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DIETA E DISORDINI GASTRO-INTESTINALI

A cura di Leandro Carollo

DIETA E DISORDINI GASTRO-INTESTINALI

La sregolatezza intestinale può essere causa di vere e proprie patologie o in altri casi responsabile di disagi continui. Spesso sono la conclusione di una serie di norme igienico - comportamentali errate o l’esordio di malattie importanti. Nel passare in rassegna i principali effetti dei disordini gasato-intestinali analizzeremo anche le migliori soluzioni ottenibili.

Meteorismo e Flatulenza

Dal punto di vista dietetico bisogna focalizzare l’attenzione sull’abolizione dei cibi che aumentano la produzione di gas o la flatulenza. Possono comunque essere individuati ed evitati i fattori che comportano l’ingestione di aria.
Il controllo della malattia richiede la conoscenza delle possibili fonti di gas. Il 99% del gas intestinale è rappresentato da cinque gas (azoto, ossigeno, idrogeno, monossido di carbonio e metano). Questi possono derivare da due fonti: l’ingestione di aria e il gas prodotto all’interno del tratto gastrointestinale. L’aumento della velocità di transito intestinale può anch’essa contribuire alla comparsa di sintomatologia, dal momento che diminuisce il tempo disponibile all’assorbimento dei gas nel tratto gastrointestinale. L’azoto e l’ossigeno sono presenti nell’atmosfera e normalmente raggiungono l’intestino attraverso l’aria deglutita. L’ingestione di aria è solitamente responsabile del gas presente nell’esofago e nello stomaco. Non è ancora chiaro se e quale frazione dell’aria ingerita passi nel piccolo intestino: infatti, la maggior parte dell’aria deglutita viene rigurgitata e di solito non passa nel piccolo intestino. La posizione orizzontale può interferire con la normale eruttazione del gas gastrico ed aumentare le probabilità del passaggio di aria nel duodeno. L’idrogeno, l’anidride carbonica e il metano vengono prodotti nell’intestino e rappresentano la maggior parte del gas emesso. L’idrogeno si forma nel colon per azione dei batteri intestinali sui substrati fermentabili.
L’anidride carbonica può essere prodotta nella parte più prossimale del tratto intestinale, quando gli acidi grassi che si liberano durante la digestione dei lipidi alimentari, e l’acido cloridrico gastrico vengono neutralizzati dai carbonati. Come l’idrogeno, anche l’anidride carbonica viene prodotta nel colon dall’azione dei batteri sul contenuto fermentabile dell’intestino. Il metano viene anch’esso prodotto nel colon da parte dei batteri, ma la sua produzione non è correlata all’ingestione di particolari alimenti. La tendenza a produrre metano sembra essere una caratteristica familiare. Normalmente il gas viene riassorbito attraverso la parete colica durante il suo transito nell’intestino. Se la motilità del colon è disturbata per qualsiasi motivo, il gonfiore e la distensione possono ancora provocare dolore addominale.

I disturbi provocati dal gas assumono solitamente una di queste tre forme:

  1. eccessiva eruttazione;
  2. dolore e distensione addominale;
  3. eccessiva flatulenza;

Eccessiva eruttazione

L’aria deglutita (aerofagia) è solitamente responsabile delle eruttazioni. I soggetti con eruttazioni croniche ripetitive spesso precedono ogni eruttazione con una deglutizione o con una manovra inspiratoria che causa l’entrata di aria nell’esofago. L’aerofagia è spesso il risultato di una abitudine comportamentale. In alcuni soggetti l’eruttazione avviene durante o immediatamente dopo l’ingestione di cibo. Per questi individui, le abitudini che sono associate all’atto di mangiare e di bere, e che provocano frequenti e ripetitive deglutizioni, aumentano la quantità di aria ingerita. L’ansia può aumentare l’aerofagia poiché è noto che gli atti della deglutizione aumentano in risposta agli stress psicologici. I cibi che contengono aria come parte della loro struttura o che vengono addizionati d’aria durante la loro preparazione possono contribuire all’ingestione di gas.

CIBI CHE POSSONO CONTRIBUIRE ALLA PRODUZIONE DI GAS E ALLA FLATULENZA
Cibi che possono contribuire alla produzione di gas:
  • Fagioli secchi, piselli secchi, fagioli cotti, soia, lenticchie, cavoli, ravanelli, cipolle, broccoli, cavolfiori, cetrioli, crauti.
  • Prugne, mele, uva passa, banane.
  • Cereali integrali, eccessive quantità di prodotti a base di grano o frutta.
  • Cibi ad alto contenuto di lattosio: latte, gelai, frappè, creme.
  • Dolcificanti artificiali: sorbitolo e mannitolo che sono presenti in alcune caramelle “dietetiche” o chewing-gum senza zucchero.
  • Cibi ad alto contenuto di grassi come i fritti, carni grasse, salse ricche di panna, ecc.
Cause di ingestione di aria:
  • Deglutizioni ripetitive e frequenti che possono essere causate da dentature mal funzionanti, chewing-gum, tabacco, succhiare caramelle o sorseggiare le bevande.
  • Mangiare ed inghiottire rapidamente cibi e bevande.
  • Succhiare con la cannuccia, bere da bottiglie a collo stretto, fumare.
  • Cibi che contengono aria come le bibite con anidride carbonica e la panna montata.
Altri fattori che possono influenzare la produzione o la ritenzione di gas:
  • Coricarsi subito dopo i pasti.
  • Inattività fisica.
  • Stress.
(tab.1)
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Dolore e distensione addominale: Spesso descritti come “eccessiva quantità di gas”, il dolore e la distensione addominale sono frequentemente associati a disordini gastrointestinali. Molti di coloro che lamentano questi disturbi non hanno in realtà segni d’iperproduzione di gas, ma sembrano avere un’anormale motilità intestinale che causa una difficoltà al passaggio dell’aria attraverso l’intestino. Inoltre questi ultimi lamentano sensazioni di disagio con volumi di gas intestinale che sono invece ben tollerati dalla maggior parte delle persone. Per questo motivo, sintomi prodotti da disordini della motilità e da una più elevata risposta dolorosa alla distensione intestinale, vengono erroneamente interpretati come una sensazione di aumentata quantità di gas, quando in realtà il volume totale del gas può essere normale.
Eccessiva flatulenza: E’ il risultato dell’emissione di gas prodotto dal colon. L’aria deglutita non contribuisce in maniera apprezzabile alla formazione di gas colico. Anche l’anidride carbonica formatasi nel duodeno viene assorbita durante il suo transito nel piccolo intestino e non partecipa alla composizione dell’aria colica. L’eccessiva formazione di gas nel colon può essere il risultato di alterazioni dell’assorbimento o dell’ingestione di cibi contenenti carboidrati non assorbibili. Nei soggetti con malassorbimento, alcuni costituenti dei cibi quali il lattosio, che normalmente viene digerito ed assorbito nel piccolo intestino, giungono al colon dove possono essere fermentati dalla flora batterica. I soggetti normali senza alterazioni dell’assorbimento possono anch’essi produrre notevoli quantità di gas. Alcuni carboidrati, non completamente digeriti dagli enzimi nel piccolo intestino, possono passare non assorbiti nel colon dove vengono prontamente fermentati dai batteri con produzione di idrogeno, anidride carbonica e metano. Alcuni carboidrati non assorbibili sono presenti nei legumi e in alcune varietà di frutta, verdura e cereali. In alcuni soggetti il fruttosio può essere digerito incompleto e perciò essere causa di sintomi. Il fruttosio è un comune costituente della frutta, di alcuni dolcificanti di bibite e viene utilizzato come conservante della frutta. Una fonte spesso sopravvalutata per la produzione di gas intestinale è l’assunzione di sorbitolo e mannitolo, due dolcificanti artificiali comunemente utilizzati nei prodotti alimentari dietetici.

Ritardato svuotamento gastrico

Il normale svuotamento gastrico può essere alterato da diversi fattori cronici o transitori (tab. 2), ma fondamentalmente da due motivi e cioè: ostruzioni meccaniche o alterazioni della motilità.
Nel primo caso, le ostruzioni anatomiche, attribuibili a stenosi piloriche, ulcera peptica, polipi gastrici o carcinoma gastrico, causano un’aumentata resistenza allo svuotamento del contenuto gastrico.

Situazioni transitorie di ritardato svuotamento gastrico
  • Ileo postoperatorio
  • Gastroenteriti acute virali e altre infezioni
  • Iperglicemia
  • Chetoacidosi diabetica
  • Ipocaliemia e altri squilibri elettroliticiIpotiroidismo
Farmaci
  • Uso di antiacidi a base di idrossido di alluminio
  • Uso di anticolinergici
  • Uso di antidepressivi triciclici
  • Uso di levodopa
  • Uso di agonisti beta-adrenergici
  • Uso di alcool
  • Uso di nicotina
  • Uso di oppiacei
  • Uso di progestinici
Stasi gastrica cronica
  • Diabete mellito: neuropatia del S.N. autonomo
  • Malattie del collageno e vasculiti
  • Malattia acido-peptica
  • Acloridria e gastrite atrofica (con o senza anemia perniciosa)
  • Distrofia muscolare
  • Disordini neurologici centrali e periferici
  • Chirurgia gastrica (vagotomia, resezione)
  • Pseudo-ostruzione idiomatica
  • Carenza calorica (anoressia nervosa)
(tab.2)
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