 

Qualche minuto (in bianco e nero! senza parole!) di Ben Turpin e sabato era ancora più sabato! Da lì a rabbuiarsi c'erano (e ci sono ancora) più di 24 ore!

E voi: come vivete o come vivevate il vostro sabato quando eravate bambini o ragazzi? Ci piacerebbe saperlo…

P.S. Le comiche di Ben Turpin erano presentate in TV anche in una serie monografica intitolata "Ridere, ridere, ridere" che andava in onda nella cosiddetta "Tv dei Ragazzi".


25 febbraio 2013


Che ridere! Il mio medico è un clown!

A cura di Alberto&Alberto

Il film ispirato alla sua vita risale a ben quindici anni fa ma Hunter "Patch" Adams non ha mai riposato sugli allori: l'inventore della "clownterapia" gira ancora il mondo tenendo seminari e conferenze e soprattutto prosegue ad occuparsi del suo Gesundheit! Institute, la casa-ospedale nel West Virginia dove le persone vengono curate gratuitamente secondo la particolare filosofia del suo fondatore: prima di tutto, con il sorriso!

A "Patch" Adams non piacque il film che portava il suo nome e nel quale era interpretato da (come sempre, bravissimo) Robin Williams. Non gli piacque perché riteneva che la sua figura fosse stata rappresentata in modo superficiale, solo come un "medico divertente" e poco di più. Non vi è dubbio, però, che lo straordinario successo del film (uscito nel '98) abbia contribuito molto alla conoscenza del medico e della sua attività, almeno fuori dagli Stati Uniti, con conseguente diffusione della sua originale (ma efficacissima!) concezione della terapia medica.

Hunter Doherty Adams, detto "Patch" (ovvero: cerotto o medicazione) è nato a Washington nel 1945; da ragazzo era uno studente brillante ma una lunga serie di sfortunate vicissitudini (tra cui la morte del padre) lo fecero precipitare in una grave depressione, fino a fargli tentare più volte il suicidio e poi ad essere ricoverato in un ospedale psichiatrico. E fu proprio durante la permanenza in quest'ultimo che scoprì casualmente la sua vocazione, dopo averla sperimentata con il suo compagno di stanza: quella di poter guarire le persone non con le terapie farmacologiche ma con il sorriso, l'allegria, la positività.

Uscito dall'ospedale si iscrisse quindi alla facoltà di medicina (dove i suoi atteggiamenti poco ortodossi non venivano visti di buon occhio…), si laureò nel 1971 e subito dopo decise di mettere in pratica le sue teorie, trasformando la sua casa in una clinica "alternativa" dove i pazienti venivano curati per mezzo di una terapia a base di umorismo e divertimento, con lo stesso Patch Adams che visitava i suoi pazienti con il naso posticcio e il classico repertorio (e relativa attrezzatura) dei clown.

È nata così la leggenda del dottore-clown per il quale "l'humour è l'antidoto a tutti i mali". Una teoria che peraltro poggia le sue basi su studi e ricerche condotte attraverso i secoli, partendo nientemeno che da Ippocrate per arrivare alla dimostrazione scientifica di come il divertimento possa influire positivamente su tanti problemi cardiovascolari e respiratori.

view4.jpg

La "clownterapia" fondata da "Patch" Adams trova quindi fondamenti in discipline come la gelotologia (dal greco ghelos=riso e logos=scienza) che studia in maniera sistematica l'attività del ridere, del buonumore e del pensiero positivo come rimedio a numerosi disturbi e malattie psicofisiche. Di seguito, un video che ho trovato su YouTube che presenta il medico in modo un po' sommario ma efficace.

Gli studi in materia procedono incessanti: uno condotto in Canada non molto tempo fa, ad esempio, ha provato scientificamente che il buonumore mette al riparo dalle infezioni determinando una minore riduzione dell'immunoglobulina A, un anticorpo che nell'ambito del sistema immunitario svolge la funzione di neutralizzare corpi estranei come virus e batteri. Altre ragioni scientifiche degli effetti benefici della risata le potete scoprire in un articolo presente sul sito benessere. com, insieme ad una trattazione della figura e le teorie di Patch Adams.

Che ridere faccia bene, dunque, non è solo un 'modo di dire' ma un qualcosa che la scienza medica - partendo da fenomeni manifesti - ha voluto e saputo dimostrare e spiegare. E per questo non ringrazieremo mai abbastanza il grande "Patch" Adams!

Conosci storie di guarigioni legate al buonumore? Inseriscile nei commenti, non vediamo l'ora di conoscerle!


18 febbraio 2013


Timidezza allegra

A cura di Alberto&Alberto

Ridere delle proprie debolezze può dare benessere. Affrontarle con paura e senza fiducia in se stessi porta invece stress e depressione.
Oggi ci occupiamo di timidezza, con allegria e in chiave ironica con l'aiuto di Henri Salvador, un comico e cantante di qualche tempo fa, che ci mostra un esilarante corteggiamento ...

 12_1361007684.jpg

Parliamo di corteggiamento. Henry cerca di corteggiare una bellissima  e sexy (per l'epoca) Juliette Greco, che gli dice "Spogliami...", in francese.
Henry sta al gioco, cerca timidamente di cominciare, ma lei con sensualità e una certa durezza, lo eccita e lo frena allo stesso tempo.

Impariamo da Henry l'autoironia, usiamola per vincere la nostra timidezza e trasformarla in simpatia!

A presto, Alberto.


Offerta del mese
Biochef Axis Cold!Il Meglio a Poco Prezzo!
Offerta del mese

 

BioChef Axis è il primo estrattore di succo orizzontale della marca australiana BioChef. La filosofia di questa casa produttrice consiste nell'offrire la più alta qualità al miglior prezzo.Robot da cucina: fa pasta (spaghetti e noodles), baguette, sorbetti, gelati, omogeneizzati, salse, latte vegetale, burro di frutta secca e molto altro!BioChef Axis Cold Press Juicer è un eccellente estrattore lento, masticatore orizzontale e robot da cucina.Tutte le parti mobili sono fatte in Tritan!

 

Vedi prodotto

Novità
Bio-mex Formato Maxii!!850g incluse 2 spugne speciali rettangolari
Novit del mese

 

Bio-mex .. Grazie ai suoi componenti naturali, biologici e degradabili e’ un aiuto indispensabile per la pulizia della casa e per la gastronomia, scioglie il calcare e il grasso dalle superfici.Ideale per la pulizia e la cura di: acciaio, alluminio, argento, oro, rame, ottone, smalto, stagno, vetro, plastica liscia, legno laccato, ceramica, piastrelle, wc, lavandini, vasche da bagno, lavelli, piani di cottura, pentole, scarpe da ginnastica!
Inoltre e’ anche economico perche' puo' essere un buon sostituto a molti detersivi!
Vedi prodotto

Prenota la tua vacanza benessere!

Cerca

http://www.benessere.com/aec/privacy.htm


copyright © 1999-2018 Vertical Booking S.r.l. - CONTATTI | PUBBLICITÀ | SHOPPING ON-LINE | COOKIE POLICY | PRIVACY

Vertical Booking S.r.l. - Piazza Pontida, 7, 24122 Bergamo (Italia)
CF/P.IVA 02657150161 | REA: BG-312569 | Capitale sociale 100000 € interamente versato