DIETA E DISORDINI GASTRO-INTESTINALI 2/2 |
A cura di Leandro Carollo |
DIETA E DISORDINI GASTRO-INTESTINALI | |
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Nello svuotamento dei componenti liquidi o solidi del contenuto gastrico vengono
coinvolti differenti meccanismi e parti anatomiche. Lo svuotamento dei liquidi
è determinato dalle energiche contrazioni lente del fondo e della parte prossimale
del corpo dello stomaco; quello dei solidi dalle vigorose contrazioni peristaltiche
dell’antro o della parte distale dello stomaco. Nel processo di svuotamento, le
due funzioni necessarie sono le contrazioni peristaltiche antrali di triturazione
e mescolamento, che riducono i solidi in parti più piccole possibili (inferiori
ai 2 ml) o il più simile possibile alla forma liquida necessaria per lo svuotamento,
e le forze propulsive del fondo che spingono il contenuto dello stomaco nel duodeno.
Se lo ha perso la sua capacità di triturare i solidi fino a ridurli alle dimensioni
necessarie allo svuotamento, o la sua capacità di generare un gradiente presso
rio gastroduodenale tale da spingere il contenuto gastrico attraverso il piloro
nel duodeno, il risultato è la stasi o ritenzione gastrica. I disordini confinati
alla porzione distale dello stomaco causano un ritardato svuotamento dei solidi,
ma un normale svuotamento dei liquidi. Le disfunzioni gastriche distali impedirebbero
lo sminuzzamento dei solidi ma la parte prossimale, ancora funzionante, manterrebbe
la capacità di generare il gradiente pressorio gastroduodenale necessario per
lo svuotamento dei liquidi. I disordini della motilità fundica, d’altra parte,
possono causare un ritardato svuotamento dei solidi e liquidi. Sebbene infatti
avvenga un’adeguata triturazione dei solidi, il contenuto gastrico non si svuota
adeguatamente per inefficiente gradiente pressorio gastroduodenale. I solidi non
digeribili, come le fibre vegetali, resistono allo sminuzzamento da parte delle
contrazioni antrali e perciò non vengono espulse dallo stomaco con i liquidi e
i solidi digeribili. Questi solidi sono trattenuti nello stomaco fino a che non
viene svuotato il resto del pasto. Dopo che i solidi e i liquidi digeribili sono
stati digeriti, potenti contrazioni rimuovono i solidi non digeribili dallo stomaco,
spingendoli nel piccolo intestino e poi nel colon attraverso un meccanismo noto
come “meccanismo motore di avanzamento”. Una disfunzione di questo meccanismo
motorio può portare alla ritenzione gastrica di materiale indigeribile e, occasionalmente,
alla formazione di “bezoar fibrosi”.
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Il trattamento del rallentamento dello svuotamento include:
Diarrea
La diarrea viene generalmente definita come un aumento nella frequenza e/o nel volume delle feci, siano esse formate o non formate. La diarrea non è di per sé una malattia, ma piuttosto il sintomo di numerose malattie o infezioni. Le più comuni categorie di diarrea sono quella acuta (durata inferiore a due settimane) e quella cronica (durata superiore a due settimane) tab. 3. La terapia dipende dalla causa e si imposta su 4 parametri: reidratazione, terapia, medica e/o chirurgica, terapia nutrizionale e prevenzione delle recidive.
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ACUTA | |||||||||
| Infettiva | Da farmaci | Dieta correlata | |||||||
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Virale:
Batterica:
Protozoaria:
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Effetto desiderato:
Effetti collaterali:
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CRONICA | |||||||||
Malassorbimento:
Chirurgia:
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| (tab.3) |
Diarrea acuta: E’ solitamente causa da infezioni virali, batteriche o protozoaria; può rappresentare un effetto collaterale o terapeutico di alcuni farmaci; o ancora può essere causata da un alterato apporto dietetico. La diarrea a eziologia virale è comune e colpisce tutti i gruppi di età in tutto il mondo. Quella batterica e protozoaria è anch’essa comune ed è causata dall’ingestione di cibi e acque contaminate. Una causa di diarrea riscontrata nella pratica clinica è il danneggiamento della funzione intestinale causato dalla sua inattività. Quando un soggetto non ha assunto cibo per via orale per una settimana o più, vi può essere un decremento tale delle funzioni digestive e assorbitive da produrre diarrea da quando viene reintrodotto l’alimento. Con una continua alimentazione per via orale in piccole quantità, la funzione intestinale riprende gradualmente e si risolve la diarrea. Di notevole importanza è la determinazione della causa di diarrea, poiché questo permette di scegliere l’approccio terapeutico e di prevenire le recidive, specialmente nei casi di infezioni batteriche e protozoarie e nelle diarree correlate alla dieta e ai farmaci. Nel ridurre la diffusione della contaminazione dei cibi e delle infezioni, è utile una corretta educazione sulle cause di contaminazione dell’acqua e degli alimenti, essa è anche utile nel favorire la tollerabilità della terapia medica. Per il trattamento della diarrea correlata alla dieta è necessario correggere l’apporto dell’alimento ritenuto responsabile e qualsiasi aspetto di malnutrizione che possa essersi sviluppato. Una diarrea che si presenti durante l’ospedalizzazione può essere legata all’uso di antibiotici o di altri farmaci. Nel caso di una diarrea correlata a un farmaco questo deve essere sostituito o la sua posologia aggiustata fino ad ottenere la scomparsa dei sintomi.
La diarrea può essere trattata:
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Diarrea cronica: Una diarrea che continui per più di due settimane necessita della valutazione medica, se non ancora effettuata, per diagnosticare la causa ed effettuare una terapia efficace. La diarrea cronica può richiedere dei cambiamenti dietetici permanenti quali la dieta priva di lattosio, utilizzata nelle deficienze di lattasi, la dieta ipolipidica nei casi di malassorbimento dei grassi, la dieta ricca in fibre per la sindrome del colon irritabile o la dieta priva di glutine utilizzata nella sprue celiaca. In altre circostanze può risultare necessaria la terapia chirurgica per patologie quali le malattie infiammatorie intestinali o il cancro.
Bibliografia
- Bristol JB, Williamson RCN, - Nutrition, operations and intestinal adaptation - JPEN 1988 - Pironi L, Callegari C, Cornia GL- Lactose malabsorption in adult patient with Chron’s disease - Am J Gastroenterol - 1988 - Krause MV, Mahan LK, Nutritional care in intestinal disease – Food, nutrition and diet therapy – 1999.
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