UNA DIETA QUASI VEGETARIANADIETA QUASI VEGETARIANANel dibattito tra vegetariani e non, tra vegetarismo e vegetalismo, si inserisce una nuova proposta: "la dieta quasi vegetariana" , illustrata nel nuovo libro "Perché essere quasi vegetariani" di Franco Travaglini e Giuseppe Capano (Sperling & Kupfer Editori).
Il modello "quasi vegetariano" prevede un utilizzo ridotto di uova, latte e latticini e, dal punto di vista culturale, non occulta lo sfruttamento degli animali a questo fine, pur mantenendo aperta la ricerca per la sua possibile cessazione. Dieta sostenibile Secondo Travaglini, una dieta, intesa come stile alimentare e non come cura dimagrante, può essere definita sostenibile se:
La "la dieta quasi vegetariana" qui descritta soddisfa queste condizioni.
C'è una grande confusione sui reali bisogni alimentari. Conviene perciò riferirsi alle fonti più qualificate, come indicato nella pagina Nutrienti, ovvero alle raccomandazioni della Società Italiana di Nutrizione Umana, che ha adattato le indicazioni della FAO, dell'OMS e della Commissione Europea alle abitudini alimentari Italiane. Da questo punto di vista, una dieta normale, così come una dieta vegetariana, con il giusto incremento di proteine animali dato da uova, latte e latticini, soddisfa i criteri nutrizionali, mentre una dieta strettamente vegetale mostra delle carenze. Oggi, l'attenzione dei ricercatori è invece più spostata sui fattori di prevenzione che può esercitare un regime alimentare. In questa ottica, con particolare attenzione alla prevenzione dei tumori, è stata sviluppata la formula di regime alimentare della dieta "quasi" vegetariana che prevede "almeno cinque porzioni al giorno di frutta e verdura". L'idea si deve al Dott. Attilio Giacosa, gastroenterologo dell'Istituto Nazionale per la Ricerca sul Cancro di Genova. La dieta quasi vegetariana Come detto, si basa sul principio di inserire almeno 5 porzioni al giorno di frutta e verdura. Ciò consente di regolare gli alimenti che compongono normalmente la dieta (pane, pasta, carne, uova, latticini, grassi zuccheri) e il cui eccessivo consumo provoca squilibri. Un esempio: un frutto (una porzione) aggiunto alla normale colazione, un altro frutto (2° porzione) come spuntino, iniziare il pranzo con un'insalata di verdure crude (3° porzione) e farla seguire da un frutto (4° porzione) . Un altro spuntino a base di frutta o una porzione di verdura o frutta a cena completano la dieta. Si noti che le porzioni dovrebbero essere "almeno" cinque, ma sarebbe meglio se fossero di più. Il problema dei pesticidi I residui dei pesticidi negli alimenti sono un problema non ancora del tutto risolto. Secondo i dati resi noti dal Ministero della Sanità, il 68,4% dei campioni di prodotti ortofrutticoli analizzati nei laboratori pubblici nel 1999 era privo di residui di pesticidi e nel 30,3% dei casi i residui erano inferiori ai limiti di legge. Il rimanente, l'1,3% aveva residui superiori a quelli consentiti. Leggendo questi dati in modo inverso si può dedurre che ben 31,6%, quasi un terzo degli ortofrutticoli che mangiamo, contiene residui rinvenibili con le metodiche attuali. È vero che la maggior parte di questi rientra "nei limiti di legge", ma questi limiti sono davvero accettabili? In questa ottica, il suggerimento di Tagliavini è quello di utilizzare frutta e verdura coltivata attraverso l'agricoltura biologica. Una cucina quasi vegetariana Per seguire un regime alimentare come quello suggerito, sarebbe utile disporre di ricette e consigli ... ...il libro di Travaglini ci fornisce anche questi con la collaborazione di un noto Chef: Giuseppe Capano. E allora che aspettiamo a provare questa nuova dieta, nel senso di regime alimentare, nel rispetto della salute e del gusto? UNA DIETA QUASI VEGETARIANAArticoli correlati
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