L'ABBIGLIAMENTO DEL MARATONETA E DEL JOGGER |
A cura del Prof. Mario Testi |
L'importanza dell'abbigliamento sportivo ha assunto con il passare del tempo
sempre maggiore importanza, sia dal punto di vista tecnico - funzionale, sia come
fenomeno di "costume giovanile", quindi di moda.
Sono lontani i tempi in cui i primi podisti affrontavano gli allenamenti e le
competizioni, indipendentemente dalle condizioni atmosferiche o dai percorsi,
con calzoni lunghi fino al ginocchio, calzettoni, camicetta e scarpette in cuoio.
Per molti anni la pratica sportiva della corsa non ha destato nessun interesse
per le aziende, pertanto i praticanti dovevano arrangiarsi, adattando quello che
era abbigliamento civile in abbigliamento sportivo. I primi veri segnali di crescita
per l'abbigliamento sportivo giungono agli inizi degli anni 70, quando dagli Stati
Uniti cominciava a diffondersi la pratica del Jogging. In quegli anni nacquero
alcune delle più importanti e famose aziende produttrici di calzature ed abbigliamento.
Oggigiorno, se in una giornata qualsiasi ci rechiamo ad assistere ad una gara
podistica, notiamo una varietà di capi d'abbigliamento sportivo e di calzature
davvero impressionante.
Tutte le aziende di settore, annualmente, producono capi e calzature con nuove
caratteristiche, frutto delle più recenti scoperte scientifiche e tecnologiche,
immettendo sul mercato prodotti sempre più sofisticati. La gamma dei prodotti
disponibili è di fatto elevatissima, infatti, ogni anno la maggiori industrie
lanciano nuove linee d'abbigliamento da abbinare anche alle calzature, creando
così delle vere e proprie mode che fanno "tendenza". Con questi presupposti diventa
certamente anacronistico continuare a parlare della corsa come "lo sport più economico ",. In realtà si può ancora praticare spendendo poco, ma per gli atleti più
esigenti il mercato mette a disposizione prodotti d'alta tecnologia e design,
inevitabilmente costosi. Per chi pratica il podismo saltuariamente con l'obiettivo
di mantenersi in forma, ci sì può orientare verso tessuti naturali, in particolare
i filati di cotone.
Di questa fibra si posso trovare comode tute, calzoncini,
magliette e calze. Quando si acquistano tali capi, è necessario prestare attenzione
alle cuciture perché queste, in alcuni punti (cosce, ascelle, piedi), possono
entrare in eccessivo contatto con l'epidermide, creando delle zone d'attrito che,
surriscaldandosi, portano a fastidiosi arrossamenti della pelle. Per i più esigenti
e per chi si allena quotidianamente, oltre al cotone, esistono delle fibre sintetiche
ed artificiali che garantiscono una buona traspirazione, che permettono all'atleta
di correre a lungo senza particolari problemi.
L'abbigliamento per l'allenamento
Quando si corre in allenamento è indispensabile coprirsi in modo corretto, secondo
la temperatura esterna. In inverno inoltrato, quando le temperature sono vicine
allo zero, diventa necessario vestirsi interamente, coprendo anche le mani ed
il capo, comprese le orecchie. Questo per evitare preziose perdite di calore.
Nel caso vi sia vento e pioggia si possono utilizzare giacche e pantaloni impermeabili:
tali prodotti sono realizzati prevalentemente in nylon. Questa fibra artificiale
è impermeabile, però non permette una buona traspirazione e pertanto il sudore
prodotto dall'atleta durante lo sforzo non riesce ad evaporare. Per questo, sul
mercato esistono anche altri capi d'abbigliamento ugualmente impermeabili che
garantiscono in ogni caso un'ottima traspirazione. Quest'ultimi sono prodotti
realizzati principalmente con fibre come il gore-tex.
L'abbigliamento per le gare
Quando si affrontano le gare è bene coprirsi in modo più leggero. Ciò perché
lo sforzo della competizione porta a consumare molto di più e quindi a produrre
proporzionalmente anche più calore. Il calore deve essere necessariamente eliminato
attraverso l'evaporazione del sudore, oppure tramite lo scambio termico che avviene
tra la superficie corporea ed ambiente esterno (convezione).
Durante l'inverno, quando le temperature sono prossime allo 0°, è molto utile
coprire la testa e le mani, mentre le gambe si possono proteggere anche attraverso
l'utilizzo di speciali creme, utili anche in caso di pioggia. In estate, invece,
quest'esigenza si capovolge, particolarmente, quando si |