LA DIETA PER LA CONVALESCENZA
DIETA CONVALESCENZA |
A cura di Barbara Asprea | Passata la fase acuta di un’influenza o di una bronchite, tipici malanni di stagione,
si entra in quella della convalescenza. In questa fase un’alimentazione attenta,
ricca di nutrienti preziosi, riveste un ruolo fondamentale per stimolare il sistema
immunitario e recuperare energia, fisica e mentale.
La prima regola della convalescenza sarebbe quella di rimanere a riposo per permettere
all’organismo di rimettersi in sesto prima di tornare alle fatiche quotidiane.
Regola, però, che raramente ci si può concedere, e già al secondo giorno senza
febbre nulla di più facile che ritrovarsi di nuovo dietro la scrivania o comunque
sul posto di lavoro o a scuola, con la conseguenza di ritardare e allungare i
tempi di guarigione, se non di rischiare ricadute della malattia.
Ma se non si può disertare il lavoro, per fortuna è possibile accelerare la ripresa
con una dieta un po’ più attenta del solito. Certamente un’alimentazione equilibrata
e sana, che fornisca tutti i nutrienti necessari è indispensabile per avere buoni
meccanismi di difesa immunitaria: l’organismo è così messo in condizione di rispondere
meglio a qualsiasi attacco di virus e batteri. Perciò, per ammalarsi di meno e
per accorciare i tempi della malattia bisognerebbe ricordarsi dell’importanza
di un corretto modo di alimentarsi tutto l’anno, e non solo nei momenti critici.
In pratica: se si semina bene, si raccoglie bene.
Dopo gli antibiotici
Se si sono assunti antibiotici, bisogna tener presente che - oltre che nei confronti
dei germi responsabili dell’infezione – questi hanno anche agito sulla flora intestinale,
la cui integrità è fondamentale per le funzioni digestive, per la sintesi di vitamine
e di altre sostanze utili e per impedire lo sviluppo di germi patogeni nel colon.
Diventa perciò consigliabile per una o due settimane inserire quotidianamente,
nella prima colazione o negli spuntini, alimenti ricchi di fermenti lattici, preziosi
per la flora intestinale. Quindi yogurt, kefir, latti fermentati: in commercio
inoltre è possibile trovare molti prodotti – i cosiddetti probiotici – addizionati
di vari fermenti, che resistono meglio all’acidità gastrica arrivando più numerosi
là dove servono. Anche le verdure lattofermentate come i crauti sono benefiche
non solo per l’intestino, grazie alla loro ricchezza di fermenti e di vitamine
del gruppo B e C. A casa, o nei negozi di alimentazione naturale, è possibile
trovarli preparati nel modo tradizionale, mentre quelli in scatola che si trovano
nella grande distribuzione sono stati sottoposti ad alte temperature e perciò
hanno perso in parte le loro virtù.
Alimenti sì, alimenti no
Dopo una malattia l’inappetenza è piuttosto comune e bisogna un po’ forzarsi
per mangiare a sufficienza: in linea generale è importante però non cedere ai
peccati di gola e non “tirarsi su” solo con cioccolatini e caramelle, ma scegliere
pietanze cucinate semplicemente, con pochi grassi e facilmente digeribili, che
non stressino il fisico già indebolito. Quindi, meglio dimenticare per un po’
fritture, salumi e formaggi grassi, dolci ipercalorici e superalcolici. Un’alimentazione
sana e bilanciata tra i vari nutrienti, basata sui cereali, ricca di frutta e
verdura e con un corretto apporto di proteine e grassi è fondamentale per tornare
in salute. E durante la convalescenza è altrettanto importante assumere cibi ricchi
di tutte le vitamine in generale, in particolare della C per il suo ruolo immunostimolante
e di quelle del gruppo B (dalla B1 alla B12) indispensabili negli stati di affaticamento
per ridare energia, aiutare il cervello e stimolare il processo di guarigione.
Inoltre, i trattamenti con antibiotici possono provocare degli stati di carenza:
sintomi tipici di mancanza della vitamina B sono le screpolature della labbra
e i tagli agli angoli della bocca, o la lingua e le mucose infiammate. Ma dove
si trovano queste preziose sostanze? Trattandosi di vitamine diverse, anche se
della stessa famiglia, le fonti non sono sempre uguali; in generale tra quelle
vegetali troviamo tutti i cereali integrali (riso e frumento, miglio, segale,
grano saraceno, orzo), i semi oleosi (arachide, sesamo, pinoli ecc.), la frutta
secca (mandorle, noci, nocciole, ecc.), i legumi (soia in particolare), e anche
alcuni ortaggi (cavoli, radicchio, asparagi, spinaci).
Tra le fonti animali
il fegato è l’alimento che ne contiene di più, mentre si trova la B12, quasi assente
nel mondo vegetale, anche nel pesce, nelle uova e nei latticini.
Se però lo stato di debolezza è particolamente persistente e col passare dei
giorni la situazione non migliora, può servire l’aiuto di integratori naturali,
come il germe di grano, ricco di vitamine B, E e di preziosi acidi grassi o il
lievito di birra, ottimo ricostituente generale, vitaminico (gruppo B) e minerale.
| Un menu salutare ed energetico
Ecco un meno di un giorno, che contiene tutti i nutrienti di cui l’organismo
ha bisogno durante la convalescenza, dalle vitamine del gruppo B a quelle antiossidanti
(C, A, E), fondamentali per aiutare il sistema immunitario. Un menu ricco anche
di minerali (potassio, fosforo, calcio, magnesio, zinco e selenio), di fibre e
fermenti lattici per ripristinare la funzionalità intestinale. L’eventuale aggiunta
alle pietanze di integratori naturali quali il germe di grano e il lievito di
birra, accresce l’apporto di vitamine e minerali.
Colazione - Uno yogurt magro - Con muesli a base di fiocchi di cereali, frutta secca e
semi (due cucchiai)
Spuntino - Una spremuta di agrumi
Pranzo - Riso integrale speziato (zenzero, alloro, rosmarino ecc.) - Filetto di salmone
con broccoletti al cartoccio - Una fettina di pane integrale (30 g)
Merenda - Un frutto di stagione - Della frutta secca (2-3 noci, mandorle, nocciole ecc.)
Cena - Crema di verdure (zucca, carote, patate ecc.) con erbe aromatiche - Ricotta
fresca - Insalata mista con semi di girasole (oppure sesamo, zucca ecc.) - Una
fettina di pane integrale - Un frutto di stagione (lontano dai pasti) |
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