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LA DIETA SON NELLA GESTIONE BIOLOGICA DEL SOVRAPPESO

A cura del Prof. Maurizio Fraticelli

La scoperta degli amminoacidi essenziali, cioè di quelle sostanze necessarie per il normale svolgimento delle varie funzioni dell’organismo, iniziò nei primi anni dell’Ottocento, con la identificazione del primo amminoacido, la leucina, cui seguirono la fenilalanina, la lisina, la valina, il triptofano, l’isoleucina, la meteonina ed infine nel 1935, ad opera di Mc. Coy, Rose e Meyer, la treonina.
Già all’inizio del Novecento fu chiara l’importanza degli amminoacidi e quindi delle proteine nella alimentazione. Infatti, nel 1946 Rose sosteneva: “La necessità quotidiana degli amminoacidi essenziali”; nello stesso anno Block e Mitchell affermavano che: “Il valore biologico di una proteina dipende dai suoi amminoacidi costituenti”, mettendo in evidenza l'importanza degli amminoacidi essenziali.
Altra data fondamentale è il 1946, quando la comunità scientifica riconosceva l’importanza primaria del ruolo degli amminoacidi nella nutrizione. Infine nel 1955, l’Organizzazione Mondiale della Sanità, suggeriva, su base teoriche, un suo profilo aminoacidico. (Fig. 1).

Fig. 1. FAO - OMS 1955 - 1966 Quantità necessaria di aminoacidi essenziali.

Le proteine rappresentano una delle tre fonti energetiche alimentari, insieme ai carboidrati ed i lipidi.
Le catene proteiche sono costituenti fondamentali dell’essere vivente che l’organismo, non essendo in grado di sintetizzare, assume con l’alimentazione, in modo preformato e ad intervalli regolari.
Muscoli, unghie, pelle presentano un elevato tenore proteico. Le proteine sono formate da amminoacidi legati tra loro; ogni proteina può anche contenere una sequenza di 30.000 amminoacidi, di questi, alcuni sono detti essenziali, in quanto l’organismo non è in grado di sintetizzarli, per cui devono essere assunti con l’alimentazione.

Le proteine hanno origine:

  • Animale: carne, pesce, uovo, prodotti lattiero-caseari; questi cibi sono ricchi di amminoacidi essenziali.
  • Vegetale: cereali e derivati (riso, granturco, semolino), soia.

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Tra le funzioni principali delle proteine si ricorda il ruolo biochimico; esse infatti servono per la sintesi di enzimi e di alcuni ormoni.
Apportano all’organismo l’azoto di cui ha bisogno per la sua costruzione, infatti le cellule attingono dal sangue gli amminoacidi e attraverso l’intervento della sintesi proteica costruiscono le varie strutture corporee, tale processo e regolato da alcuni ormoni quali, per esempio: il cortisolo, gli ormoni tiroidei, l’insulina, gli ormoni androgeni, l’ormone della crescita, le catecolammine.
Da non dimenticare il ruolo energetico delle proteine.
Tutta una serie di studi concordano circa l’importanza nella gestione del paziente sottoposto a regime dietetico di ricorrere - insieme ad adeguate dosi di grassi, zuccheri, sali minerali e vitamine - anche ad opportune miscele di amminoacidi caratterizzate da un alto valore nutrizionale e basso livello di scorie.
Dopo una serie di studi iniziati nel 1971 fu scoperto il Master Aminoacid Pattern (MAP), cioè la formula amminoacidica nutrizionale ideale.
L’uso di questa miscela amminoacidica presenta senza dubbio alcuni vantaggi tra i quali si ricorda, per esempio, la presenza pressoché vicino allo zero di residui azotati e quindi il non sovraccaricare le funzioni epatiche e renali, l’assenza di sodio e grassi.
Questa combinazione di amminoacidi è usata nel programma alimentare denominato SON formula, che potrà essere usato, anche per il problema della malnutrizione addizionando il prodotto ai comuni cibi.
In generale si può dire che una dieta effettuata per raggiungere un peso accettabile e quindi una situazione che salvaguardi da malattie, deve essere ipocalorica e nello stesso momento, oltre a garantire una perdita di peso, deve nutrire adeguatamente mediante corrette quote proteiche.
Diversamente, si verificheranno delle riduzioni, anche gravi della massa magra, muscoli compresi, determinando, oltre che un non evidente adeguato dimagramento, una situazione di malnutrizione che potrà portare a danno immunitario e in ultima analisi anche ad una ripresa del peso (effetto yo-yo).
La dieta SON prevede, proprio per non incorrere negli errori sopra riportati, la integrazione della dieta ipocalorica con adeguate dosi amminoacidiche, in maniera tale da assicurare un adeguato bilancio azotato con un apporto energetico negativo.

Una proteina alimentare si divide in due porzioni, la parte digeribile ed una parte non digeribile; considerando la parte digeribile, i suoi amminoacidi, a livello intestinale, una volta assorbiti, possono seguire due vie:
La via anabolica è caratterizzata dal fatto che gli amminoacidi costituenti la proteina, sono utilizzati per la sintesi proteica quindi per costruire le strutture del corpo, senza produzione di scorie azotate.
La via catabolica, dove gli amminoacidi sono usati per produrre energia, con formazione di scorie azotate.

Tutto questo significa che una proteina, in dipendenza della sua costituzione in amminoacidi, può fornire quote variabili di energia, scorie e costituenti di sintesi proteica.
Il SON, rappresentando la formula aminoacidica nutrizionale ideale, caratterizzata da un ottimo potere nutrizionale con minimo quantitativo di scorie, può essere una arma efficace nella gestione del soprappeso ed obesità.
In realtà il programma dietetico SON permette di avere buoni risultati non solo nella gestione dell’eccesso ponderale, ma anche nelle situazioni legate ai problemi di cellulite.

Il suddetto programma si compone di tre punti fondamentali:

  1. Dieta personalizzata;
  2. Assunzione della miscela di aminoacidi;
  3. Esecuzione di un idoneo ed appropriato esercizio fisico.

L’integratore dietetico (SON formula), si compone di una miscela di amminoacidi essenziali, i quali posseggono le seguenti caratteristiche:

  1. Circa il 99% degli amminoacidi agiscono come precursori della sintesi proteica;
  2. La miscela è assorbita nell’intestino in soli 23 minuti, mentre una normale proteina è assorbita in 3-4 ore;
  3. I residui azotati (scorie) sono pari a circa l’1%, senza sovraccaricare la funzione renale ed epatica;
  4. Una dose di 10 grammi di SON fornisce una sintesi proteica pari a 450 grammi di carne o pesce, con un apporto calorico di sole 40 kcalorie;
  5. È un integratore privo di sodio e grassi;
  6. Può essere usato, per il suo carattere anfotero, anche da coloro che soffrono di gastrite.

Tutte queste caratteristiche permettono di ottenere un ottimo calo di peso, sia nei pazienti in sovrappeso che in quelli obesi, di proteggere la massa muscolare, di attenuare il senso di fame ed infine, seguendo una dieta detta “Ponte” prima, e poi una dieta di “Mantenimento”, evitare l’effetto “jo-jo” secondo il quale si verifica una ripresa del peso.
La dieta inizia, con lo stabilire, da parte del medico, la quantità di SON formula da prescrivere basandosi su di un coefficiente numerico che varia da maschio a femmina; la dose di amminoacidi viene poi spalmata su colazione pranzo e cena.

La colazione, oltre alla dose prescritta di SON formula, è completata da frutta, vitamine e sali minerali. A pranzo si consuma la miscela SON formula e, secondo la personalizzazione dietetica, verdure o riso o pesce o pollo o frutta fresca. La cena, arricchita da oligoelementi e acidi grassi essenziali,è completata da verdura e frutta.
È possibile, ove il programma lo preveda, effettuare degli spuntini, nella metà della mattinata e nel pomeriggio, che permettono, soprattutto in alcuni pazienti predisposti, di prevenire eventuali lievi cali di pressione.
È chiaro che, per ottimizzare il calo corporeo si devono ridurre o meglio eliminare bevande gasate, fritture e cibi come insaccati, alcolici e superalcolici.
Il programma di riduzione ponderale durerà fino a che non si è realizzato il calo di peso, da una settimana a più settimane; la riduzione del sovrappeso potrà essere, in relazione all’ impegno del paziente, costante e continua o, nel caso in cui si segua il programma “a singhiozzo”, non ci sarà una ottimale correzione del peso.
Persi i chili di troppo, prima di passare al mantenimento, si segue una dieta “Ponte”, per tempi precisi, che verranno adeguatamente valutati dal medico, durante questo periodo verrà sospesa l’assunzione del SON formula e saranno rivisti gli alimenti della dieta, per ottimizzare tanto la perdita di liquidi che il rassodamento tissutale e mantenere sotto controllo il peso.
Terminato anche il periodo della dieta ponte, si continuerà con la dieta di “Mantenimento” vera e propria, il cui scopo, è cercare di non riprendere il peso perso, mediante la reintroduzione controllata dei vari alimenti, cominciando dai carboidrati con l’inserimento di riso e poi, nel caso di risposta positiva, alternando con dei cereali, il tutto in determinate grammature variabili in base alle caratteristiche e alle risposte del paziente. Alle verdure si potranno associare carne, pesce o formaggio fresco. È preferibile condire i cibi con le spezie e usare olio di oliva extravergine spremitura a freddo, crudo sui cibi.
Il programma SON formula, per funzionare a dovere, deve essere supportato da una attività fisica, che il paziente può scegliere in base alle sue attitudini, ogni attività sportiva deve, per permettere un ottimale funzionamento del programma, essere svolta, per un tempo minimo; per esempio, il nuoto dovrà essere effettuato per un periodo minimo di trenta minuti, al di sotto di questo tempo il movimento non sortirà l’effetto voluto.

La dieta SON, tra le varie diete che possono essere seguite per ridurre l’eccesso di peso corporeo, si pone sicuramente come presidio terapeutico di primo piano.
La dieta è semplice da seguire, non ha effetti collaterali di rilievo, preservando la integrità dell’organismo, ed in particolar modo della massa magra, pur nell’efficacia dell’azione dimagrante.
Altro vantaggio del suindicato programma terapeutico nutrizionale, è rappresentato dal fatto che, avendo a disposizione una supplementazione proteica, la pelle, in particolar modo nel sesso femminile, non si presenterà sciupata, ma sarà florida e tonica, per cui indirettamente gli eccessi cellulitici se ne gioveranno e la silhouette corporea diventerà più che gradevole. È altresì auspicabile una perfetta aderenza da parte dei pazienti alle direttive mediche al fine di superare quella fase estremamente delicata, che si identifica nel mantenimento del peso ideale, raggiunto dopo aver praticato un corretto regime alimentare.

Bibliografia.

  • B. Berra, Soprappeso, obesità e salute, Tecniche Nuove, 2002.
  • M. Apfelbaun – C. Forrat – P. Nillus, Dietetica e nutrizione, Ed. Masson, 1991.
  • M. Lucà-Moretti, La scoperta del parametro di utilizzo ideale degli aminoacidi: una rivoluzione nel campo della nutrizione, Atti del 12° Congresso nazionale di Omotossicologia e Medicina Biologica – La medicina biologica, 03-1997.
  • M. Lucà- Moretti, Studio compartivo sul MAP, associazione nutrizionale ideale di aminoacidi, La medicina biologica, 01-1997.
  • N. Tamburlin, L’importanza innovativa dell’ utilizzo del MAP nella gestione biologica del soprappeso, Atti del 12° Congresso nazionale di Omotossicologia e Medicina Biologica - La medicina biologica, 03-1997.
  • S. Ripa, Argomenti di medicina biologica estetica, Ed. Guna, 2005.

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