LA PILLOLA ANTI-OBESITA'
LA PILLOLA ANTI-OBESITA'
Quando il peso corporeo, in funzione dell'altezza e della taglia ossea, supera
certi valori, si parla di obesità. (Per approfondire la differenza tra normalità, sovrappeso e obesità clicca qui)
L'obesità è una malattia complessa dovuta a diversi fattori, genetici e ambientali,
che provoca l'alterazione del bilancio energetico ed un accumulo eccessivo di
tessuto adiposo. Alterazioni genetiche potrebbero essere la causa del deficit
di ossidazione lipidica che è stato evidenziato in pazienti obesi. Tra i fattori
ambientali si citano gli errori dietetici e di stile di vita. Gli errori dietetici
possono cominciare in età evolutiva facilitando l'obesità in età adulta. L'eccessivo
consumo di alimenti ricchi di grassi, il consumo costante di alcol, la mancanza di attività fisica o disturbi del comportamento alimentare contribuiscono al verificarsi del sovrappeso
e dell'obesità.
L'obesità è un fattore favorente il manifestarsi del diabete (non insulino dipendente
in soggetti geneticamente predisposti) e causa un aumento della probabilità del
manifestarsi dell'ipertensione arteriosa e di disturbi cardiovascolari. Altre
malattie che possono manifestarsi con più probabilità in soggetti obesi sono la
calcolosi biliare, il cancro colonrettale ed endometriale.
Oltre ai metodi di cura tradizionali, ovvero la dieta e la modifica dello stile
di vita, e, per i casi più gravi, la terapia chirurgica, era, anche in Italia, disponibile una terapia farmacologica, una pillola anti-obesità
a base di sibutramina.
La sibutramina
Questo principio attivo, originariamente sviluppato come antidepressivo, aiuta
a ridurre l'assunzione di cibo ed è indicato per perdere peso in associazione
ad un regime dietetico per soggetti con obesità manifesta. Agisce riducendo l'appetito e inducendo un senso di sazietà primariamente con
l'inibizione dei recettori dei neurotrasmettitori serotonina e noradrenalina.
Alcuni studi gli hanno attribuito anche la capacità di attivare il metabolismo
aumentando il dispendio calorico.
Effetti collaterali
Secchezza delle fauci, lieve incremento di frequenza cardiaca e della pressione.
Conclusioni
Si tratta di un medicinale riservato a casi di obesità manifesta da prendere
sotto controllo medico, da non utilizzarsi per lievi sovrappesi o dimagramenti per motivi esclusivamente estetici.
Non è privo di rischi ed effetti collaterali. Deve essere sempre associato
ad una dieta ed ad un programma di attività fisica.
Si rammenta infatti che l'obesità deve essere affrontata sempre in modo multifattoriale, impiegando cioè simultaneamente una terapia dietetica,
psicologica e un aumento dell'attività fisica, oltre ad una serie di misure dirette
a riabilitare il paziente spesso fortemente compromesso da numerose complicanze.
In data 6/3/2002 la commissione unica del farmaco (Cuf) ha sospeso cautelativamente la vendita
dei medicinali per il trattamento di forme di grave obesita' a base di sibutramina (Reduxil, Ectiva e Reduxade). La sospensione e' stata estesa anche alle preparazioni
magistrali con lo stesso principio attivo. Lo ha reso noto il ministero della
salute spiegando che la decisione e' stata presa sulla base dei dati raccolti
dal sistema nazionale di farmacovigilanza. Il ministero ha anche attivato un numero
verde per eventuali informazioni, lo 800571661. La CUF ha ritenuto, infatti, che,
sulla base delle informazioni fornite dal sistema nazionale di farmacovigilanza
che ha raccolto a tutt'oggi circa 50 segnalazioni di eventi avversi nel corso
del trattamento, il profilo beneficio-rischio del farmaco sia da ridefinire e,
pertanto, ha richiesto agli organismi europei una rivalutazione complessiva di
questo profilo. La sibutramina e' in commercio in Italia dall'aprile 2001 a seguito
di procedura di mutuo riconoscimento ed e' in fascia C (non a carico del Servizio
sanitario nazionale). Per quanto concerne i pazienti che attualmente assumono
medicinali a base di sibutramina, la CUF consiglia di interrompere il trattamento
rivolgendosi al proprio medico curante per definire strategie terapeutiche alternative.
(notizia ANSA salute del 06/03/2002)
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