La maggior parte dello iodio presente nell'organismo fa parte degli ormoni tiroidei
T3 e T4, perciò la sua principale funzione è quella legata all'attività di questi
ormoni nel processo di crescita e nella morfogenesi di vari apparati e organi.
Lo iodio contenuto nell'organismo è legato alla tireoglobulina. Lo iodio della
dieta è assorbito nell'intestino tenue e trasportato nel plasma verso quei tessuti
che lo concentrano, primo fra tutti la tiroide. L'eliminazione è soprattutto urinaria.
FONTI ALIMENTARI
Fonte naturale maggiormente ricca di iodio è il pesce. La sua presenza negli
ortaggi e nella frutta dipende dalla loro coltivazione in terreni più o meno ricchi
di iodio. Si trova nel latte e nelle uova, mentre nella carne il suo contenuto
varia molto. Nonostante ciò nella nostra dieta la quantità di iodio introdotta
con il latte, la carne e con i vegetali è spesso superiore di quella introdotta
con il pesce. La massima parte del territorio è caratterizzata da un carente apporto
di iodio. Questo potrebbe facilmente essere evitato dall'uso regolare di sale
iodurato/iodato sia nell'alimentazione quotidiana sia nell'industria. Alcuni alimenti
come il cavolo, la rapa, la manioca, la cipolla e la noci contengono sostanze
gozzigene, che inibiscono cioè la captazione dello iodio.
FABBISOGNO
Il livello di assunzione raccomandato per entrambe i sessi è di 150 µg/giorno,
mentre durante l'allattamento si deve aumentare la dose di 50 µg/giorno , in gravidanza
l'aumento è di 25 µg/giorno.
CARENZE
La patologia determinata da carenza è il gozzo, dovuto a un aumento dell'ormone
dell'ipofisi, il TSH, che stimola maggiormente la tiroide, determinandone il conseguente
ingrandimento, per aumentare la captazione e la fissazione dello iodio circolante
nel plasma. Alcuni difetti genetici, una malnutrizione proteico-energetica e l'ingestione
di sostanze gozzigene possono determinare la formazione del gozzo. La carenza
di iodio durante la gravidanza può causare aborti, incrementare la mortalità peri-neonatale,
determinare anomalie congenite, alterazioni neurologiche e deficit mentale. Un
apporto eccessivo di iodio causa il gozzo tossico nodulare e l'ipertiroidismo.
L'ipertiroidismo, più frequente nel sesso femminile, è caratterizzato da un aumento
degli ormoni tiroidei circolanti dovuti ad iperplasia della tiroide. Il gozzo
tossico nodulare si rileva soprattutto in persone che precedentemente si trovavano
in una situazione di carenza di iodio, quindi con bassi livelli serici di ormoni
tiroidei e con aumento del TSH ipofisario. L'azione prolungata nel tempo del TSH
determina la comparsa dei noduli multipli che possono portare a ipertiroidismo.
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