DIETA ED INFEZIONI URINARIEDIETA ED INFEZIONI URINARIE |
A cura di Leandro Carollo |
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Dieta e infezioni urinarie
La correlazione fra l'alimentazione e le infezioni urinarie è sicuramente correlabile a due fattori che sono l'idratazione e l'acidificazione.
L'idratazione

L'acidificazione
Si è potuto notare che ciò che influenza la non-proliferazione dei batteri urinari è l'impiego di diete ad elevato residuo acido. Infatti queste abbassano il Ph urinario e di conseguenza il non attecchimento alle pareti dei batteri. Il nostro organismo da solo provvede ad attuare tale difesa, infatti leggeri stati catabolici, quale il digiuno notturno, acidificano le urine, ma talvolta può non essere sufficiente.
Uno dei prodotti acidificanti, suggeriti dalle credenze popolari, è il succo di mirtillo. Questo se assunto sicuramente fornisce un buon apporto di liquidi e vitamine, la sua efficacia è stata dimostrata di recente.| Pubblicità |
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Uno studio condotto in Inghilterra da Avorn et al, ha dimostrato che l'assunzione giornaliera di 300 ml di succo di mirtillo riduce di circa il 50% l'insorgenza di recidive. Sono tuttora in corso studi per dimostrare nello specifico quale componente del succo di mirtillo sia il responsabile di ciò, ma il più attendibile sembra essere il quantitativo di vitamina C. Il razionale sull'impiego di diete ad elevato quantitativo acido trova anche il suo riscontro nelle infezioni determinate da calcolosi. Nell'ottica di un adeguato apporto di alimenti a residuo acido è opportuno tenere in mente anche gli alimenti che hanno l'effetto contrario, cioè alcalinizzante. Infatti, quest'ultimi, fanno da "tampone", cioè compensano l'acidità, annullando gli effetti finora descritti. Quindi è opportuno aumentare gli alimenti a residuo acido e diminuire quelli a residuo alcalino.
| Cibi a residuo acido: |
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Cibi a residuo basico o alcalino: |
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Bisogna, infine, sottolineare che queste raccomandazioni coadiuvano la terapia medica consigliata e non la sostituiscono, l'impiego però può aiutarci a prevenire.
Bibliografia
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