I nutrienti, con le loro proprietà biochimiche, influenzano non solo il metabolismo
dell’organismo ma anche lo sviluppo di quest’ultimo, la sua evoluzione e contribuiscono
alla prevenzione di un numero infinito di disturbi. La vista è senza dubbio uno dei sensi maggiormente influenzati da fattori ambientali
e nutrizionali, sia nell’evoluzione della sua funzione, sia nella prevenzione
che nell’insorgenza di patologie visive, più o meno rare (cataratta, cecità crepuscolare,
neuropatie ottiche).
Sono tanti i composti chimici, fitochimici e vitaminici che hanno ruolo nello
sviluppo e nel funzionamento del nervo ottico e del sistema visivo, quali la riboflavina,
la luteina, il triptofano, la vitamina C, lo Zinco, la Vitamina A.
La sintesi e l’azione dei pigmenti oculari I pigmenti oculari sono molecole localizzate nei coni e nei bastoncelli della
struttura retinica, le membrane recettoriali sono ricche di fosfolipidi con un
60% di DHA (acido docoesaenoico) e, a livello dei bastoncelli si trova il pigmento
rodopsina, che è circondata da 60 molecole di fosfolipidi. Attraverso la rodopsina avviene
la visione a luce bassa o visione notturna e i bastoncelli sono dei fotorecettori
dall’elevato potenziale di trasduzione dello stimolo al nervo ottico. Il legame
tra fosfolipidi e DHA, con la rodopsina, rivestono un ruolo fondamentale nel meccanismo
di visione. La carenza nella dieta di DHA (acido docoesaenoico) , in determinate
fasi della vita, durante la gravidanza, nello sviluppo del feto, durante l’età
adulta e senile, può essere causa di vistosi problemi al funzionamento del sistema
visivo. Prima di tutto una disfunzione retinica globale, modificazione della risposta
fotorecettoriale a causa della modificazione conformazionale della molecola di
rodopsina. La carenza di DHA può manifestarsi nel corso di una gravidanza con
un non corretto sviluppo del nervo ottico nel feto, mentre nell’età senile, la
diminuzione delle strutture fotorecettoriali può determinare una maggiore suscettibilità
all’azione dei radicali lberi. Le maggiori fonti di Acido docoesaenoico sono rappresentate da diverse specie
di pesci, quali aringhe, pesce spada, salmone, sgombro, negli oli di origine vegetali
(semi di lino, girasole, canapa, oliva) e nei legumi.
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Nei coni, invece è presente la iodopsina, che in realtà è costituita da tre pigmenti ed, è più sensibile alla luce a
maggiore intensità, permettendo la visione dei colori (fisione fotopica). È un
cromo protide formato da fotopsina, di natura proteica e da retinene, la forma
aldeidica dell’axerofitolo, che è la più importante delle vitamine del gruppo
A, presenti in natura. È chiamata anche vitamina A1, retinolo o vitamina antixeroftalmica
e può essere introdotta con la dieta attraverso prodotti di origine animale, uova,
latte, burro oltre che nel fegato, tuttavia può anche essere sintetizzata da precursori
quali i carotenoidi, a livello epatico. Carenze di vitamina A1, sia per scarso
apporto dietetico sia per disturbi all’apparato intestinale, per difetti nell’assorbimento
lipidico, si traducono in disturbi dell’acuità visiva in età pediatrica, quali
l’emeralopia, cioè disturbi nella visione corpuscolare e, la xeroftalmia, cioè
la cheratinizzazione della cornea. Le quantità di vitamina A1 in U.I. è di circa
5000 U.I.
Esistono, però, delle molecole presenti in molti alimenti, che non vengono sintetizzati
endogenamente dal corpo umano, ma che hanno un ruolo fondamentale, una di queste
è la luteina, un carotenoide, presente in molti prodotti di origine vegetale, ortaggi a foglia
verde scura (spinaci ad esempio), nel tuorlo d’uovo, nel grano, nella frutta.
La luteina è un potente antiossidante, esplicando un’azione protettiva, nei confronti
della macula, che può essere protagonista di una malattia degenerativa cronica.
La luteina è in grado di filtrare la luce blu ad alta energia, che è quella considerata
responsabile dell’aggressione dei radicali liberi nei confronti degli organi esposti
alla luce diretta. Una dieta povera di luteina, indebolisce molto la struttura
oculare, soprattutto questa carenza si è riscontrata nella popolazione americana,
che predilige un’alimentazione più ricca di grassi. Le dosi consigliate di luteina
sono intorno ai 20 mg, ed oggi è disponibile anche come integratore alimentare.
MANIFESTAZIONI PATOLOGICHE PER IPOVITAMINOSI
Cataratta La cataratta è uno dei maggiori disturbi visivi, la prima causa di cecità nel
mondo, spesso associata ad altre patologie croniche e ad un’età senile, ma non
sempre è così, in quanto un fattore determinante può essere caratterizzato dalla
ipovitaminosi, in particolare di agenti antiossidanti, la cui carenza può predisporre l’insorgenza
di cataratte piuttosto precocemente.
La vitamina C è una di queste vitamine. L’acido ascorbico, infatti, ha potenti
proprietà antiossidanti, impedendo che i radicali liberi formatisi dalla perossidazione
delle membrane fosfolipidiche possano danneggiare la retina ed il cristallino.
La carenza di questa vitamina si manifesta con un danno diretto al cristallino
e l’accumulo di proteine solforate che lo rendono opaco, inoltre un sintomo evidente
di carenza vitaminica da acido ascorbico, che si accompagna alle cataratte è la
cheratocongiuntivite secca (sindrome di Sjögren). La vitamina C è contenuta in
agrumi, mirtilli, cavoli, peperoncini, peperoni, nel succo di limone, si stima
che la dose giornaliera raccomandata sia di 200mg.
In parte anche la vitamina E può giocare un ruolo importante nell’insorgenza
precoce delle cataratte, tuttavia sia vitamina E che vitamina C se introdotte
correttamente nella dieta, possono effettivamente bloccare un processo degenerativo
ai primi stadi, ma non in una fase avanzata. Occorre considerare che talvolta
il ridotto apporto vitaminico può non essere solo dipendente dalla dieta ma anche
da patologie correlate al malassorbimento intestinale o patologie croniche.
Retinopatie ed oftalmoplegie La carenza di vitamina E può essere causa, durante lo sviluppo fetale, di una
maggiore suscettibilità delle cellule retiniche, causando le retinopatie, in particolare nel nato prematuro si riscontrano bassi livelli di tocoferolo
ed un diminuito assorbimento di vitamina E a livello intestinale, che rende così
il soggetto debole all’attacco degli agenti ossidanti. Oltre alle retinopatie,
possono essere evidenti delle oftalmoplegie, cioè paralisi dei muscoli oculari, a causa di danni agli assoni mielinici nel
corso dello sviluppo fetale. Durante i primi stadi di comparsa dei danni visivi
è possibile intervenire mediante la somministrazione di vitamina E in dosi tali
da migliorare la compromissione retinica e muscolare.
Cecità La perdita dell’acuità visiva può essere determinata da molti fattori carenziali,
soprattutto durante lo sviluppo del sistema visivo. L’introduzione dello zinco
migliora la capacità visiva, poiché esso agisce anche come co-fattore in alcune
reazioni antiossidanti, in particolare la sua carenza causa cecità crepuscolare,
che impedisce la visione alla luce a bassa intensità. I cibi maggiormente ricchi
di Zinco sono le aringhe, i semi di zucca, le ostriche, i crostacei. Altra vitamina
importante è la Riboflavina o vitamina B2, che interviene nel rafforzare l’acuità visiva e la cui carenza
provoca sintomi quali perdita del campo visivo e bruciore agli occhi per lo scatenarsi
di reazioni infiammatorie. Sono ricchi di riboflavina le mandorle, la soia, i
cereali integrali, le verdure, il lievito e le interiora degli animali.
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MANIFESTAZIONI PATOLOGICHE DA IPERVITAMINOSI
Retinopatia cantaxantinica per eccesso di carotenoidi Non si conoscono particolari patologie causate da eccesso di nutrienti, una delle
forme più conosciute è una retinopatia per eccesso di carotenoidi, in soggetti trattati con dosi molto elevate per un periodo di tempo piuttosto
prolungato. Si formano infatti dei corpi inclusi di cantaridina nella retina e
nel cristallino, che scompaiono progressivamente al diminuire delle dosi somministrate.
PREVENZIONE Molte malattie che colpiscono il sistema visivo, hanno un’origine genetica, quindi
una cosiddetta condizione predisponente, come nel caso di alcune patologie neoplastiche,
quali il retinoblastoma ad esempio, in tali casi i fattori ambientali, tra cui
lo stile di vita nutrizionale può fare molto nella prevenzione ed anche nel corso
della terapia farmacologica la terapia nutrizionale è un coadiuvante della guarigione,
ma da sola una prevenzione dietetica non può scongiurare l’insorgenza di una patologia
oculare né consentire la guarigione.
Bibliografia Béliveau R., Gingras D., L’alimentazione anti-cancro; pg.102, 2005
Murray M.T., Il potere curativo dei cibi; pg.53, 1996
Ziegler E., Conoscenze attuali in nutrizione; pg.159,169,789, 2007
DIETA E VISTA
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