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FERRO
FERRO
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FERRO
Compito principale del ferro è legare l'ossigeno nella molecola di emoglobina
e in altri trasportatori di ossigeno (mioglobina, citocromi). | |
| AZIONE FISIOLOGICA |
| Il ferro interviene nella sintesi dell'emoglobina, della mioglobina e di diversi
enzimi e svolge importanti funzioni quali il trasporto di ossigeno ai tessuti
e l'attività di importanti sistemi enzimatici. Il 65% del ferro contenuto nell'organismo
è nell'emoglobina, la restante parte si trova nella mioglobina, nella ferritina
e nell'emosiderina come deposito. Minime quantità sono associate alla transferrina,
che è una proteina di trasporto. Il ferro in forma eme, presente nelle emoproteine
del pesce e della carne, viene assorbito come complesso porfirinico senza interazioni
con gli altri componenti della dieta, mentre quello in forma non-eme è dipendente
dai costituenti della dieta e dallo stato nutrizionale del soggetto. Negli alimenti
di origine vegetale il ferro è presente solo in forma non-eme. |
| FONTI ALIMENTARI |
| Il ferro è presente sia in alimenti di origine animale (carne e pesce) che in
alimenti di origine vegetale (legumi, indivia, radicchio verde e spinaci). Circa
1/3 del ferro assunto giornalmente deriva da verdure e ortaggi mentre minore è
la quota di assunzione dai cereali, dalla carne e dal pesce, per cui prevale la
forma non-eme. Nella dieta italiana il contenuto di acido ascorbico è piuttosto
elevato, mentre sono presenti in basse concentrazioni sostanze inibenti, per cui
si ha un soddisfacente livello di assorbimento del ferro. |
| FABBISOGNO |
| Le raccomandazioni sui livelli di assunzione sono basati sulle perdite negli
adulti e sulle quantità necessarie per la crescita per bambini e adolescenti.
Il calcolo della quantità giornaliera varia fra i due sessi, perché diversa è
la perdita del ferro. Nell'uomo adulto e nella donna in età post-menopausale la
dose raccomandata è di 10 mg/giorno mentre nel periodo fertile la donna , calcolando
la perdita di ferro con le mestruazioni, ha bisogno di 18mg/giorno. In gravidanza
è opportuno un surplus di 30 mg/giorno. Nell'adolescenza la dose raccomandata
è di 12 mg/giorno che diventano 18 mg/giorno nelle ragazze con la comparsa delle
mestruazioni. Nella prima infanzia uno scarso apporto di ferro può interferire
con il giusto sviluppo psicomotorio del bambino perciò il livello consigliato
è di 7 mg/giorno nei bambini dai 6 mesi ai 3 anni e di 9 mg/giorno in quelli da
4 a 10 anni. Prima dei 6 mesi è da privilegiare l'allattamento materno, perché
il ferro del latte umano è altamente disponibile. |
| CARENZE |
| Il deficit di ferro e conseguente esaurimento delle riserve determina l'anemia
sideropenica che presenta sintomi quali pallore, astenia, tachipnea e tachicardia.
Se lo stato di carenza si protrae il livello di emoglobina scende al di sotto
dei valori normali, si hanno alterazioni dell'eritropoiesi, e conseguente grave
anemia microcitica e ipocromica. Malattie da accumulo di ferro sono soltanto di
natura genetica. | | |
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