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06 febbraio 2013

Come riscoprire i 5 sensi in viaggio ed imparare ad ascoltarli.

A cura di Dott.ssa Francesca Di Pietro

Come riscoprire i 5 sensi in viaggio ed imparare ad ascoltarli

 

Il viaggio per molti è visto come momento rigenerativo, di riscoperta, di recupero di sé stessi. Per ascoltare se stessi e il proprio corpo bisogna togliere il rumore, cercare un contesto non necessariamente lontano, ma sicuramente diverso da quello che si vive quotidianamente.

Portare un soggetto in un luogo nuovo crea una micro crisi, la persona ha bisogno di ricostruire i suoi punti fermi, ed è proprio in quel lasso di tempo che siamo più predisposti all’ascolto di noi stessi. 

La mente e il corpo sono indissolubilmente legati, modificare il corpo provoca cambiamento sulla mente e viceversa. Noi uomini del terzo millennio abbiamo delle strutture razionali molto solide, abbiamo difficoltà a lavorare sulla mente, perché siamo abituati a proteggerci con meccanismi di difesa molto funzionali, per rimanere ancorati alle nostre aree di confort. Partire dal corpo, partire dai sensi per ritrovare la centratura del sé. Le vacanze generalmente hanno una finestra temporale ridotta, quindi per massimizzare l’effetto rigenerante bisogna lavorare in tandem su corpo e mente.

In che modo possiamo sfruttare a pieno i nostri sensi per ritrovare il benessere nel viaggio?

  • Tatto:

Lo sapete perché è piacevole ricevere un massaggio? Nella nostra cultura il contatto corporeo è relegato quasi esclusivamente alla sfera erotico intima, l’idea che qualcun altro ci accarezzi ci irrigidisce, tranne che nel massaggio.

Il contatto rilassa, i corpi sfiorandosi lasciano fluire la loro energia. A livello inconscio, con il massaggio sciogliamo i blocchi della nostra mente, ci abituiamo a sentire, ad usare l’organo più esteso del nostro corpo: la pelle, che di solito usiamo solo al 2-3%.

  • Vista:

Avete mai visto l’orizzonte? Di solito si, quando siamo al mare, guardare un infinito blu ci da serenità, apertura, ma è solo quello il modo di vedere l’orizzonte? Tanto blu a perdersi davanti a noi?

Vedere ed osservare, due concetti ben diversi, lo sappiamo; ma l’abbiamo mai messo in pratica? Ci sono persone che vedono cose che per noi sono impercepibili, semplicemente perché non siamo abituati a guardare come loro. Chi di voi ha fatto un safari fotografico potrà confermare quello che dico, in Africa le guide vedono cambiamenti che noi non percepiamo neanche con il binocolo, riescono a riconoscere un giaguaro o un leone a centinaia di metri di distanza, semplicemente perché interpretano i cambiamenti in modo diverso, sono sensibili a piccole sfumature, perché sono abituati a vivere in spazi aperti ad non avere ostacoli davanti ai loro occhi, ad avere l’orizzonte ovunque. Si può imparare a riscoprire la vista, a tornare ai nostri istinti, a leggere quello che la natura ci dice ogni giorno. Mi ha molto colpito una frase detta durante una mia intervista da un viaggiatore che ha attraversato tutto l’Oceano Pacifico in barca a vela: “Con il tempo ho imparato a leggere le nuvole, ad interpretare quello che il cielo ogni giorno ci diceva.”

  • Udito:

Togliendo il rumore si riscoprono i suoni. Vi siete mai soffermati ad ascoltare i suoni di casa vostra di notte? Sono assordanti, ogni volta mi stupisco di come si possa dormire placidamente. Avete mai ascoltato i racconti di qualcuno che è andato nella foresta pluviale, o in un bosco in campeggio? La maggior parte delle persone non riesce a dormire per i rumori, ma se li dovessimo misurare in decibel sono sicuramente inferiori a quelli di una metropoli, ma sono diversi, sconosciuti, quindi fastidiosi. Ogni volta che ascoltiamo un suono diamo un’interpretazione dell’evento, più l’evento è conosciuto e più non ci crea turbamento, ma se siamo in un luogo di cui non conosciamo i suoni, ci interrogheremo continuamente sul significato; la nostra mente sarà, senza volerlo, sempre a lavoro. Quando la nostra mente non conosce quello che gli sta intorno è il momento in cui possiamo apprendere qualcosa di nuovo. Lasciamo venir fuori l’emozione correlata al suono, senza bloccarla, senza manipolarla, vediamo dove ci porta il nostro corpo, prendiamoci la paura, la sorpresa, il rilassamento, facciamo decidere alle nostre orecchie e non al cervello, magari potremmo avere delle piacevoli soprese.

  • Olfatto:

L’olfatto è il senso che da un impatto emotivo più forte, semplicemente perché non abbiamo ancora imparato a manipolarlo bene. Questo è il motivo per cui, mentre passeggiamo e odoriamo il profumo di uno sconosciuto, ci viene in mente una persona cara, o perché l’odore della pasta frolla ci ricorda quando eravamo bambini. Ognuno di noi ha degli odori emotivi, degli odori che sono in grado di scatenare una risposta emozionale forte e dirompente, forse non tutti sanno quali sono. Quando viaggiamo, soffermiamoci sugli odori di ciò che c'è intorno, non solo sui profumi, ma sulla vera natura dei luoghi; saranno quelli che verranno legati per sempre ai nostri ricordi.

  • Gusto:

Forse questo è il senso più associato ai viaggi. La cultura si esprime da sempre con la cucina e conoscere le cucine di popoli lontani ci aiuta a comprenderli.

Oltre che provare le delizie regionali, i piatti nazionali, i piatti tipici, leggiamo l’aspetto antropologico dietro alle ricette. Anche sui sapori ci sono spesso pregiudizi, perché un gambero in pastella dovrebbe essere più appetitoso delle cavallette fritte con il guacamole? Non sono pur sempre animali simili cucinati in modo simile? Perchè ogni piatto della tradizione messicana ha bisogno di tantissime ore per essere preparato? Fidiamoci delle altre culture, viaggiamo proviamo assaggiamo e siamo solo noi i giudici del nostro gusto.

 

L’esperienza multisensoriale del viaggio vuol dire proprio che, in ogni luogo, coinvolgiamo quanti più sensi è possibile. Stare sotto la pioggia in spiaggia o in un bosco non è la stessa cosa, il rumore sarà sicuramente diverso, l’acqua sulle foglie è più metallica dell’acqua sulla sabbia, il tatto e quindi la sensazione della pioggia sulla pelle, magari la temperatura sarà diversa e l’odore sarà necessariamente diverso, quale ci piacerà di più? Dipende da noi, da quale emozione associamo, da che ricordi abbiamo di ogni luogo. Attiviamo i nostri sensi, non mettiamolo in gabbie mentali, andiamo oltre, troviamo la parte ancestrale di noi, scopriamo cosa veramente ci piace e cosa no, sperimentiamolo in prima persona. 


  • Tema: Viaggi di benessere
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