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DIETA E OSTEOPOROSIDIETA E OSTEOPOROSISi definisce osteoporosi una condizione di perdita di massa ossea e di minor resistenza dello scheletro al trauma, anche di lieve entità, in grado di incrementare il rischio e l'incidenza di fratture ossee. Le forme di osteoporosi comprendono l'osteoporosi di tipo I, o postmenopausale, e l'osteoporosi di tipo II, o senile.
Il mantenimento della massa ossea è assicurato da una serie di processi di riassorbimento e di formazione di tessuto, regolati dall'attività di ormoni calciotropi (PTH e calcitonina) e sessuali (estrogeni, androgeni) ed influenzati da molteplici fattori che presentano diversa intensità con l'avanzare dell'età.
La massa ossea, dopo il raggiungimento della maturità scheletrica, è infatti la risultante dell'entità del picco di massa ossea raggiunta nelle fasi di crescita e di consolidamento dello scheletro, con velocità di perdita di tessuto osseo condizionata dall'invecchiamento e, nella donna, anche dalla menopausa. Si è a lungo dibattuto il ruolo del calcio, come elemento fondamentale al mantenimento della massa scheletrica, e nella prevenzione e come terapia della malattia osteoporotica. Numerosi studi hanno valutato gli effetti del calcio esogeno (immesso con l'alimentazione o con l'integrazione) sia nel potenziare l'entità del picco di massa ossea, sia nel rallentarne le perdite. Le più recenti indicazioni suggeriscono la necessità di aumentare rispetto al passato i livelli raccomandati per l'assunzione di calcio. Sono inoltre oggetto di ulteriori approfondimenti gli effetti sull'osso di altri componenti della dieta, macronutrienti, vitamine e minerali, in grado di modificare la biodisponibilità o l'escrezione fecale o urinaria del calcio e di influenzarne quindi indirettamente il bilancio. Altri fattori (stato di nutrizione, sintesi ormonali, ecc.), infine, svolgono un ruolo diretto nei confronti della massa ossea o del rischio di osteoporosi. Metabolismo del calcio Il calcio corporeo è contenuto per il 99% nello scheletro. L'assorbimento del calcio esogeno, cui si aggiunge la quota endogena (circa 100-200 mg/die) presente nelle secrezioni digestive o nelle cellule della mucosa intestinale desquamate, avviene prevalentemente a livello dell'ileo terminale (63%) tramite meccanismi di trasporto attivo (mediati dalla vitamina D) ed in misura minore tramite diffusione passiva; la sua entità è molto variabile (dal 30 a170%) ed è influenzata da diversi fattori.
Fabbisogni di calcio Fase di raggiungimento del picco di massa ossea Nell'infanzia e nell'adolescenza il tessuto osseo va incontro a complesse fasi di sviluppo e di crescita trasversale e longitudinale che si concludono intorno ai 15-20 anni. Il consolidamento strutturale dello scheletro, almeno per alcuni segmenti ossei, si estende probabilmente anche alla terza decade di vita, determinando, in tale periodo, un ulteriore incremento di massa ossea (di circa il 12%, sia pure con una notevole variabilità individuale), fino al raggiungimento del picco di massa ossea. Fase di perdita di massa ossea La perdita di massa ossea inizia già a partire dalla quarta decade di vita con una evoluzione progressiva, accelerata poi nella donna dalla menopausa, e sostenuta, nell'età più avanzata, dall'accentuarsi di particolari aspetti metabolici legati all'invecchiamento. In donne adulte in età fertile apporti di calcio (da 900 a 1500 mgl die) superiori alle RDA sembrano indurre effetti positivi sulla massa ossea.
Nei soggetti di sesso maschile, i dati forniti dalla letteratura sono carenti. Dopo i 65 anni di età viene suggerito anche per loro un aumento dell'apporto di calcio a 1500 mg/die. In alcuni soggetti anziani infine, indipendentemente dal sesso, può essere necessaria un'integrazione di vitamina D. Quote raccomandate di introito di calcio (mg/die)
(*) National Institutes of Health, USA Ruolo di altri fattori nutrizionali Proteine Un introito elevato di proteine determina un incremento dell'escrezione urinaria di calcio. Fosfati I fosfati esogeni possono avere un effetto chelante sul calcio riducendone l'assorbimento a livello intestinale, tuttavia, favorendone a livello renale il riassorbimento, presentano una correlazione inversa con la calcìuria. Sodio onviene moderare l'apporto di sodio, mantenendolo entro i quantitativi raccomandati dalle RDA o dai LARN, soprattutto in soggetti la cui dieta sia povera di calcio e/o di fosfati e ricca di proteine. Fluoro L'arricchimento in fluoro della componente minerale del tessuto osseo ne modifica le caratteristiche, rendendolo maggiormente compatto e allo stesso tempo meno elastico e meno resistente al trauma. Gli studi attualmente disponibili non hanno ancora sufficientemente chiarito gli effetti di supplementi di fluoro sull'osso e non è possibile quindi trarre indicazioni nutrizionali certe. Alcol L'abuso cronico di sostanze alcoliche determina effetti negativi a livello della maggior parte di organi e apparati, compreso il tessuto osseo. Negli epatopatici cronici etilisti è stata rilevata una più elevata incidenza di osteoporosi e di fratture. Caffeina Apporti elevati di caffeina (intorno ad 1 g/die) possono incidere negativamente sul bilancio del calcio. Apporto dietetico di calcio Un apporto adeguato di calcio assorbibile è assicurato soprattutto dal consumo
di latte e dei suoi derivati.
Integrazione Qualora non sia possibile raggiungere un apporto adeguato di calcio con l'alimentazione naturale è possibile utilizzare supplementi di calcio (1-2 g/die) sotto forma di sali. Sono disponibili preparazioni caratterizzate da un diverso contenuto percentuale di calcio, tra cui, in ordine decrescente: il carbonato di calcio (40% di calcio), il citrato (21%), il lattato (13% ) ed il gluconato (9%). L'integrazione con i sali di calcio può tuttavia presentare effetti collaterali quali stipsi, acidità gastrica, ipercalcemia, ipercalciuria, aumentato rischio di calcolosi renale (soprattutto nei soggetti predisposti). Gli effetti collaterali sembrano essere minimizzati e l'utilizzazione migliorata, qualora i supplementi vengano assunti con i pasti ed in dosi frazionate. Il citrato di calcio sembra associato a una minor incidenza di effetti collaterali. DIETA E OSTEOPOROSIArticoli correlati
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