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LA DIETA PALEO 2/2

Cosa mangiare?
Secondo quanto conosciuto sulla vita dell’uomo del paleolitico, egli era solito nutrirsi di animali cacciati, pesca, bacche, frutta e verdura raccolta direttamente dalla terra e cresciuta spontaneamente. E ancora, crostacei e frutti di mare, frutta secca e radici, ma anche alcuni insetti. Sembrava esistesse anche una predilezione nei confronti delle interiora degli animali, oggi non molto presenti nella cucina e pare anche che le carni ottenute dalla caccia degli animali venissero spesso consumate crude. Con i dovuti adattamenti, chi segue una dieta Paleo cerca di seguire l’esempio degli antenati prediligendo dunque il consumo di carni magre, pesce e verdura. I carboidrati trovano comunque spazio all’interno del regime alimentare Paleo. Escludendo dalla dieta i cereali e i loro derivati però, gli unici cibi dai quali ricavare i carboidrati sono le verdure e la frutta, entrambe rigorosamente di stagione. Per quanto riguarda il consumo di frutta vi sono alcune limitazioni dovute al fatto che la varietà che l'uomo ne ha oggi a disposizione è diversa da quella di cui si cibavano gli antenati: la frutta di oggi, proveniente da coltivazioni, è più grande e più dolce e contiene molte meno fibre rispetto al suo corrispettivo selvatico, dice Cordian. Inoltre, nonostante essa sia ricca di minerali, vitamine oltre a tutta una serie di nutrienti fondamentali per l’uomo, contiene anche molti zuccheri: sconsigliata dunque l’assunzione di frutti particolarmente dolci e ricchi di fruttosio come uva, banane, mango, ciliegie dolci, mele, ananas, pere e kiwi ai soggetti che soffrono di insulino-resistenza.
Nonostante tali limitazioni, una Paleodieta adeguatamente condotta sembrerebbe essere in grado di agire positivamente sui livelli di glicemia nel sangue, aiutando a tenere sotto controllo una patologia come il diabete di tipo 2 ma anche eventuali complicazioni al livello cardiovascolare in soggetti predisposti. A parlarne è anche uno studio pubblicato nel 2009 sulla rivista scientifica Cardiovascular Diabetology.

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Latticini, legumi e cereali. Perché no?
I cereali sarebbero dannosi per l’organismo: secondo i sostenitori della Paleo essi sono in grado di causare malattie autoimmuni e di compromettere lo stato di salute generale contribuendo ad alimentare le infiammazioni. Stesso discorso per i grassi: in questi ultimi 10 mila anni, ad essere cambiata, oltre alla percentuale di grassi introdotti, è la proporzione tra quelli saturi e quelli insaturi. Come già espresso, nonostante nella Paleo la percentuale di grassi contemplata sia nettamente più elevata, a fare la differenza è la tipologia di lipidi introdotti. La dieta moderna eccederebbe di grassi saturi, presenti nel latte e nei suoi derivati in modo preponderante, così come in carni grasse che i nostri antenati non erano soliti consumare.
Ma allora, eliminando i latticini, quale dovrebbe essere la fonte di calcio dalla quale attingere il minerale fondamentale per la salute delle ossa? Secondo i sostenitori della dieta Paleo con in testa Loren Cordian, alcuni cibi si renderebbero responsabili di un’azione di demineralizzazione delle ossa del corpo umano. Negli Stati Uniti d’America, sostiene Cordian, il consumo di alimenti contenenti calcio è altissimo, eppure altrettanto numerosa è la fetta di popolazione che soffre di osteoporosi. Il motivo sarebbe da ricercare negli alimenti che popolano la dieta d’oltreoceano, ricca di cereali, formaggi, alimenti lavorati e ricchi di sale (hot dog e via dicendo) e allo stesso tempo povera di vegetali. La salute del sistema scheletrico sarebbe da ricercare nell’equilibrio acido/base: gli alimenti sopra elencati, insieme a carne e legumi, dice Cordian, sono cibi che producono una gran quantità di acidi. Al contrario dal consumo di vegetali e frutta, nel corpo vengono introdotte basi alcaline. Quando l’assunzione è insufficiente l’organismo, alla ricerca costante di equilibrio, attinge dalla sua più grande riserva endogena di basi, le ossa, demineralizzandole. Un regime alimentare Paleo, privilegiando l’assunzione di proteine della carne e del pesce e non contemplando l’assunzione di cereali, legumi e latticini ma incoraggiando un’alimentazione ricca di frutta e verdura, nonostante apparentemente sembri non soddisfare la richiesta di calcio proveniente dal nostro organismo, al contrario – dice sempre Cordian – sarebbe un regime alimentare non dannoso per le ossa e il sistema scheletrico dell’essere umano.

I cereali e i legumi, poi, contengono al loro interno l'acido fitico, una sostanza chimica considerata dai sostenitori della Paleodieta un “antinutriente”. Questa molecola, infatti, sarebbe in grado di contrastare l’assorbimento di calcio, zinco e ferro a causa della sua proprietà chelante. L’acido fitico e i fitati più in generale, specialmente se crudi, non sarebbero digeribili dall’uomo, ecco un’altra motivazione che giustificherebbe l’eliminazione dei cereali e dei legumi dalla dieta in oggetto. Queste sostanze, a dire il vero, sono contenute anche all’interno di noci e mandorle, frutta secca (ricchi di omega-3) il cui consumo moderato è inserito all’interno del regime alimentare Paleo ma – obiettano i sostenitori della dieta – questi alimenti non rappresentano la parte principale dell’alimentazione di una persona e il loro consumo non potrà mai essere paragonato in quantità a quello di cereali e legumi.
Unica pecca riconosciuta dai sostenitori della Paleodieta è la possibile carenza di vitamina D nell’organismo. Essa è un nutriente liposolubile e svolge funzioni molto importanti. Esistono differenti tipi di Vitamina D, alcune di esse hanno origine vegetale, altre animale. Essa risiede principalmente nella pelle ma una volta assunta attraverso il cibo, per essere attivata, ha bisogno che il soggetto si esponga al sole. Nonostante il numero di persone che presentano carenze di vitamina D sia piuttosto alto anche tra chi segue il regime alimentare contemporaneo, nemmeno la Paleodieta, se non supportata da integratori del caso, è in grado di fornire il corretto apporto di questo nutriente al corpo umano.

Critiche alla dieta Paleo
Nonostante la dieta Paleo abbia avuto una discreta diffusione, non tutti sono d’accordo sulla salubrità del regime alimentare e sull’efficacia dei suoi dettami. I seguaci del vegetarianesimo, ad esempio, la cui alimentazione verte su principi di base diametralmente opposti rispetto a quelli dei paleo-sostenitori, sono molto critici nei confronti della dieta.
C’è chi da una parte accusa la Paleo di proporre un regime alimentare iperproteico con tutti gli aspetti negativi connessi. Alcuni studiosi motivano la loro avversità parlando dei rischi di una dieta che privilegi l’assunzione di carne, ove la comunità scientifica da diversi anni invita ad una riduzione del consumo di quest’ultima poiché un suo consumo smodato può rendersi responsabile della comparsa di patologie come ipercolesterolemia e cancro. Dal momento che la dieta esclude il consumo i legumi, che sono una importante fonte proteica, la Paleo riconosce solo nella carne l’unica fonte di apporto di proteine. Va però evidenziato che la carne oggi a disposizione non è quella che si procuravano gli antenati attraverso la caccia di selvaggina ma proviene da allevamenti di animali nutriti il più delle volte con prodotti di derivazione cereale. La stessa alimentazione degli animali dunque è variata: nessuno dei cibi attualmente a disposizione dell’uomo può essere uguale al suo corrispondente del Paleolitico; c'è chi sostiene, quindi, che la Dieta Paleo diventa semplicemente impossibile da adottare.
Per quanto concerne il dimagrimento, è ovvio che esso può essere raggiunto attraverso un regime alimentare che escluda i cereali e le principali fonti di carboidrati dalla dieta: se i livelli di insulina endogena si abbassano in seguito all’esclusione dei carboidrati, le adiposità localizzate tenderanno a diminuire. È anche vero, però, che una dieta che privilegia le proteine o che comunque ne prevede l’assunzione in gran quantità, può comportare problematiche di vario genere. Il processo di scomposizione delle proteine, infatti, richiede all’organismo più acqua per contrastare l’accumulo di sodio nei reni, ed ecco perché a chi decide di intraprendere la dieta Paleo è caldamente raccomandato di bere molta acqua nel corso della giornata. A questi argomenti i sostenitori della dieta Paleo hanno più volte risposto che il regime alimentare da loro promulgato non è affatto una dieta iperproteica, poiché non esclude l’introduzione dei carboidrati all’interno dell’organismo, solamente stabilisce che questi debbano derivare unicamente da frutta e verdura.
Sull'avvento di malattie un tempo inesistenti, i sostenitori della dieta Paleo lo attribuiscono all’alimentazione odierna. Se è vero che gli antenati dell'uomo erano magri, scattanti, atletici e non soffrivano di patologie come diabete, colesterolo e obesità, tumori, malattie cardiovascolari e via dicendo, può essere anche vero che a causa delle difficili condizioni di vita nella preistoria, a causa dell’assenza di igiene e pulizia e delle condizioni climatiche, nessun uomo vissuto durante l’era paleolitica potrebbe essere vissuto così a lungo da poter contrarre le suddette patologie. Al contrario i paleo-sostenitori affermano che l’età media dell’uomo vissuto nell’età della pietra sarebbe stata tutt’altro che bassa, sicuramente più alta rispetto a quella che era l’aspettativa di vita degli uomini vissuti successivamente all’era Paleolitica, nel pieno sviluppo delle tecniche agricole.

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Sono molti i nutrizionisti che in questi anni si sono espressi contro la dieta Paleo, accusando i suoi sostenitori di predicare l’adesione a un regime alimentare che priverebbe l’organismo di alcuni nutrienti fondamentali dei quali il corpo umano ha bisogno. Un concetto di base sembra accomunare tutti, sostenitori e avversi alla dieta Paleo, ed è la necessità di eliminare dalla propria alimentazione alcuni cibi trasformati, fortemente dannosi per l’organismo perché contenenti conservanti e sostanze di sintesi non salutari. Patatine, pane bianco, formaggio ottenuto artificialmente, zuccheri trasformati, dolcificanti, alcuni salumi e carni confezionate che spesso eccedono nel contenuto di sodio, possono rivelarsi dannose per l’organismo. La drasticità della Paleo, quella così criticata da molti però, prevede l’eliminazione dalla propria dieta di ogni prodotto trasformato, includendo quindi in questa categoria anche generi alimentari ritenuti salutari dai più.

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La Dieta Paleo La Dieta Paleo: cosa mangiare e critiche alla dieta

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