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11 luglio 2014


Occhio alla pianta che fa bene!

A cura di Welly

Ho ricevuto ieri un comunicato stampa relativo ad un libro appena uscito che mi incuriosisce molto. L'autore, Fabrizio Zara, è un esperto di flora medicinale ed è il curatore del giardino medicinale di Aboca, l'azienda erboristica che ha voluto creare, qualche anno fa, una sorta di laboratorio fito-chimico a cielo aperto per studiare il "comportamento" di alcune piante e fornire materie prime di provenienza certa per studi e ricerche. Ebbene, Fabrizio Zara con "Botanica urbana" si occupa di un aspetto della botanica dai risvolti originali e inediti. Partendo dal presupposto - giusto - che la maggior parte di noi non presta molta attenzione alla vegetazione spontanea della città (quelle "erbacce" che si trovano un po' ovunque, ad esempio sui muri, ai bordi delle strade e sulle recinzioni), egli ci spiega come alcune piante siano invece preziose per le loro proprietà medicinali. Un esempio per tutti: ai margini delle strade, così come nei guard rail delle autostrade, si possono rintracciare facilmente piante di cicoria selvatica e di malva silvestre, due piante ben note per l'ottima azione che svolgono sulla flora batterica dell'apparato digerente. E ancora: nei prati cittadini è abbastanza usuale imbattersi nel tarassaco, dalle ottime proprietà depurative, digestive, epatiche. Leggo che la prefazione del libro è di Michele Serra e che il libro è strutturato in schede dal contenuto agile, utile e illustrate con fotografie. E leggo che costa solo 5 euro, il che non guasta certo!

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04 luglio 2014


Peperoncino, benessere estivo

A cura di Welly

Può sorprendere il binomio tra peperoncini ed estate ma tant'è: leggo oggi di una ricerca effettuata dalla Purdue University di Indianapolis per cui mangiare peperoncini (o condire con essi una pietanza, magari al posto del sale) aiuta a ridurre gli eccessi di cibo estivo grazie all'effetto che produce la sostanza piccante contenuta nelle bacche, la capsaicina, che induce a mangiar meno sia cibi salati che cibi dolci. Un altro studio, pubblicato in Alimentari Pharmacolology e Therapeutics, elogia le proprietà del peperoncino per combattere i bruciori di stomaco, le dispepsie. Un'azienda che commercializza piantine di peperoncino, infine, promuove la coltivazione casalinga della pianta come rimedio antistress da adottare proprio in estate. Pare che coltivarli, d'altronde, sia semplicissimo e che non necessiti di spazi particolari: se pure non si dispone di un'aiuola basterà un vaso dove interrare le piantine che sono pronte a fruttificare nel giro di poco più di un mese. Il benessere, in questo caso, passa anche attraverso il piacere della vista: le piantine di peperoncino sono infatti molto ornamentali e alcune proprietà hanno forme davvero curiose, come il Rocotillo, ad esempio, che assomiglia al rosso copricapo del vescovo o il Cayambe, che ricorda le fiamme delle candele!

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27 giugno 2014


Vivi più a lungo ma senza TV

A cura di Welly

Leggendo ciò che riporta la sezione Salute della versione on-line La Stampa, rimpiango quei tempi durante i quali se non trovavo nulla di interessante in televisione (ciò che accadeva spesso, fino a qualche anno fa) semplicemente la spegnevo e leggevo un bel libro. Oggi, invece, l'offerta è diventata talmente ampia e diversificata che talvolta spengo la TV solo per sfinimento. E ora leggo, sulla Stampa.it appunto, di un nuovo studio pubblicato sul Journal of American Heart Association nel quale un gruppo di ricercatori dell'Università spagnola di Navarra sostengono che una visione quotidiana di televisione dalle tre ore in su (per quanto riguarda la sera, sono in piena casistica!) aumenta sensibilmente (il doppio!) il rischio di morte prematura tra le persone adulte. Proseguo nella lettura, e scopro che il nesso tra guardare la Tv riguarda la sedentarietà. E, allora, mi chiedo: e tutto il tempo che trascorro quotidianamente davanti al computer, dove lo mettiamo? Ebbene, pare che invece qui un nesso con una maggiore mortalità non ci sia o quantomeno una eventuale correlazione dovrà essere oggetto di approfondimenti, così come anche quella tra mortalità e tempo trascorso alla guida dell'automobile. Lo studio ha preso in esame un campione di 13.284 spagnoli, laureati (qui, scusate, mi sfugge il nesso), con un’età media di 37 anni e con 60% composto da donne. Dopo aver seguito il campione per oltre 8 anni, i ricercatori hanno contato 97 morti, 19 morti per cause cardiovascolari, 46 per cancro e 32 per altre cause. Tra i deceduti, era elevata la percentuale di persone che usavano trascorrere più di tre ore davanti alla televisione, circa il doppio appunto. TV dipendenti avvisati, mezzi salvati?

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20 giugno 2014


Smettere di bere si può

A cura di Welly

I numeri relativi all'alcolismo in Italia sono davvero impressionanti. Li ho riascoltati ieri nel corso di un convegno che si è svolto alla Camera dei Deputati: 8 milioni di persone che hanno consumi di alcol a rischio e 1 milione di persone effettivamente alcoldipendenti con costi sanitari e sociali stimati in 22 miliardi l'anno. Nel convegno in questione si è fatto il punto sugli approcci per il trattamento dell'alcoldipendenza, trattamento che peraltro non è molto popolare visto che, come è stato evidenziato, nel 2012 soltanto 69.000 persone delle circa 850.000 persone che avrebbero bisogno del sostegno medico si sono rivolte alle oltre 450 strutture di cure e riabilitazione del Servizio Sanitario Nazionale che sono presenti nel territorio. Chissà che questo nuovo approccio, sempre presentato ieri e adottato per primo al Day Hospital di Psichiatria e Farmacodipendenze dl Policlinico Gemelli di Roma a partire dal mese di marzo scorso, non rappresenti un punto di svolta. L'approccio si chiama "Soft Therapy" e parte dal presupposto che molti utenti che hanno problemi di alcoldipendenza sono riluttanti rispetto alla prospettiva di smettere improvvisamente e totalmente di bere. La Soft Therapy, invece, si propone di accompagnare l'alcoldipendente attraverso un percorso finalizzato all'astensione ma che prevede tappe graduali e quindi meno radicale rispetto al percorso diciamo "tradizionale". Il percorso inizia, com'è giusto, con un dialogo franco tra paziente e medico durante il quale il primo è chiamato a descrivere nei dettagli le sue abitudini rispetto all'alcol, dopodiché si concorda insieme l'obiettivo da raggiungere che dovrà essere condiviso, accettabile e realistico. Inizia così il programma terapeutico che include una terapia farmacologica con utilizzo di un nuovo farmaco da assumere secondo necessità (si tratta di un modulatore del sistema degli oppioidi, indicato per la riduzione del consumo di alcol in pazienti adulti), di una terapia riabilitativa di gruppo che dovrebbe aiutare il paziente a responsabilizzarsi rispetto al percorso intrapreso e ai risultati da ottenere (nella terapia è considerata fondamentale la pratica di redigere regolarmente un "diario del bere") e infine i colloqui periodici con il medico, per valutare i progressi della terapia.
Nei tre mesi che la "Soft Therapy" è stata messa in atto al Gemelli, i medici hanno ricevuto 70 richieste del trattamento; significativo il fatto che oltre il 60% delle richieste provenivano da persone che non avevano mai cercato aiuto per il loro problema. Certo, gli alcoldipendenti che decidono di seguire questo percorso, un altro problema dovranno affrontarlo ed è quello dell'elevato costo del farmaco, attualmente non rimborsabile dal SSN ma che ci si augura venga considerato al più presto un "salvavita" a tutti gli effetti.

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13 giugno 2014


Il programma salva-coppia in vacanza

A cura di Welly

Su benessere.com è appena apparsa una videointervista della brava Silvia Valenti ad una psicologa sul tema delle "coppie che scoppiano in vacanza" e su come scongiurare liti che sembrano quasi inevitabili. Sul tema, registro anche l'intervento della coppia ideatrice del programma in Rete "coaching per coppia", formato dalla psicoterapeuta Daniela Rossi e dal coach Diego Divenuto. I due, legati nella vita oltre che nel lavoro, hanno stilato un vero e proprio "vademecum" per la coppia in vacanza che definiscono, appunto, salva-coppia e salva-vacanza. Al primo punto c'è: "prima di scegliere la vacanza è importante condividere le aspettative reciproche"; “Ci si può confrontare anche in modo scherzoso o leggero - chiarisce Daniela Rossi - ma fate in modo di scegliere una destinazione e una sistemazione che possa incontrare i bisogni di entrambi: se il mio sogno è l’idillio del rilassante villaggio all inclusive e decidiamo per il campeggio con tenda e fornelletto da campo, può essere che il romanticismo ne risenta, a causa dello stress da adattamento, almeno per uno di noi”.
Al secondo punto: "mettere in conto le difficoltà: qualche intoppo potrebbe verificarsi", ciò che accade sopratutto nei primi giorni di vacanza, considerati i più difficili perché sono quelli dell'adattamento. "Partire con una bella dose di autoironia" è al terzo posto, seguito da "Lasciare il lavoro, i colleghi o gli amici a casa per dedicarsi a se stessi e al partner". Seguono "Sperimentare cose nuove anche fra le lenzuola e conclude "Fare buon uso dell’ultimo e tecnologico smartphone appena comprato: fotografare i momenti più belli", ovvero crearsi una sorta di serbatoio di emozioni da rievocare nei momenti del bisogno.
Aggiunge il coach Diego Divenuto: "Pensate che la vacanza è sì un momento di svago e di leggerezza, ma anche e soprattutto un’occasione per la coppia per ri-trovarsi e ri-conoscersi.  Riavvicinarsi, lasciar andare le tensioni, perdonare alcune incomprensioni maturate durante l’anno e nei periodi di stress è molto più facile se siamo disposti a perdonare e guardare al partner con curiosità, abbandonando l’idea di sapere già tutto di lui/lei.”
Buona vacanze!

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