ANORESSIA E BULIMIA |
A cura della Dott.sa Anna Doddi | Disordini alimentari, anoressia e bulimia nervosa sono fenomeni in forte aumento
negli ultimi anni, nel mondo occidentale, soprattutto tra le donne, anche se un
numero sempre crescente di uomini ne è colpito. Oggi se ne parla molto, ma spesso
senza conoscerne il vero significato; queste due malattie, infatti, sono a volte
confuse, conosciute solo in parte, oppure sono semplificate con l'errato binomio
anoressia uguale magrezza, bulimia uguale obesità.
L'anoressia e la bulimia anzitutto sono delle vere e proprie malattie e sono
anche molto complesse perché riguardano sia la psiche che il corpo; sono caratterizzate
entrambe da un errato approccio e rapporto con il proprio corpo e con il cibo,
che porta però a comportamenti diversi: la persona affetta da anoressia tenta
in ogni modo di limitare, se non evitare del tutto, l'assunzione di cibo, quella
bulimica vorrebbe resistergli, ma spesso cede e si getta in abboffate spropositate
seguite quasi sempre da vomito autoindotto e tantissimi sensi di colpa. Ciò che
ne risulta è che la persona anoressica diventa ben presto sottopeso fino a poter
raggiungere una magrezza che la mette a rischio di vita, mentre quella bulimica
mantiene un peso normale e, solo a volte, è o diventa in sovrappeso. Per questo
la bulimia, benché più frequente dell'anoressia, è più difficile da individuare,
perché non lascia tracce visibili esternamente sulle persone, anche se mina fortemente
la loro salute dall'interno causando danni soprattutto all'apparato digerente,
con rischio di ulcere ed emorragie interne, ma anche alla pelle, alla vista, addirittura
al cuore, causando aritmie e scompensi cardiaci.
La persona anoressica, invece, pur essendo dimagrita e avendo un peso ben al
di sotto dei valori considerati nella norma, continua a non piacersi fisicamente,
a non accettarsi per come è e a vedersi grassa, cosa che la fa persistere nel
suo atteggiamento autolesionista nei confronti del cibo. La scarsa alimentazione,
che arriva a volte persino al digiuno totale, procura danni al sistema endocrino,
bloccando nelle donne il ciclo mestruale con gravi conseguenze per la fertilità,
alle ossa, aumentando il rischio di osteoporosi, alla pelle, ai capelli, al sistema
digerente, ma soprattutto al cuore. Le conseguenze ultime, per chi scende sotto
i 40 kg di peso, possono essere purtroppo anche la morte, dovuta nelle maggioranza
dei casi proprio alle complicanze cardiache. Ma l'anoressia non va vista solo
come ricerca della bellezza estetica che porta al rifiuto del cibo e al digiuno,
va intesa una profonda crisi interiore e quindi come una domanda di aiuto , una richiesta di riconoscimento del proprio dolore, dolore di vivere, di accettarsi,
di essere , un dolore tanto forte e lacerante da risultare impossibile da sviscerare,
da raccontare, ma che si può lasciar trapelare solo attraverso un linguaggio universale,
quello del corpo.
Viene perciò spontaneo chiedersi quali sono le cause di questi gravi
disturbi, perché sempre più spesso tante persone cadono nella trappola dell'anoressia
o della bulimia.
Una spiegazione valida è che nel mondo di oggi essere magri e avere un corpo
sempre in forma sembra un'esigenza primaria, praticamente irrinunciabile, che
spinge a non accettare il proprio corpo, ma a ricercare una forma fisica perfetta;
in alcuni ambienti, come quello della danza e della ginnastica, tutto questo viene
ulteriormente amplificato, visto che la magrezza, troppo spesso eccessiva, dei
ballerini e dei ginnasti è un'abitudine talmente radicata da sembrare normalità
e "conditio sine qua non" per avere successo in questo mondo, per essere dei veri
professionisti.
Quello che tante persone, ma anche molti sportivi, non sanno è che il grasso,
ritenuto un nemico, è invece uno dei migliori alleati, nella giusta quantità,
per la salute.
Il grasso corporeo svolge tantissimi ruoli preziosi ed insostituibili nel corpo,
soprattutto per chi pratica molta attività fisica: costituisce una riserva energetica
per le attività aerobiche (attività non di alta intensità, ma prolungate nel tempo),
che permette di svolgere ore di allenamento giornaliero senza creare scompensi
glicemici nel nostro corpo; protegge dalle fratture ossee, ma anche muscolari
che possono avvenire in chi pratica sport, è una riserva di preziose vitamine
e oligoelementi necessari per il corretto funzionamento dell'organismo e per il
benessere psicofisico. Una parte del grasso corporeo, detta essenziale, ricopre
proteggendo e sorreggendo gli organi del corpo, costituisce le guaine mieliniche
che rivestono i nervi e forma le membrane cellulari di qualsiasi cellula; senza
questo grasso, la vita è praticamente incompatibile, per questo le persone anoressiche
che arrivano a tali valori di massa grassa vanno incontro ad un pericolo di morte
altissimo. (vedi l’articolo Massa Grassa).
La televisione, i giornali, la moda in questi anni ci propongono continuamente
e solamente immagini di donne belle, senza difetti fisici, magre, associando spesso
la bellezza puramente estetica al successo, spingendo quindi la maggior parte
delle donne e soprattutto quelle più giovani, a voler raggiungere quelle forme
fisiche, quei modelli a tutti i costi, diventando disposte a fare quasi di tutto. E' così che possono iniziare l'anoressia o la bulimia: con un disordine alimentare,
un periodo ad esempio di dieta eccessiva o fatta da sé in modo errato, una fobia
per un certo tipo di alimenti, più spesso i dolci, ritenuti pericolosi perché
fanno male e fanno ingrassare, quindi assolutamente da evitare. Se questi comportamenti
sbagliati nei confronti dell'alimentazione continuano, possono trasformarsi in
un'autentica malattia in cui il cibo, la sua assenza o il suo bisogno spasmodico,
diventa il centro di ogni pensiero e l'unica cosa che conta nella vita, facendo
andare lentamente in secondo piano ogni altra attività quotidiana, portando sempre
di più all'isolamento. Naturalmente questa catena può essere spezzata e con lo
sforzo della persona malata, di chi gli vive intorno e degli specialisti giusti,
si può ripristinare una vita serena e normale in cui l'alimentazione non è più
un'ossessione e occupa il giusto posto nella scala della vita.
Bibliografia
- William D. Mc Ardle, Frank I. Katch, Victor L. Katch: "Alimentazione e sport",
Casa Editrice
- E. Mori, F. Franchini: "Quando il corpo si fa pesante", Scientific Nutrition
Today, 1° trimestre 2002 n° 6
- A. Scheck "Sport e disturbi alimentari" SDS Rivista di cultura sportiva Anno
XXI n.56
- D. Spinelli: "Psicologia dello sport e del movimento umano", Casa Editrice Zanichelli
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