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16 giugno 2017


Un controllo ci salverà. Gratuito per un mese.

A cura di Welly

Lo riporta il sito Dagospia, sempre attento a questioni che riguardano il sesso e piuttosto incline al gossip, ma la fonte è di tutto rispetto, ovvero la Società italiana di Urologia (SIU), la diffusione a cura dell’ANSA e l’argomento di indubbia serietà. La SIU ha reso noti dei dati legati alla situazione dei maschi italiani, per il 53% sofferenti di problemi alla prostata, con poco meno di uno su tre che soffre di qualche disturbo sessuale, come la disfunzione erettile (3 milioni di persone) e l’eiaculazione precoce (4 milioni). Sempre la SIU denuncia una diffusa disinformazione da parte dei giovani sulla materia, e la loro inclinazione a dare retta alle false informazioni che circolano su Internet. Le patologie si dividono quindi tra prostatite o tumore della prostata (53%), disfunzione erettile (15,5%), eiaculazione precoce (7,5%), calo della libido (7,6%) fino alle patologie testicolari che colpiscono la popolazione maschile tra i 25 e i 75 anni di età. I dati derivano da una ricerca condotta attraverso schede compilate in 81 centri urologici, dunque appaiono statisticamente rilevanti. E sulla base di questi dati, appare quanto più opportuna la nuova (dopo la prima esperienza dell’anno scorso) campagna di prevenzione lanciata dalla SIU, #Controllati. Fino al 15 luglio sarà possibile prenotare una visita urologica gratuita in uno dei centri aderenti all’iniziativa tramite il sito www.controllati.it o telefonando al numero 800.822.822 (dal lunedì al venerdì dalle 9 alle 18) mentre sarà anche attiva una App dedicata, nella quale si può tra l’altro effettuare un test di autovalutazione. Nel sito di “#controllati” si scopre che solo 9 maschi su 10 effettuano una visita urologica quando sono presenti ed evidenti gravi patologie e che dunque la prevenzione è decisamente poco praticata. Ma è utile sapere che la prevenzione è in grado di ridurre la frequenza sia delle patologie tumorali che quelle benigne relative all’apparato urologico.

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09 giugno 2017


La dieta del frullato? Non esiste

A cura di Welly

“Sono a dieta, oggi pranzo con un frullato…”. L’avremo sentita mille volte, questa frase, tanto da darle patente di verità. Ma verità non è: i frullati non sono adatti a sostituire il pranzo, non fanno dimagrire e non sono neppure detossinanti. Ai falsi miti su frullati e centrifughe, Il Corriere della Sera on line ha dedicato qualche giorno un articolo con le valutazioni del Dott. Stefano Erzegovesi, specialista in scienza dell’alimentazione al Centro per i disturbi alimentari dell’ospedale San Raffaele Turro di Milano. Il quale spiega prima di tutto che sia centrifugati che estratti sono generalmente molto poveri di fibre, che si ritrovano invece integralmente conservate nei frullati. Nei frullati, però, si tende a mettere più frutta che verdura, così che è facile assumere più fruttosio di quanto non si dovrebbe: altro che dimagrire! Se poi, invece, si sostituisce il pranzo con un frullato di verdure, difficilmente si arriverà all’ora di cena in buona forma, non avendo assunto sufficiente contenuto calorico per affrontare la giornata. Stesso discorso vale, ovviamente, per la prima colazione che, se a base di frullati, non può garantire il giusto livello energetico. In quanto ai presunti effetti detossinanti dei frullati, anche qui il medico è impietoso: guai a pensare che le tossine possano essere eliminate solo con un frullato. Corretto, invece, in questo caso adottare un’alimentazione equilibrata, dormire il tempo necessario e svolgere un po’ di attività fisica.

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26 maggio 2017


La festa del digiuno, chi può e chi non può

A cura di Welly

E’ ancora una volta La Stampa, nella sezione Salute della versione digitale, ad attirare oggi la mia attenzione con un articolo dedicato alle regole alimentari da osservare nel periodo del Ramadam e le loro connessioni con la salute. Il Ramadam è il periodo di digiuno (o quasi) che i musulmani devono osservare per circa un mese: inizia proprio oggi venerdì 26 maggio e si concluderà sabato 24 giugno. Durante questo periodo i musulmani (in Italia se ne contano 2 milioni) invertono le ore di veglia con quelle del sonno con conseguente modifica delle abitudini alimentari: possono mangiare e bere solo prima dell’alba o dopo il tramonto. Quest’ultimo pasto è decisamente modesto: yogurt e frutta (e bevande). Più ricco quello dell’alba, prima della quale si possono mangiare fino a tre portate. L’articolo della Stampa osserva però che a Tunisi o a Marrakech il sole tramonta prima che da noi, portando il tempo di digiuno per i musulmani che vivono in Italia a quasi 16 ore, con inevitabile ricaduta sull’attività lavorativa. Ma è lo stesso regime alimentare adottato durante il Ramadam ad essere tutt’altro che salubre, annoverando poche proteine e pochi grassi, specialmente quello mattutino che è generalmente a base di alimenti ad alto indice glicemico. Ma il Ramadam, va specificato, non è per tutti: proprio per tutelare la salute, le autorità religiose musulmane ammettono eccezioni per tutte quelle persone cui il digiuno mette a rischio la vita: tra queste a quelle che soffrono di problemi cardiovascolari, di malattie del sistema immunitario, di diabete (ma moltissimi musulmani diabetici ignorano deliberatamente l'esenzione), ai malati di tumore alle le donne in gravidanza si raccomanda di evitare il digiuno. E ci sono anche quelli, viceversa, cui il digiuno può fare bene, a chi soffre di ipertensione e ipercolesterolemia. In tutti i casi, gli esperti (anche musulmani) consigliano di consultare il proprio medico per verificare se l’osservanza della regola religiosa non sia troppo nociva per la salute.

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19 maggio 2017


Il mal di testa, questo sconosciuto

A cura di Welly

Ci sono mal di testa e mal di testa ma in ogni caso la cefalea è un problema con il quale ogni giorno fanno i conti milioni di persone, in prevalenza donne. E i mal di testa vanno riconosciuti perché in alcuni casi possono degenerare nella cronicità e diventare invalidanti: la cefalea è la terza causa di disabilità al mondo. Ce lo ricorda l’iniziativa della Società Italiana per lo Studio delle Cefalee che per domani 20 maggio promuove per la nona volta la Giornata Nazionale del Mal di Testa che prevede una serie di eventi in 18 città italiane, tra incontri, mostre, open day di ambulatori e Info Point. Nell’occasione, la sezione Salute del sito di La Stampa ripropone uno Speciale in 5 capitoli già pubblicato due anni che aiuta ad orientarsi sulla patologia, partendo dai tipi di mal di testa che tra primari e secondari raggiungono il considerevole numero di 150 unità differenti. Si passa poi a trattare le cause e i rimedi, dalle soluzioni farmacologiche ai rimedi della medicina complementare e quelli ‘fai da te’, ovvero casalinghi. Rimedi legati anche alla prevenzione, che contemplano tra gli altri l’utilizzo dell’agopuntura come pratica generalmente efficace per la profilassi emicranica, come pure la fitoterapia e le tecniche di rilassamento. Una pagina dello Speciale è dedicato a sfatare la credenza per cui certi alimenti possano provocare il mal di testa: l’incidenza delle intolleranze alimentari tra chi soffre di emicrania è quasi insignificante, meno dell’1%. Infine un elenco dei centri specializzati cui rivolgersi in casi di mal di testa recidivi in modo tale da avere una diagnosi precisa del tipo di cefalea e di conseguenza adottare terapie mirate e adeguate.
Le città coinvolte nella IX Giornata Nazionale del Mal di Testa sono Ancona, Bari, Bergamo, Brescia, Catania, Catanzaro, Cavallino, Lecce, Modena, Padova, Palermo, Pavia, Reggio Calabria, Roma, Sant’Agata di Militello, Terni, Trebisacce e Varese e l’elenco dei relativi eventi è disponibile alla pagina: http://www.sisc.it/ita/dai-un-calcio-al-mal-di-testa_8.html

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12 maggio 2017


Senza glutine, solo chi deve

A cura di Welly

La Settimana Nazionale della Celiachia, che si svolge da domani 13 fino al 21 maggio, è una occasione per veicolare alcuni messaggi e sfatare alcune credenze legate ad una patologia che solo in Italia conta 600.000 casi, l’1% della popolazione. Promossa dall’Associazione Italiana Celiachia (AIC), con il patrocinio dell’Associazione Nazionale Dietisti (ANDID), l’edizione di quest’anno si concentra sulla nutrizione e sull’educazione alimentare, ribadendo come ci siano ancora troppi italiani che seguono una dieta gluten-free senza averne bisogno. Si calcola, infatti, che circa un prodotto senza glutine su tre viene acquistato da persone che credono così di curare il proprio benessere e magari anche di dimagrire. Ma così non è: uno studio appena pubblicato sul British Medical Journal dimostra chiaramente come il consumo di prodotti senza glutine a chi non è celiaco non sortisce alcun effetto, in particolare non riduce il rischio cardiovascolare, anzi potrebbe addirittura essere una pratica nociva in tal senso. Viceversa, l’esclusione del glutine in chi è affetto da celiachia è al momento l’unica terapia possibile da seguire, “un vero e proprio ‘salvavita’” - spiega Giuseppe Di Fabio, presidente AIC - “perché la celiachia è una malattia irreversibile e chi ne soffre deve nutrirsi senza glutine per tutta la vita, in ogni circostanza”. E però la dieta corretta viene adottata solo da una parte dei celiaci, in quanto la grande maggioranza delle persone interessate dalla patologia ne sono inconsapevoli. Durante la Settimana Nazionale della Celiachia si svolgeranno diversi eventi, sarà possibile rivolgere domande a medici e dietisti attraverso mail e chat (tutte le relative informazioni sono presente sul sito dell’AIC, www.celiachia.it), si potrà scaricare gratuitamente la guida “Sport&Celiachia” e naturalmente si potranno aver notizie corrette e aggiornate sull’alimentazione senza glutine.

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