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06 giugno 2017


Soggiornare in B&B, tra allegria e benessere

A cura di Alberto&Alberto

Il rapporto tra qualità e prezzo, l'atmosfera casalinga, la posizione spesso prestigiosa e panoramica. Questi e di più i motivi che hanno decretato il successo, da qualche anno a questa parte, dei B&B, o bed&breakfast, la formula di soggiorno nelle abitazioni private che comprende il pernottamento e una prima colazione a prezzi più contenuti rispetto ai classici alberghi.

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In confronto con altre formule similari di soggiorno, come l'agriturismo, uno dei vantaggi dei B&B è quello di instaurare, spesso ma non necessariamente, un rapporto diretto con i proprietari, che amano a loro volta interagire con i loro ospiti, condividendo con loro i propri spazi e offrendo preziosi consigli sul territorio nel quale si soggiorna e sulle sue opportunità. Talvolta, gli stessi proprietari delle case che ne affittano una o più stanze, sono attrezzati per offrire loro stessi delle attività agli ospiti, da passeggiate nei dintorni ai corsi di cucina, alla pratica di sport e molto altro.

L'accoglienza nei B&B è, generalmente, più genuina e divertente di altre attività ricettive. Essa consente di "entrare", con la dovuta riservatezza ed educazione, nella vita quotidiana delle persone che ci ospitano; personalmente mi è capitato più volte di consumare la prima colazione insieme a loro o di intrattenermi con loro a fine giornata, scambiando impressioni e sensazioni, apprendendo usi e costumi diversi dai miei, in ogni caso ampliando le mie conoscenze. Talvolta condividendo anche della sana allegria.

I B&B sono sparsi più o meno su tutto il territorio italiano (siamo i più attivi su questo fronte a livello internazionale) e possono essere dislocati in città, in campagna, nei centri o nelle periferie. Io prediligo quelli che si trovano nei centri storici delle piccole cittadine; soggiornarvi dà quasi l'impressione di essere un vero "residente" e non un semplice turista.

Regolamentati da leggi regionali che discendono da una legislazione nazionale del turismo del 2001, i B&B devono osservare delle regole ben precise, pur non essendo particolarmente gravoseonerose per chi decide di intraprendere tale attività per incrementare l'introito familiare. Pulizia, igiene e correttezza nell'esercizio sono garanzie per l'ospite che raramente vengono disattese, specie oggi che qualsiasi negligenza viene regolarmente segnalata sul Web, a beneficio di chi deve effettuare la propria scelta.

Se non si hanno informazioni dirette da parte di chi vi ha già soggiornato, il Web è d'altronde e indiscutibilmente la fonte primaria per poter individuare e scegliere il B&B che fa al proprio caso, utilizzando sia i portali di prenotazioni turistiche generiche o i siti specializzati, che ve ne sono ormai parecchi. Si consiglia di leggere attentamente le informazioni che vengono fornite, prediligendo quelle strutture che sono più generose di particolari: è bene sapere, infatti, che i B&B possono essere ad utilizzo esclusivo dell'ospite o condivisi con i padroni di casa, che possono annoverare il bagno in comune o meno, che possono offrire servizi come la connessione Internet, la televisione o altro di cui si abbia bisogno.

Per chi non abbia mai soggiornato in un B&B, ma anche per chi conosce e apprezza la formula, una preziosa occasione è rappresentata da un'iniziativa che quest'anno giunge alla sua nona edizione. Si tratta del B&B Day, la Giornata Nazionale del Bed&Breakfast per cui migliaia di strutture in tutta Italia offriranno una notte gratis per chi vorrà pernottare per un weekend di due o tre giorni nella prima settimana di marzo. Nel dettaglio: per chi prenota il 7 e l'8 marzo pagherà solo per la notte di quest'ultimo, chi prenota per il 6 e il 7 marzo beneficierà della prima notte gratis e per chi prenota il 6, 7 e l'8 marzo potrà pernottare gratuitamente nella notte del 7.

Se in Italia quello del B&B è esploso negli ultimi anni come un vero fenomeno, è pur vero che la formula è praticata da tante famiglie quasi in ogni luogo del mondo. Con tante modalità e caratteristiche differenti, in qualche caso all'insegna dell'assoluta originalità. Come nel caso di una struttura che ho trovato pubblicizzata su YouTube e che ha luogo a Salinas, in California, dove si può trascorrere la notte in bungalow a contatto diretto con animali come elefanti, zebre, scimmie, canguri e persino orsi!


30 maggio 2017


Quando il furto è lecito…

A cura di Alberto&Alberto

La scorsa primavera sono stato invitato, con la mia famiglia, a festeggiare il compleanno di un'amica in un campeggio che ha luogo presso un lago.
Per un bel po' di tempo abbiamo mangiato, bevuto, conversato ed infine, dopo la torta e il brindisi di rito, ci siamo messi tutti ad "oziare" sulla riva del lago. Personalmente stavo giusto socchiudendo gli occhi, godendomi quella piacevole brezza primaverile di metà pomeriggio, mentre i bambini stuzzicavano un gruppo di povere oche malcapitate, quando qualcuno ha urlato: "Ragazzi!" (pensavo si rivolgeva ai bambini e invece ce l'aveva con me e con i miei non più giovanissimi amici!) "Giochiamo!".

Giochiamo???? E a che cosa??? La risposta, da me invero un po' temuta, è stata: "A rubabandiera!".

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E vabbè, Rubabandiera. Non è che io non abbia mai giocato a rubabandiera, e ci mancherebbe. Il fatto è che, quando gioco, ESIGO regole precise, si tratti pure di un gioco estemporaneo tra amici, senza un premio in palio (che sia in denaro o altro) e dunque per puro divertimento.
E so che quando si tratta di "rubabandiera" (ma potrei citare anche tanti altri giochi, campestri o no) le regole non sono mai chiare.

Non ho fatto storie, comunque. Abbiamo giocato, ci siamo divertiti (tanto quanto i bambini), ci siamo impegnati e se abbiamo discusso di regole e infrazioni lo abbiamo fatto in modo divertito e divertente, com'è giusto e normale tra persone che si conoscono da tanto tempo.

Però il dubbio mi è rimasto: quali sono le regole di "rubabandiera"? Sulla Rete mi viene incontro, prima di tutti, Wikipedia (ma guarda un po'!).

Le regole sembrerebbero quelle comunemente conosciute e che noi abbiamo applicato nella circostanza descritta. Si comincia con il tracciare una linea nella metà del campo nel quale si vuole giocare (diciamoci la verità: non sempre lo si fa o si ha la possibilità di farlo) poi si tracciano due linee alla medesima distanza da quella centrale (e qui casca l'asino: di solito ci si regola ad occhio, ed ecco che una eventuale inesattezza può falsare il gioco, avvantaggiando una squadra al posto di un'altra). Prima o dopo questa operazione, si saranno intanto formate due squadre di pari numero e si sarà stabilito chi farà il "porta-bandiera" che sarà anche il giudice del gioco.
I membri di ogni squadra si dovranno quindi allineare lungo il segno tracciato e a ciascuno di essi verrà assegnato un numero. Il "porta-bandiera si sarà invece posizionato ad un lato della metà del campo con un fazzoletto tra le mani (la "bandiera", appunto) e il braccio teso. Egli quindi chiamerà un numero e i giocatori corrispondenti a tale numero di entrambe le squadra correranno verso di lui. Scopo del gioco è quello di prendere (o meglio "rubare") "la bandiera" dalla mano del porta-bandiera senza sconfinare nel campo avversario e portarla dietro la linea da dove si è partiti, senza essere neppure sfiorati dalla mano dell'antagonista (in questo caso, quest'ultimo si aggiudicherà il punto).
Wikipedia segnala anche che se i due giocatori afferrano entrambi la bandiera, si può decidere di annullare il punto e ricominciare il gioco chiamando un altro numero; aggiunge che si può anche ricominciare con gli stessi giocatori. E che vi è anche la possibilità, una volta che un giocatore ha "rubato" la bandiera, di rincorrerlo e strappargli la bandiera tra le mani, aggiudicandosi direttamente il punto.

In ogni caso, ma questo vale per qualsiasi gioco, è meglio mettersi d'accordo prima sulle regole. E anche in questo caso, non è detto che non si sollevino comunque obiezioni: ad esempio, se un giocatore è partito in una posizione leggermente avanzata rispetto ad un altro (un "classico"!).

Si fa per ridere, comunque, ed in effetti ci si diverte giocando a "rubabandiera", anche quando qualcuno contesta la regolarità del gioco (trovando immancabilmente pieno consenso presso i giocatori della propria squadra).

E il benessere? Beh, a parte che muoversi all'aria aperta fa sempre bene, c'è da dire che specialmente ad una certa età giocando a "rubabandiera" si scopre improvvisamente che non si ha più lo scatto di una volta e che alla fine ci si ritrova praticamente senza fiato. E magari si prende la solenne decisione di dedicarsi, da allora in poi, ad un po' di sana attività fisica.

Su Youtube ho visto decine di filmati amatoriali di amici che giocano a rubabandiera, francamente un po' troppo simili tra loro e ripetitivi. Così, per non far torto a nessuno, ne ho scelto uno davvero inconsueto (e divertente).




23 maggio 2017


Allegria su due ruote

A cura di Alberto&Alberto

In molte città, specialmente nel Nord Italia, andare in bicicletta più che una pratica è un'abitudine, se non una necessità. Una sana abitudine: al di là del ciclismo vero e proprio, sport che in Italia vanta un'antica e solida tradizione, pedalare fa sempre bene, è un buon allenamento per il sistema cardiovascolare, si adatta alle proprie condizioni organiche e non sovraccarica muscoli ed articolazioni.

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Per alcuni la bicicletta è una vera e propria fedele compagna di vita, da utilizzare quotidianamente per ogni spostamento, tanto più in quei piccoli centri che presentano percorsi pianeggianti.

Per quelli, invece, come il sottoscritto che vivono in una grande città, dove le distanze sono più ampie e le strade insidiose sia per l'intenso traffico che per la loro conformazione, andare in bicicletta rappresenta un avvenimento.

Per farsi un bel giro in bicicletta in una città come Roma, difficilmente si potrà partire da casa ma si dovrà caricare il mezzo nel portabagagli dell'automobile per trasportarlo fino alla prossimità di un percorso da effettuare in sicurezza, si tratti di una villa o di una pista ciclabile. Pur avendo oggi in carica un sindaco che incoraggia i cittadini a muoversi in bicicletta, dando lui stesso l'esempio, la Capitale resta una città assai ostica per le due ruote, dalla periferia al centro.

Tuttavia sono tanti i romani che, specialmente la domenica mattina quando circolano meno automobili, si riversano con le loro biciclette sui percorsi che costeggiano il Tevere o nelle strade del centro; o ancora a Villa Pamphili o a Villa Borghese dove anche chi non possiede una propria bicicletta ne può affittare una.

I "ciclisti della domenica" sono spesso impacciati, poco resistenti alla fatica e molto (e giustamente) guardinghi. Ma quasi sempre sorridono. Perché in tutti i casi succitati, andare in bicicletta è un rito festoso, un momento di allegria, meglio se condiviso con amici o con le persone care.

Invidio coloro che hanno la possibilità di spostarsi quotidianamente in bicicletta perché fanno bene a se stessi e all'ambiente. Però segnalo che anche l'eccezionalità ha i suoi vantaggi, a partire da quello di divertirsi. In quanto al benessere, beh… c'è pur sempre lo spinning!

Curiosa ed affascinante la storia della bicicletta, bene riassunta in un vecchio filmato dell'Istituto Luce che potete vedere qui sotto.



16 maggio 2017


Acquafitness, allegria e benessere in acqua

A cura di Alberto&Alberto

Il nuoto è una delle attività che offre maggiori benefici per chi lo pratica: a parte l'attività sportiva vera e propria, viene spesso e volentieri indicato a chi soffre di problemi osteo-articolari così come a coloro che necessitano di riabilitarsi a seguito di un infortunio. Di contro, ha lo svantaggio di essere abbastanza noioso, sia perché è una pratica individuale sia perché si fonda sulla ripetizione di gesti predefiniti.

L'acquafitness nasce come alternativa al fitness in palestra in un contesto particolarmente favorevole: se l'acqua, infatti, sostiene il corpo al punto da portarlo quasi all'assenza di gravità, l'esercizio fisico in acqua consente di evitare il sovraccarico sulle articolazioni e i traumi e microtraumi a livello osteo-muscolare che si possono verificare invece a terra, specialmente negli esercizi dove c'è uno spostamento verticale del baricentro.

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Lezioni di gruppo a ritmo di musica con interazione tra insegnante e praticanti: sono questi gli elementi che rendono l'acquafitness una pratica divertente, oltre che ovviamente sana. Un collaboratore di benessere.com ha contato oltre 70 discipline che si possono praticare in acqua; qui mi limiterò ad indicare le più note e diffuse, descrivendone le principali caratteristiche.

L'acquagym è la semplice ginnastica in acqua: i movimenti sono necessariamente più lenti di quelli che vengono effettuati sulla terraferma, per effetto della densità dell'acqua che è circa dieci volte maggiore di quella dell'aria. In pratica, l'acqua diventa una specie di attrezzo da allenamento paragonabile ai bilancieri e ai manubri.

L'acquaerobica porta in acqua le caratteristiche proprie dell'aerobica a terra, rendendo i gesti più efficaci e sopratutto prevenendo, come già detto, eventuali traumi alle ossa e alle articolazioni.

L'acquastep si avvale di uno step (pedana) che viene fissata sul fondo della piscina con delle piccole ventose. Gli esercizi, anche qui, sono gli stessi che vengono effettuati in palestra solo che qui per mantenere l'equilibrio si devono muovere le braccia, con effetto tonificante della parte superiore del corpo, a partire dagli addominali.

L'acquabuilding si pratica per ottenere il potenziamento della muscolatura e la scultura del corpo, come avviene pure per il "terrestre" bodybuilding, con utilizzo di appositi attrezzi che richiamano i pesi e i bilancieri dell'attività in palestra.

L'Hydrobike (o acquabike) si esegue su speciali bici acquatiche immerse in piscina ad una profondità che consente di mantenere coperta dall'acqua la gran parte del corpo fino al busto in modo tale da allenare, oltre che le gambe, anche braccia, dorso e spalle.

L'acquawalking è probabilmente l'attività più semplice poiché si tratta semplicemente di camminare in acqua: i benefici sono quelli di rendere le gambe e le caviglie più sottili e toniche, oltre che di rassodare i glutei e svolgere un'azione antigonfiore della parte inferiore del corpo.

L'acquatraining è invece tra le attività più faticose: viene infatti praticato in acqua in posizione di galleggiamento, senza cioè toccare il fondo della piscina; una speciale cintura aiuta a mantenersi a galla per poter effettuare agevolmente gli esercizi.

Tra le discipline emergenti, l'acquapalming, che può essere approfondito qui.


09 maggio 2017


Una risata ci guarirà

A cura di Alberto&Alberto

Una Giornata Mondiale, si sa, non si nega a niente e a nessuno, figuriamoci al buonumore. Due giorni fa, domenica 7 maggio, era per l’appunto la Giornata Mondiale della Risata che si festeggia ogni prima domenica di maggio e accende i riflettori sull’importanza di ridere, relativamente al benessere che  ciò comporta. Al tema, La Repubblica (on line) ha dedicato l’altro giorno un articolo nel quale ha riportato alcuni studi che hanno dimostrato come ridere sia “la via più semplice ed economica per raggiungere il benessere fisico e mentale, tanto nella vita quotidiana quanto nel lavoro”.

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Il Prof. Lee Berk della loma Linda University di Los Angeles, ad esempio, ha evidenziato il collegamento tra risata e cervello: la prima riesce a far sviluppare nel secondo alcune frequenze che sincronizzano l’attività neuronale migliorando così la memoria. Altri studiosi, stavolta di Oxford si sono invece focalizzati sulla soglia del dolore, che aumenta del 10% a seguito di un quarto d’ora trascorso a ridere insieme agli amici. Interessante anche la scoperta del Prof. Maciej Buchowski della Vanderbilt University di Nashville, per il quale la risata può tornare utile in un programma di dimagrimento: ridere per 10-15 minuti equivale a 50 calorie bruciate.

Sono molteplici gli effetti del buonumore sulla salute: la risata rilascia endorfine, sostanze chimiche dotate di una potente attività analgesica ed eccitante, ma aiuta anche a prevenire le malattie cardiovascolari, giova al cervello, come già segnalato, e favorisce il contrasto all’ansia e alla depressione.

Nel dettaglio, riportiamo quanto formulato, proprio in occasione della Giornata Mondiale della Risata, da Stefano Lagona, ideatore del corso "La terapia del sorriso: efficacia ed applicazione nei contesti di cura”.

Della riduzione dello stress si è detto. Ma ridere, segnala Lagona, può essere producente anche nell’ambito lavorativo, migliorando le nostre prestazioni, favorendo le relazioni con i colleghi, sostenendo il lavoro di gruppo. D’altronde sempre la risata rafforza le relazioni interpersonali in quanto attiva sentimenti positivi.

Meno scontata la notizia che la risata favorisce la produzione di reazioni tale da attivare il sistema immunitario e i linfociti killer, quelli che individuano e distruggono le cellule tumorali, tra le altre.

Insomma, è la scienza a dirci come allegria e benessere siano strettamente correlate. E a chi si chiede come si fa a ridere in mancanza di stimoli adeguati, ricordiamo che esistono diverse tecniche, alcune delle quali sono già parte dei corsi di Master Certified Coach e che si ritrovano anche nelle lezioni di Yoga della Risata, di cui ci siamo già occupati in passato.


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