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DIETA E VISTA

A cura di Barbara Hugonin

I nutrienti, con le loro proprietà biochimiche, influenzano non solo il metabolismo dell’organismo ma anche lo sviluppo di quest’ultimo, la sua evoluzione e contribuiscono alla prevenzione di un numero infinito di disturbi. La vista è senza dubbio uno dei sensi maggiormente influenzati da fattori ambientali e nutrizionali, sia nell’evoluzione della sua funzione, sia nella prevenzione che nell’insorgenza di patologie visive, più o meno rare (cataratta, cecità crepuscolare, neuropatie ottiche).
Sono tanti i composti chimici, fitochimici e vitaminici che hanno ruolo nello sviluppo e nel funzionamento del nervo ottico e del sistema visivo, quali la riboflavina, la luteina, il triptofano, la vitamina C, lo Zinco, la Vitamina A.

La sintesi e l’azione dei pigmenti oculari
I pigmenti oculari sono molecole localizzate nei coni e nei bastoncelli della struttura retinica, le membrane recettoriali sono ricche di fosfolipidi con un 60% di DHA (acido docoesaenoico) e, a livello dei bastoncelli si trova il pigmento rodopsina, che è circondata da 60 molecole di fosfolipidi. Attraverso la rodopsina avviene la visione a luce bassa o visione notturna e i bastoncelli sono dei fotorecettori dall’elevato potenziale di trasduzione dello stimolo al nervo ottico. Il legame tra fosfolipidi e DHA, con la rodopsina, rivestono un ruolo fondamentale nel meccanismo di visione. La carenza nella dieta di DHA (acido docoesaenoico) , in determinate fasi della vita, durante la gravidanza, nello sviluppo del feto, durante l’età adulta e senile, può essere causa di vistosi problemi al funzionamento del sistema visivo. Prima di tutto una disfunzione retinica globale, modificazione della risposta fotorecettoriale a causa della modificazione conformazionale della molecola di rodopsina. La carenza di DHA può manifestarsi nel corso di una gravidanza con un non corretto sviluppo del nervo ottico nel feto, mentre nell’età senile, la diminuzione delle strutture fotorecettoriali può determinare una maggiore suscettibilità all’azione dei radicali lberi. Le maggiori fonti di Acido docoesaenoico sono rappresentate da diverse specie di pesci, quali aringhe, pesce spada, salmone, sgombro, negli oli di origine vegetali (semi di lino, girasole, canapa, oliva) e nei legumi.

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Nei coni, invece è presente la iodopsina, che in realtà è costituita da tre pigmenti ed, è più sensibile alla luce a maggiore intensità, permettendo la visione dei colori (fisione fotopica). È un cromo protide formato da fotopsina, di natura proteica e da retinene, la forma aldeidica dell’axerofitolo, che è la più importante delle vitamine del gruppo A, presenti in natura. È chiamata anche vitamina A1, retinolo o vitamina antixeroftalmica e può essere introdotta con la dieta attraverso prodotti di origine animale, uova, latte, burro oltre che nel fegato, tuttavia può anche essere sintetizzata da precursori quali i carotenoidi, a livello epatico. Carenze di vitamina A1, sia per scarso apporto dietetico sia per disturbi all’apparato intestinale, per difetti nell’assorbimento lipidico, si traducono in disturbi dell’acuità visiva in età pediatrica, quali l’emeralopia, cioè disturbi nella visione corpuscolare e, la xeroftalmia, cioè la cheratinizzazione della cornea. Le quantità di vitamina A1 in U.I. è di circa 5000 U.I.

Esistono, però, delle molecole presenti in molti alimenti, che non vengono sintetizzati endogenamente dal corpo umano, ma che hanno un ruolo fondamentale, una di queste è la luteina, un carotenoide, presente in molti prodotti di origine vegetale, ortaggi a foglia verde scura (spinaci ad esempio), nel tuorlo d’uovo, nel grano, nella frutta. La luteina è un potente antiossidante, esplicando un’azione protettiva, nei confronti della macula, che può essere protagonista di una malattia degenerativa cronica. La luteina è in grado di filtrare la luce blu ad alta energia, che è quella considerata responsabile dell’aggressione dei radicali liberi nei confronti degli organi esposti alla luce diretta. Una dieta povera di luteina, indebolisce molto la struttura oculare, soprattutto questa carenza si è riscontrata nella popolazione americana, che predilige un’alimentazione più ricca di grassi. Le dosi consigliate di luteina sono intorno ai 20 mg, ed oggi è disponibile anche come integratore alimentare.

MANIFESTAZIONI PATOLOGICHE PER IPOVITAMINOSI

Cataratta
La cataratta è uno dei maggiori disturbi visivi, la prima causa di cecità nel mondo, spesso associata ad altre patologie croniche e ad un’età senile, ma non sempre è così, in quanto un fattore determinante può essere caratterizzato dalla ipovitaminosi, in particolare di agenti antiossidanti, la cui carenza può predisporre l’insorgenza di cataratte piuttosto precocemente.
La vitamina C è una di queste vitamine. L’acido ascorbico, infatti, ha potenti proprietà antiossidanti, impedendo che i radicali liberi formatisi dalla perossidazione delle membrane fosfolipidiche possano danneggiare la retina ed il cristallino. La carenza di questa vitamina si manifesta con un danno diretto al cristallino e l’accumulo di proteine solforate che lo rendono opaco, inoltre un sintomo evidente di carenza vitaminica da acido ascorbico, che si accompagna alle cataratte è la cheratocongiuntivite secca (sindrome di Sjögren). La vitamina C è contenuta in agrumi, mirtilli, cavoli, peperoncini, peperoni, nel succo di limone, si stima che la dose giornaliera raccomandata sia di 200mg.
In parte anche la vitamina E può giocare un ruolo importante nell’insorgenza precoce delle cataratte, tuttavia sia vitamina E che vitamina C se introdotte correttamente nella dieta, possono effettivamente bloccare un processo degenerativo ai primi stadi, ma non in una fase avanzata. Occorre considerare che talvolta il ridotto apporto vitaminico può non essere solo dipendente dalla dieta ma anche da patologie correlate al malassorbimento intestinale o patologie croniche.

Retinopatie ed oftalmoplegie
La carenza di vitamina E può essere causa, durante lo sviluppo fetale, di una maggiore suscettibilità delle cellule retiniche, causando le retinopatie, in particolare nel nato prematuro si riscontrano bassi livelli di tocoferolo ed un diminuito assorbimento di vitamina E a livello intestinale, che rende così il soggetto debole all’attacco degli agenti ossidanti. Oltre alle retinopatie, possono essere evidenti delle oftalmoplegie, cioè paralisi dei muscoli oculari, a causa di danni agli assoni mielinici nel corso dello sviluppo fetale. Durante i primi stadi di comparsa dei danni visivi è possibile intervenire mediante la somministrazione di vitamina E in dosi tali da migliorare la compromissione retinica e muscolare.

Cecità
La perdita dell’acuità visiva può essere determinata da molti fattori carenziali, soprattutto durante lo sviluppo del sistema visivo. L’introduzione dello zinco migliora la capacità visiva, poiché esso agisce anche come co-fattore in alcune reazioni antiossidanti, in particolare la sua carenza causa cecità crepuscolare, che impedisce la visione alla luce a bassa intensità. I cibi maggiormente ricchi di Zinco sono le aringhe, i semi di zucca, le ostriche, i crostacei. Altra vitamina importante è la Riboflavina o vitamina B2, che interviene nel rafforzare l’acuità visiva e la cui carenza provoca sintomi quali perdita del campo visivo e bruciore agli occhi per lo scatenarsi di reazioni infiammatorie. Sono ricchi di riboflavina le mandorle, la soia, i cereali integrali, le verdure, il lievito e le interiora degli animali.

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MANIFESTAZIONI PATOLOGICHE DA IPERVITAMINOSI

Retinopatia cantaxantinica per eccesso di carotenoidi
Non si conoscono particolari patologie causate da eccesso di nutrienti, una delle forme più conosciute è una retinopatia per eccesso di carotenoidi, in soggetti trattati con dosi molto elevate per un periodo di tempo piuttosto prolungato. Si formano infatti dei corpi inclusi di cantaridina nella retina e nel cristallino, che scompaiono progressivamente al diminuire delle dosi somministrate.

PREVENZIONE
Molte malattie che colpiscono il sistema visivo, hanno un’origine genetica, quindi una cosiddetta condizione predisponente, come nel caso di alcune patologie neoplastiche, quali il retinoblastoma ad esempio, in tali casi i fattori ambientali, tra cui lo stile di vita nutrizionale può fare molto nella prevenzione ed anche nel corso della terapia farmacologica la terapia nutrizionale è un coadiuvante della guarigione, ma da sola una prevenzione dietetica non può scongiurare l’insorgenza di una patologia oculare né consentire la guarigione.

Bibliografia
Béliveau R., Gingras D., L’alimentazione anti-cancro; pg.102, 2005
Murray M.T., Il potere curativo dei cibi; pg.53, 1996
Ziegler E., Conoscenze attuali in nutrizione; pg.159,169,789, 2007

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