INTRODUZIONE
ALIMENTAZIONE E SPORT
Sul piano fisiologico le caratteristiche del "motore biologico" sono ben definite e sostanzialmente immodificabili.
Il motore biologico, rispetto a quello meccanico, ha una mirabile prerogativa,
può infatti funzionare variando il combustibile (o, con terminologia biologica,
il substrato) che è rappresentato da grassi, zuccheri, proteine e alcool.
Se trascuriamo l'alcool, alimento non presente in natura, e ci limitiamo a considerare
grassi, zuccheri e proteine, scopriamo che la scelta del combustibile è effettuata
autonomamente dalle cellule muscolari in base a:
- tipo di lavoro
- disponibilità del substrato (grassi, zuccheri, proteine)
Pertanto, volendo affrontare il problema dell'alimentazione nello sport, bisogna
tenere conto delle scelte metaboliche effettuate autonomamente dall'organismo.
La fisiologia ha chiarito con precisione quali sono i
consumi energetici relativi alle varie attività sportive e in quale misura i vari substrati intervengono a fornire il contributo calorico.
Lo stesso ragionamento vale anche per un altro aspetto che tipicamente caratterizza
le attività sportive e cioè l'equilibrio idrico e salino. E' ben noto che le attività
sportive, in particolare in determinate condizioni ambientali, comportano sudorazione,
il quesito è dunque quanto bere e cosa? Alcuni casi possono essere difficili da
trattare in quanto escono dall'ambito della normalità gestibile in base all'esperienza
e al buon senso. Tuttavia può essere che, in seguito alla progressiva riduzione
dell'attività fisica nella vita di tutti i giorni, si sia parallelamente perduta
o notevolmente affievolita l'esperienza che suggerisce l'alimentazione adatta
in relazione al carico di lavoro.
Per tranquillizzare si deve aggiungere che la specie umana si è evoluta come
razza sostanzialmente migratoria e non stanziale e ha affrontato viaggi faticosi
e infiniti fidando solamente sulla forza delle proprie gambe e sull'alimentazione
disponibile.
Qualche gita famosa !!
... l'attraversamento dello stretto di Bering (chissà quando!) da parte di popolazioni
asiatiche verso l'attuale nord America.
... Annibale che attraversò le Alpi nel 218 a.C. (portatori di eccezione 58 elefanti)
... il passaggio del Gran S. Bernardo da parte dell'armata napoleonica il 20
maggio del 1800
... la scalata dell'Everest da parte di Hillary e Tenzing nel 1952.
Ignoriamo l'alimentazione degli asiatici che attraversarono lo stretto di Bering
e quella di Annibale, ma si ritiene che non si portarono dalla lontana patria
bottiglie di vino e alimenti preconfezionati. Si sa che Napoleone mandò suoi emissari
nel vallese l'anno precedente la spedizione; questi scelsero accuratamente gli
alimenti che avrebbero potuto compensare le fatiche dei valorosi soldati che dovevano
trascinare (insieme ai muli) i pezzi d'artiglieria fino ai 2472 m del colle; essi
inoltre chiesero in tutti i villaggi di preparare grandi scorte di biscotti e
carne secca. E' noto invece, dagli appunti di Hillary, cosa i due conquistatori
dell'Everest mangiarono la vigilia e la mattina dell'attacco: sardine in scatola
con miele e come bevanda tanta limonata (forse non avevano altro).
Tutto ciò per dire che le risorse metaboliche del motore biologico sono incredibili
e forse la sua principale caratteristica è quella di adattarsi a mutevoli condizioni.
E' tuttavia possibile affermare con certezza che quanto si sa oggi sull'alimentazione
e quanto è disponibile in termini di alimenti dedicati all'attività fisica, sarebbe
risultato utile ad Annibale e compagni, ai soldati napoleonici e a tutti coloro
che corrono, scalano, pedalano e a chi ancora non lo fa. |
In generale, la composizione della dieta è raccomandata in base al modello cosiddetto
della piramide alimentare:
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Il passaggio dalla base all'apice della piramide simboleggia una progressiva
riduzione del contributo di un determinato alimento.
La base della piramide è occupata da pane, cereali, riso e pasta; al di sopra si trova una fascia occupata in ugual misura da verdura e frutta, al di sopra ancora sempre in ugual misura carne e latticini, all'apice della piramide, quindi con un contributo minimo, i grass i e i dolci. |
In pratica, il modello della piramide prevede un contributo calorico coperto:
- almeno al 50% da carboidrati provenienti in ugual misura da cereali e frutta;
- un consistente apporto di fibre vegetali;
- un apporto calorico del 20% da parte di latticini e carne;
- il restante 30% da grassi.
Non stupisca il contributo calorico dei grassi, malgrado la relativa esiguità
dell'apporto alimentare (30-40 g). I grassi hanno infatti un valore calorico di
9 kcal/g, mentre zuccheri e proteine 4 kcal/g.
Naturalmente, a seconda delle caratteristiche dell'individuo, dal tipo di sport
praticato e dal livello di preparazione atletica, la dieta può variare.
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