Blog
20 novembre 2015


No ai colpi di testa per i bambini

A cura di Welly

Frequento da anni, per motivi familiari, i campi da calcio dove si allenano o giocano bambini, anche di età molto bassa. Ho dunque assistito spesso a competizioni tra minicalciatori che tentano di emulare i loro campioni preferiti e che per questo si impegnano con agonismo e serietà in uno sport certamente sano per la formazione fisica e per la socialità ma che può essere anche pericoloso. Mi chiedo quindi come sarà accolta, nelle migliaia di circoli sportivi che sono nel nostro paese, la notizia proveniente dagli Usa dove la Federcalcio sta per introdurre una nuova regola per cui ai bambini al di sotto dei 10 anni potrebbe venire vietato l'uso di colpire la palla con la testa. La disposizione nasce come risposta a una class action di genitori statunitensi contro i dirigenti calcistici e prendendo atto di uno studio per cui dal 2010 ad oggi, almeno negli Stati Uniti, ben 50.000 ragazzi hanno subito un trauma cranico durante una partita di calcio, un numero che è maggiore delle vittime di altre discipline come basket, baseball e softball messi tutti insieme. Un colpo di testa male assestato e soprattutto senza che la materia cerebrale e il collo siano ancora pienamente formati può essere quindi letale: per gli esperti, i rischi sono quelli di ledere alcune aree cerebrali importanti o provocare il morbo di Lou Gehrig, che sarebbe poi la Sclerosi Laterale Amiotrofica (il nome deriva da quello di un giocatore di baseball americano che ne fu la prima vittima accertata). Vietati del tutto, quindi, i "colpi di testa" ai bambini al di sotto dei 10 anni e comunque sconsigliati anche per quelli della fascia di età che va dai 10 ai 13 anni. Un ulteriore normativa in materia dovrebbe consentire agli allenatori di fare uscire temporaneamente un calciatore che potrebbe aver subito un trauma cranico senza che ci sia l'obbligo di sostituzione.
Ho cercato in rete notizie su eventuali reazioni alla notizia nel nostro paese e ho trovato una dichiarazione del responsabile di Medicina dello Sport dell’ospedale pediatrico Bambino Gesù di Roma, Alessio Turchetta, che ridimensiona l'allarme sostenendo che i traumi cranici che si possono verificare sul campo di calcio, in grande misura non sono altro che semplici contusioni. E che comunque le probabilità di traumi immediati o latenti non siano più alte di quelle che si possono verificare in altri sport come ad esempio i tuffi.

thumb_400.jpg


13 novembre 2015


Il pane nero. Meglio aspettare?

A cura di Welly

L'ho visto per la prima volta in un supermercato, qualche mese fa, nella cesta del pane, mischiato alle rosette e alle ceriole, dove attirava l'attenzione per il suo colore pece. Lo stesso colore dei cornetti che campeggiavano qualche tempo dopo in bella evidenza nel bar sotto casa dove prendo abitualmente il caffè. La confidenza con il barista mi ha edotto sul fatto che stanno ottenendo un buon successo, tanto che ne ha dovuto raddoppiare le ordinazioni già dopo qualche giorno. Piace il pane nero, a quanto pare, se non altro per la novità del prodotto, perchè chi lo ha provato sostiene che non sia più buono del pane tradizionale, solo che incuriosisce e quindi invoglia all'acquisto. Il suo colore deriva dall'ingrediente che viene aggiunto a quelli tradizionali, ovvero il carbone vegetale, un integratore che è da sempre in commercio ma per uso medico, prescritto a chi soffre di problemi intestinali.
Il carbone vegetale viene prodotto a partire dal legno bruciato ad altissime temperature e in condizioni ambientali prive di ossigeno. La sua funzione, nel caso della panificazione, è quella di un colorante (classificato come E153), da aggiungere in quantità bassissime, quanto basta per conferire al pane (o ad altri prodotti) la gradazione scurissima del colore finale.
Il quotidiano "La Repubblica" ha dedicato ieri un lungo articolo al fenomeno del boom del pane nero. Evidenziando le due principali perplessità sollevate sulla materia. Le riassumo qui: 1) il carbone vegetale per uso alimentare è stato vietato negli Stati Uniti (caso singolare per un paese generalmente di manica larga in materia alimentare, certamente più di quanto non lo sia l'omologa autorità europea); 2) la normativa italiana non prevede utilizzo di coloranti per il pane e prodotti assimilabili. Sulla spinta delle richieste di due associazioni di categoria ai Ministeri italiani competenti, quello della Sanità e quello dello Sviluppo Economico ma sopratutto il primo, si attende un parere ufficiale sulla natura di colorante del carbone vegetale e quindi sulla liceità del suo utilizzo nella panificazione. Va da sè che come colorante, tanto più se utilizzato in quantità minime, il carbone vegetale non dovrebbe possedere proprietà nutritive benefiche. Ma potrebbe, al contrario, nuocere alla salute, dal momento che viene generato da un processo di combustione? Questa è la risposta più importante. Ma non arriverà prima di un mese, a quanto ci è dato sapere.thumb_397.jpg


06 novembre 2015


Low Fat, No Diet

A cura di Welly

Un altro luogo comune da sfatare: quello per cui assumere meno grassi (o non assumerne affatto) sia il miglior modo per dimagrire. Non è che le diete "low fat", come si chiamano, non siano utili allo scopo ma secondo recenti studi non lo sono più di quanto non lo siano le diete povere di carboidrati o la dieta mediterranea. Lo dicono i risultati di uno studio della Harvard Medical School pubblicato su Lancet che ha preso in esame un campione di 68.000 persone e analizzato 53 studi sull'argomento, osservando come chi per un anno intero aveva completamente eliminato dalla propria dieta i fritti e i grassi abbia perso appena un chilo in più di coloro che invece fritti e grassi li consumano, seppure con moderazione. Da qui la considerazione degli autori dello studio per cui “Non ci sono evidenze scientifiche sufficienti per sostenere che le diete a basso contenuto di lipidi siano le migliori. Il consiglio di limitare la quantità di grasso per perdere peso si basa sul fatto che, dato che i grassi contengono il doppio delle calorie dei carboidrati e delle proteine, riducendoli si riesce a dimagrire di più. Ma la metanalasi appena pubblicata dimostra il contrario“. Resta che una dieta senza grassi se pure non potrà far molto per il girovita, potrà certamente farlo per il colesterolo e la salute in generale. Ma chi decide di adottarla, è bene che sappia che non saranno due noccioline o un po' di burro nella pasta di tanto in tanto a rendere vani i propri sforzi di dimagrire. Tanto vale indugiare, con buon senso naturalmente.

thumb_394.jpg


30 ottobre 2015


Carne e tumori, di cosa si parla

A cura di Welly

Da una settimana non si parla quasi d'altro. La carne fa male, la carne provoca il cancro. Gli insaccati ma anche la carne rossa, quella che oltre il 50% degli italiani consumano 3 o 4 volte la settimana. Non è il solito monito di un vegetariano o di un animalista ma il risultato di uno studio che a sua volta origina da centinaia di studi e che è stato condotto dall'Agenzia Internazionale per la Ricerca sul Cancro che è parte dell'Organizzazione Mondiale della Sanità. Una fonte più che autorevole, dunque, con la pubblicazione dello studio da parte dell'altrettanto autorevole Lancet Oncology. Sul banco degli imputati ci sono prima di tutto le carni lavorate, come ad esempio i wurstel che sono stati classificati nel gruppo 1, quello che elenca le sostanze a più alto livello di pericolosità relativamente ai tumori. Alla base della nocività, la presenza nelle carni lavorate (sono tali anche gli hot dog, le carni in scatola, le salsicce) di conservanti o di prodotti di combustione. Giudizio più contenuto, invece, nei confronti delle carni rosse (compresa la carne di maiale) ritenute solo "probabilmente" cancerogene e dunque inserite nel gruppo 2A. Dalla stessa agenzia che ha condotto lo studio arriva una dichiarazione che in parte dovrebbe ridurre l'allarmismo: il rischio che una persona sviluppi un tumore all'intestino consumando carni lavorate è fondamentalmente legato alla quantità e frequenza dell'assunzione. Nessun problema, più che mai per le carni rosse, se il consumo si limita alle canoniche 2 volte alla settimana. Nessuna sorpresa, ovviamente, per chi la carne ha scelto di non mangiarla per i più diversi motivi. Per aver sposato la causa animalista, perlopiù, e tra questi anche l'oncologo Umberto Veronesi che ha dichiarato di aver eliminato la carne dalla sua dieta fin da giovane, ancor prima di diventare medico od oncologo e di non ritenersi affatto sorpreso dai risultati dello studio dell'Oms. Da parte loro, i produttori italiani si sono affrettati a gettare acqua sul fuoco affermando la qualità superiore delle carni italiane che vengono sottoposte a procedure molto rigide per assicurare la mancanza di nocività. In più le abitudini degli italiani, relativamente al consumo di carne, sono diverse da quelle degli americani o degli australiani che ne consumano molto di più. Lo studio, quindi, potrebbe essere stato "viziato" dalla sua generalità. E ancora: la trasformazione degli insaccati in Italia viene effettuata con il sale e non tramite il processo di affumicatura che è ritenuta una probabile causa dei tumori. Insomma, la longevità degli italiani dovrebbe essere la prova di quanto l'alimentazione nostrana, improntata generalmente alla dieta mediterranea, non possa nuocere alla salute. Intanto, però, il giorno dopo l'annuncio dell'Oms la vendita di carne nel nostro paese è improvvisamente calata del 20%. E mentre il dibattito carne sì-carne no si scatenava sui giornali, talk show e social network, ecco arrivare un'altra "batosta": dopo la carne, sotto la lente d'ingrandimento dell'agenzia Internazionale per la Ricerca sul Cancro finirà molto presto il caffè. Poveri noi.

thumb_392.jpg


23 ottobre 2015


Omeopatia sì o no: la polemica si riaccende

A cura di Welly

Ogni anno circa 11 milioni di persone in Italia ricorrono alle pratiche della medicina non convenzionale o complementare, dall'omeopatia alla osteopatia, dalla chiropratica alla fitoterapia e all'agopuntura. In particolare, l'omeopatia viene utilizzata, per le più diverse patologie, da un italiano su sei. L'interesse per la pratica omeopatica è anche testimoniata, per quello che ci riguarda, dal numero sempre elevato (e tendenzialmente crescente) di utenti che consultano la sezione relativa su benessere.com. Tuttavia la medicina "ufficiale" segue a contrastare l'omeopatia, disconoscendone l'utilità e in qualche caso anche profilandone la nocività. E' la posizione, ad esempio, del Comitato italiano per il controllo delle affermazioni sulle pseudoscienze (CICAP) che proprio in questi giorni rianima il dibattito dopo avere inviato una lettera al Ministro della Salute Lorenzin rea, dal loro punto di vista, di aver siglato una prefazione ad un libro che si intitola "Elogio dell'omeopatia". L'inopportunità di un contributo istituzionale alla causa omeopatica è denunciata anche rispetto alla natura del volume in questione, che è stato scritto dal neo presidente di Omeoimprese, che è la Confindustria delle aziende produttrici di prodotti omeopatici, Giovanni Gorga, anche direttore degli affari istituzionali della più importante azienda del settore. "Il Ministro non doveva schierarsi" sostiene il CICAP in un comunicato apparso sul loro sito dove si legge anche: "Un ministro della salute ha il dovere istituzionale di comunicare ai cittadini quale sia la posizione della comunità scientifica nei confronti delle terapie disponibili." E la comunità scientifica, o almeno una parte, si è più volte espressa polemicamente nei confronti dell'omeopatia che - e qui si cita il parere dato a suo tempo dal Premio Nobel Rita Levi Montalcini "è una non-cura potenzialmente dannosa perché distrae i pazienti da terapie realmente efficaci". Alla lettera aperta al Ministro seguono le adesioni, sempre sul sito del CICAP, di alcune centinaia di esperti e studiosi (ma anche di semplici cittadini). Polemiche sul ministro a parte, il CICAP riconosce perlomeno la liceità della pubblicazione giudicata di parte ma "perfettamente legittima in una società pluralista.". Al momento in cui scriviamo non si conoscono le reazioni del Ministro. E neppure quelle della tante persone che ricorrono quotidianamente all'omeopatia e che ne traggono giovamento dai loro problemi. Fosse solo per quello che i detrattori della pratica liquidano come "effetto placebo".

thumb_390.jpg


Offerta del mese
Biochef Axis Cold!Il Meglio a Poco Prezzo!
Offerta del mese

 

BioChef Axis è il primo estrattore di succo orizzontale della marca australiana BioChef. La filosofia di questa casa produttrice consiste nell'offrire la più alta qualità al miglior prezzo.Robot da cucina: fa pasta (spaghetti e noodles), baguette, sorbetti, gelati, omogeneizzati, salse, latte vegetale, burro di frutta secca e molto altro!BioChef Axis Cold Press Juicer è un eccellente estrattore lento, masticatore orizzontale e robot da cucina.Tutte le parti mobili sono fatte in Tritan!

 

Vedi prodotto

Novità
Bio-mex Formato Maxii!!850g incluse 2 spugne speciali rettangolari
Novit del mese

 

Bio-mex .. Grazie ai suoi componenti naturali, biologici e degradabili e’ un aiuto indispensabile per la pulizia della casa e per la gastronomia, scioglie il calcare e il grasso dalle superfici.Ideale per la pulizia e la cura di: acciaio, alluminio, argento, oro, rame, ottone, smalto, stagno, vetro, plastica liscia, legno laccato, ceramica, piastrelle, wc, lavandini, vasche da bagno, lavelli, piani di cottura, pentole, scarpe da ginnastica!
Inoltre e’ anche economico perche' puo' essere un buon sostituto a molti detersivi!
Vedi prodotto

Prenota la tua vacanza benessere!

Cerca

http://www.benessere.com/aec/privacy.htm


copyright © 1999-2019 Vertical Booking S.r.l. - CONTATTI | PUBBLICITÀ | SHOPPING ON-LINE | COOKIE POLICY | PRIVACY

Vertical Booking S.r.l. - Piazza Pontida, 7, 24122 Bergamo (Italia)
CF/P.IVA 02657150161 | REA: BG-312569 | Capitale sociale 100000 € interamente versato