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Dieta e cardiopatia
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La più frequente cardiopatia è sicuramente quella ischemica. Essa è la conseguenza di svariati meccanismi fisiopatologici, che grazie ad alcune caratteristiche peculiari, determina un’anomalia del funzionamento cardiaco procurando un danno vascolare. Tale danno comporta una riduzione critica del flusso coronarico in modo temporaneo o in modo persistente (infarto del miocardio). La causa più frequente di ischemia miocardica è l’aterosclerosi coronarica. Infatti, che la concentrazione ematica di colesterolo sia un fattore di rischio importante per l’insorgenza della cardiopatia coronarica è nozione ormai abbastanza diffusa e consolidata. Il colesterolo si trova nel sangue in forma libera (30 - 40%) ed esterificata (60 - 70%). Il colesterolo totale nell’adulto ha valori normali di 150 - 200 mg/100ml, valori che sono, normalmente, lievemente aumentati nella donna durante la gravidanza, l’allattamento e durante le mestruazioni. Particolare rilievo assume la distinzione tra colesterolo LDL (low density lipoprotein) e HDL (high density lipoprotein), il primo, chiamato colesterolo cattivo, entra nelle cellule; l’HDL, quello buono, svolge funzioni protettive antiaterosclerosi. In condizioni normali il colesterolo LDL è inferiore a 200 mg/100 ml, mentre per quanto riguarda l’HDL valori normali sono per l’uomo maggiori di 35 mg/100 ml e per la donna di 45 mg/100ml. Si è potuto dimostrare che valori di HDL inferiori a quelli citati aumentano il rischio cardiovascolare, mentre se superano tali livelli il rischio è meno probabile. Altro valore preso in considerazione per valutare il ricambio lipidico è la trigliceridemia. Corrisponde ai grassi neutri che rappresentano i grassi di riserva dei tessuti e si trovano in scambio costante con quelli circolatori. In condizioni normali si hanno valori di 74 - 170 mg%; in condizioni fisiologiche aumentano in seguito a pasti ricchi di grassi e nei soggetti con disturbi glicemici. Dati recenti confermano il ruolo della colesterolemia nella predizione degli eventi coronarici e ne documentano il valore predittivo anche nei riguardi degli accidenti cerebrovascolari e della mortalità per tutte le cause. Il legame tra colesterolo e cardiopatia ischemica è stato accertato da almeno tre studi di popolazione:
Inoltre è stato dimostrato che la prevenzione mediante modifica della dieta ha un rapporto costo/beneficio più interessante di quello dei medicinali che riducono il colesterolo. Accanto all’elevazione della colesterolemia, vi sono comunque altri fattori che contribuiscono alla formazione delle placche aterosclerotiche. Proprio per tale importanza è stata creata la carta del rischio coronarico suddivisa per fascia d’età in base all’età, al sesso, al fumo ed alla presenza di diabete. DIETA E CARDIOPATIAArticoli correlati
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