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11 settembre 2015


Nordic Walking, lo sport si fa cura

A cura di Welly

Il Nordic Walking, la camminata sostenuta dall'utilizzo di bastoncini, si è diffuso a partire dalla fine degli anni '90 fino a diventare una vera attività sportiva, anche se resta praticato più a livello amatoriale. Su benessere.com è presente una scheda ricca ed esaustiva che spiega, tra l'altro, come l'attività favorisca una camminata corretta, fluida e armonica. Da qui ne derivano una serie di benefici che vanno dal miglioramento della coordinazione al potenziamento della resistenza aerobica, del sistema cardio-respiratorio e circolatorio fino all'effetto antistress e antidepressivo derivato dalla modalità con la quale viene praticato, cioè all'aperto. Apprendo ora di una iniziativa dell’Associazione Italiana Sclerosi Multipla che, unitamente alla Scuola Italiana di Nordic Walking, sta portando in giro un progetto volto a valorizzare la disciplina come utile per contrastare gli effetti di patologie come la Sclerosi Multipla, appunto, ma anche il morbo di Parkinson e le malattie metaboliche in generale. Questo per i motivi suddetti (la capacità di stabilizzare l'equilibrio e favorire la coordinazione) e per l'effetto benefico che la 'passeggiata con bastoncini' ha sul metabolismo. Il progetto in questione si chiama Nordic Tales, è rivolto alle persone affette da sclerosi multipla così come a coloro che vogliono imparare una tecnica che ha bisogno di essere adeguatamente spiegata per sortire i suoi benefici effetti. I prossimi appuntamenti sono sabato 12 settembre alle 16.30 a Milano (Parco Sempione (ingresso Viale Gadio, angolo Piazza Castello), mercoledì 16 settembre allealle 18.30 al Parco La favorita di Mirandola, sabato 19 settembre nuovamente a Milano, sempre alle 16.30 stavolta al Centro Sportivo XXV Aprile (Via Cimabue, 23) e mercoledì 23 settembre alle 18.30 a Campogalliano-Laghi Curiel.

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04 settembre 2015


Gli italiani trascurano le cure

A cura di Welly

Il quotidiano La Repubblica, qualche giorno fa, l'ha pubblicata in prima pagina. Perché la notizia che gli italiani non si curano a dovere, almeno quelli che ne avrebbero davvero bisogno, desta giustificate preoccupazioni. Lo dice l'Aifa, l'Agenzia Italiana del Farmaco con un rapporto OsMed che denuncia la scarsa aderenza di numerose persone alle indicazioni che vengono loro fornite dai medici in merito alle dosi di farmaci da assumere, della frequenza con la quale dovrebbero assumerli e alla durata del trattamento farmacologico. Per dire: su 4 milioni e mezzo di italiani che soffrono di ipertensione, ben il 44,5% non rispettano la necessaria continuità nell'assumere i farmaci loro prescritti. Questo solo relativamente alla patologia più diffusa; altri dati, seppure riferiti a fasce di popolazione più ristrette, sono ancora più allarmanti. Su 1,8 milioni che dovrebbero assumere le statine, ovvero i farmaci che tengono sotto controllo il colesterolo, il 56,9% interrompe la terapia o comunque non la effettua nelle modalità stabilite, percentuale che sale addirittura all'86,1% nei casi del milione e 300.000 persone che soffrono di asma o di sindromi ostruttive delle vie respiratorie. E ancora: nel milione di italiani che dovrebbero curarsi la depressione, ve ne sono oltre 600.000 che non lo fanno, gli 807.000 malati di diabete mellito trascura la terapia per il 37,8% e quelli malati di osteoporosi (330.000) per il 53,2%. Non è la prima volta che l'Agenzia Italiana del Farmaco solleva il problema, dopo aver raccolto i rapporti di un campione di medici di famiglia. E sulla causa del fenomeno non tutti sono d'accordo. Chi lo imputa alla crisi economica e ad un peggioramento della qualità della vita e chi al difetto di comunicazione tra medico e paziente, ove il secondo assume iniziative per proprio conto e il primo non segue abbastanza i propri pazienti, che andrebbero responsabilizzati e bene informati, con periodicità, sulle conseguenze cui potrebbero andare incontro interrompendo una terapia o effettuandole con modalità 'fai da te'.

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28 agosto 2015


Un decalogo per il perfetto rientro in città

A cura di Welly

La Sindrome da Rientro, ovvero l'insieme dei disagi che possono emergere con la fine delle vacanze, sembra colpire il 50% della popolazione, ovvero un italiano su due. E' quanto emerge da uno studio del magazine online In A Bottle che ha raccolto le opinioni di 1000 italiani, tra uomini e donne. Se per il 24% delle persone le vacanze sono sempre troppo brevi rispetto al riposo necessario dopo un anno di lavoro, un 18% vive la prospettiva del rientro con ansia, un 31% con preoccupazione e il 27% tendono alla depressione. Spiega lo psichiatra Michele Cucchi, direttore sanitario del Centro Medico Santagostino di Milano, "la sintomatologia relativa alla Sindrome da Rientro può essere caratterizzata da senso di stanchezza, difficoltà di concentrazione, mal di testa, sensazione di stordimento, confusione, attivazione neurofisiologica con tachicardia, iper-sudorazione, dolori muscolari, oltre che sintomi a maggior connotazione affettiva come perdita di entusiasmo, irritabilità, rimuginio e chiusura relazionale.". E poi c'è il problema dell'alimentazione che durante le vacanze è spesso all'insegna della sregolatezza: "La vacanza spesso determina alcuni effetti nocivi sulla salute – ha affermato Luca Piretta, nutrizionista e gastroenterologo, specialista in Scienza della Nutrizione Umana all’Università La Sapienza di Roma – Spesso è sinonimo di sregolatezza di orari, cambi dei ritmi sonno-veglia si tende ad eccedere con gli alcolici, altro fattore nocivo per l’integrità cellulare, e talvolta ci si lancia in sport estremi o di resistenza senza l’adeguato allenamento o preparazione alimentare. Per ultimo, si rischia il rientro dalle vacanze con qualche chilo di troppo, in particolare le persone che tendono ad ingrassare e che durante la vacanza non hanno potuto o voluto mantenere il loro corretto regime alimentare."
E allora ecco un decalogo per affrontare adeguatamente il rientro il città, formulato sulla base dei suggerimenti di 30 esperti tra psicologi, sociologi e nutrizionisti:
1) Regolare gli orari dei pasti: possibilmente 5 piccoli pasti al giorno.
2) Aumentare le quantità di frutta e verdure fresche e di stagione.
3) Se in sovrappeso ridurre le calorie.
4) Bere regolarmente acqua ricca di sali minerali per mantenere in equilibrio facoltà intellettive e umore.
5) Eliminare l’alcol per un mese.
6) Evitare esercizi fisici eccessivi e praticare una blanda attività fisica.
7) Ripensare le tue abitudini per sentirti più padrone del tuo tempo.
8) Non buttarsi a capofitto nell’operatività.
9) Riprendere con gradualità: non tutte le cose che sentite di dover fare sono così urgenti.
10) Non riempirsi di impegni ma porsi obiettivi raggiungibili.
Sul tema, si segnalano anche le opinioni della psicologa e psicoterapeuta Dott.ssa Marianna Berizzi nei videoconsigli di Benessere.com Tv e un test su benessere.com per verificare le proprie capacità di mantenere i benefici prodotti dalle vacanze.

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21 agosto 2015


Arriva il Viagra per le donne

A cura di Welly

E alla fine l'ha spuntata. La Sprout Pharmaceuticals potrà produrre il cosiddetto "Viagra rosa", la pillola in grado di trattare il Disordine del Desiderio Sessuale Ipoattivo (HSDD) nelle donne in pre-menopausa. E con lei, l'hanno spuntata quelle associazioni femministe che si sono battute per la commercializzazione di un prodotto che compensasse il Viagra, in nome della parità di genere. Ce ne siamo occupati qui nello scorso giugno, riprendendo la notizia dell'approvazione della Federal Drug Administration (Fda) per l'utilizzo del flinbaserin, come si chiama scientificamente il farmaco, vincolato ad ulteriori ricerche della casa farmaceutica per eliminare gli effetti collaterali inizialmente rilevati come la sonnolenza, nausea e i giramenti di testa. Superato quest'ultimo scoglio, la Fda come già annunciato ha dato il suo via libera definitivo e nel tempo prestabilito, cioè entro agosto. Ed ora il flinbaserin (o filibanserina) ha anche un nome commerciale, Addyi e una data di entrata in commercio, almeno negli Stati Uniti, il 17 ottobre prossimo. Il farmaco dovrà essere prescritto da medici autorizzati dalla Fda e, come avevamo già scritto, per produrre i suoi effetti andrà assunto quotidianamente (mai associato all'alcol o ad altre medicine, perché in questo caso produrrebbe l'effetto opposto a quello desiderato, ovvero sonnolenza). Alta è ovviamente la curiosità di sapere come Il Viagra al femminile (che ora potremo chiamare con il suo nome) potrà cambiare la vita sessuale delle donne americane e in che numero; se il prodotto avrà il successo che si pensa, anche per effetto della grande pubblicità procurata dal dibattito che tiene banco da mesi sui media americani - la pubblicità diretta alle consumatrici non potrà avvenire prima di 18 mesi - è prevedibile che altre case farmaceutiche saranno incoraggiate a produrre prodotti in concorrenza, anche generici, come già avvenuto con il Viagra. Che però, lo ribadiamo, agisce in modo totalmente differente da Addyi, in quanto il primo cura l'impotenza facendo sì che il sangue affluisca in misura maggiore verso il pene mentre il secondo è fondamentalmente un antidepressivo che incrementa i neurotrasmettitori alla base dell'eccitazione sessuale. Forse, dicono gli scettici.

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14 agosto 2015


Pillole per dimagrire, con queste non si può

A cura di Welly

Possono trattare l'ansia, la depressione, il diabete, l'ipertensione e l'epilessia ma da qualche giorno non potranno più essere utilizzate per cure dimagranti. Sono sette sostanze - triac, clorazepato, fluoxetina, furosemide, metformina, bupropione e il topiramato - che fino ad oggi costituivano, singolarmente o associate tra loro, la base di preparazioni magistrali da parte dei farmacisti a scopo dimagrante e che ora il Ministero della Sanità ha vietato ai medici di prescrivere e ai farmacisti di allestire, perché ritenute pericolose per scopi che non siano quelli suindicati. Seguendo lo stesso destino che aveva già toccato, nel maggio e nel luglio scorso, altre due sostanze, la fenilpropanolamina/norefedrina e la pseudoefedrina. Il Ministro Lorenzin ha quindi accolto la richiesta dell'Agenzia italiana del farmaco, che a sua volta aveva recepito l'allarme proveniente dalla Rete nazionale di farmacovigilanza per cui l'utilizzo improprio della sostanze segnalate, specialmente se associate, possono causare disturbi psichiatrici e reazioni che coinvolgono negativamente il sistema cardiovascolare. Ma non è tutto: nella sua nota sul Decreto, il Ministero segnala come le combinazioni tra le varie sostanze "non sono mai state studiate secondo sperimentazioni cliniche regolari, risultano sprovviste di foglietto illustrativo e scheda tecnica a cui il paziente possa fare riferimento per informarsi sulle caratteristiche del prodotto e che la documentazione disponibile sui singoli principi attivi non garantisce la sicurezza degli stessi, quando sono somministrati in associazione tra loro. È noto altresì che le reazioni avverse da preparazioni magistrali sono meno segnalate di quelle dei farmaci." Nel decreto si fa inoltre riferimento al divieto di utilizzare le sostanze indicate in associazione, anche per scopi diversi da quelli della cura dimagrante.

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