OLIGOTERAPIA
Gli oligoelementi
Nella costituzione degli organismi viventi rientrano diverse molecole. L’acqua è sicuramente l’elemento principale, le membrane sono formate da grassi e proteine
e agli zuccheri spetta, tra l’altro, il compito energetico. Oltre questi componenti
ci sono anche altre sostanze poco rappresentate, ma che svolgono compiti di primaria
importanza, sono gli oligoelementi, tra i quali rientrano, ad esempio, zolfo, zinco, bismuto e magnesio.
La parola oligoelemento deriva dal greco “Oligos=poco”, ed indica che la sua presenza è molto piccola,
appunto infinitesimale.
Si cominciò a parlare di oligoterapia alla fine dell’800 quando lo studioso Bernard comprese l’importanza di queste
“tracce” per gli esseri viventi. All’inizio del ‘900, poi, iniziò a diffondersi
la pratica di indossare braccialetti di rame forgiato per difendersi dalle infezioni
e per il trattamento di alcune malattie della pelle; infine, poco prima del secondo
grande conflitto mondiale, si proponevano soluzioni iniettive di oligoelementi
per trattare alcune patologie funzionali.
La carenza degli oligoelementi nell’organismo conduce, con il tempo, alla comparsa
di disturbi inizialmente funzionali, responsabili di assopimento di alcune funzioni,
come quelle ghiandolari; successivamente se la carenza dei minerali continua, la patologia si approfondisce
con danni organici e quadri clinici più rilevanti. Sostanzialmente gli oligoelementi sono minerali in grado di favorire sia le reazioni enzimatiche
che i processi metabolici organici in generale; si tratta cioè di “starter” che permettono ai “catalizzatori” delle reazioni
chimiche, gli enzimi, di funzionare correttamente. Una ridotta concentrazione
degli oligoelementi od una loro diminuita attività comporta, a sua volta, un sussulto
negativo dell’attività enzimatica con blocco delle reazioni chimiche e l’istaurarsi
di disturbi di varia entità, sia negli individui più giovani, che negli anziani.
Infatti una volta istauratosi questo disequilibrio, ci sarà un viraggio da uno
stato di salute con buona forza (Vis), ad uno stato di ipo-energia caratterizzato
da una riduzione anche cospicua dell’energia vitale. In generale una carenza di
oligoelementi deriva da diverse cause: inquinamento ambientale, abuso di farmaci,
di stress, alimentazione non corretta e soprattutto l’uso in agricoltura di sostanze
fuorilegge che alterano la qualità dei micro e macro componenti degli alimenti.
Principale compito della oligoterapia è quello di regolare l’equilibrio (omeostasi)
dell’organismo attraverso una rimodulazione energetica, con miglioramento delle difese organiche, attraverso diversi preparati: l’oligoel
1 contiene l’alluminio che partecipa alla regolazione delle funzioni cerebrali; principale costituente
dell’oligoel 3 è il cobalto che presiede alla regolazione del sistema nervoso vegetativo soprattutto a livello
dell’apparato digerente; gli oligoel 4 e 5 contenenti rispettivamente fluoro e fosforo svolgono un ruolo importante nel metabolismo del calcio; la presenza di litio nell’oligoel 7 giustifica il suo impiego nei disturbi ansiosi depressivi, il
rame rappresentato nell’oligoel 15 stimolando le difese organiche ha funzione antimicrobica.
Molto valide sono anche le associazioni tra gli oligoelementi come, per esempio:
manganese-rame-cobalto (oligoel 12) può essere usato come trattamento complementare nella cura delle
anemie;
nichel-cobalto (oligoel 13), stimolando l’apparato digerente, può contribuire alla correzione
di disturbi funzionali quali: digestione lenta, eruttazioni, sonnolenza post-prandiale.
È interessante notare come il trattamento oligoterapico può essere abbinato alle
diatesi, ossia agli stati di squilibrio psico-fisico e alle tendenze patologiche
dell’organismo.
Esistono 5 diatesi
Diatesi allergica (manganese)
Si tratta di pazienti giovani in buono stato di salute caratterizzati da una
iper-reattività energetica di fondo. Per cui si riscontrano, con una certa frequenza,
patologie come asma, allergie, riniti, eczemi, orticarie.
Diatesi ipostenica (manganese-rame)
In questi soggetti la caratteristica fondamentale è una riduzione graduale dell’energia
sia dal punto di vista fisico che psichico che nel tempo può sfociare in malattie
croniche.
Diatesi distonica (manganese-cobalto)
Una situazione del genere è tipica della vecchiaia allorquando comincia a venir
meno l’energia che ha caratterizzato le precedenti fasi floride della vita. Il
manganese-cobalto può contribuire a riequilibrare le anomalie dell’attività vascolare
tipiche di queste fasi della vita.
Diatesi anergica (rame-oro-argento)
Fase caratterizzata da marcata riduzione o assenza della reattività dell'organismo
con astenia psico-fisica, riduzione libido, depressione, infezioni recidivanti
e comparsa di malattie di degenerativo, tipo l’artrosi. La triade rame-oro-argento
è in grado di opporsi a questi stati di affaticamento psico-fisico ed alla riduzione
delle difese immunitarie.
Diatesi della sindrome di adattamento tipo A (zinco-rame)
Diatesi della sindrome di adattamento tipo B (zinco-nichel-cobalto)
In risposta a determinati stress, nell’organismo si determinano squilibri ormonali
responsabili di alterate funzioni sessuali e malattie metaboliche come il diabete;
il tandem zinco-rame esprime la sua attività contribuendo a ridurre i disturbi
funzionali della menopausa. Il range di azione dello zinco-nickel-cobalto si estrinseca
soprattutto nei confronti delle insufficienze funzionali pancreatiche.
Il riconoscimento di malattie legate a una determinata diatesi permetterà di
scegliere uno specifico oligoelemento in grado di sbloccare i sistemi enzimatici
ridando l’energia persa e favorendo il raggiungimento dell’equilibrio.
L'oligoterapia è una terapia naturale che può essere impiegata da sola od insieme
ad altre terapie, deve comunque rispettare le proprie modalità e tempi di assunzione e i propri
dosaggi. Le preparazioni degli oligoelementi sono generalmente sotto forma di
gluconati. I preparati si somministrano in bassissima concentrazione, le diluizioni
più usate, infatti, sono tra la D3 e la D7, possono essere somministrati per via
orale in gocce da 2 a 4 volte al giorno secondo i casi, riducendo il numero di
somministrazioni man mano che il paziente migliora.
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