L’Acrosport è una ginnastica di tipo acrobatico, eseguita su una base musicale che prevede
la combinazione di movimenti, elementi coreografici e complessi elementi di acrobatica
attraverso un preciso lavoro posturale.
Si svolge a coppie, in terzetti o quartetti, una sorta di “squadra” dove prevale
il lavoro di gruppo, la fiducia reciproca e la responsabilità di ciascuno nei
confronti degli altri compagni ma dove è comunque indispensabile l’apporto individuale.
È una disciplina che impegna l’atleta sia sotto il profilo fisico che psicologico.
Le atlete o gli atleti dell’Acrosport svolgono i loro esercizi accompagnati da
un sottofondo musicale su una pedana del corpo libero che misura 12x12 metri,
ove devono eseguire elementi di forza, agilità, scioltezza, equilibrio ed acrobatica
dimostrando sincronismo, armonia ed espressività artistica senza l’aiuto o l’utilizzo
di attrezzi.
In Italia l’Acrosport viene regolato dalla F.I.T.E. (Federazione Italiana Trampolino
Elastico) che si occupa di altri sport acrobatici come il Trampolino elastico
e il Tumbling.
Secondo il codice internazionale dei Punteggi sono previste competizioni per:
- Duo femminile
- Duo maschile
- Duo misto
- Trio femminile
- Quartetto maschile
Nell’Acrosport i ruoli principali sono due: il Portatore (la base) e il Volteggiatore (l’altezza).
Un terzo ruolo è rappresentato dall’atleta che sta fra la base e l’altezza: il
2° Portatore o Medio.
Tutti i componenti del gruppo imparano a padroneggiare e a controllare il proprio
corpo, acquisiscono mobilità articolare, sviluppano ed affinano il senso dell’equilibrio
(statico e dinamico), migliorano l’eleganza e l’armoniosità nel modo di muoversi,
nonché il senso del ritmo.
Il Portatore
È il ginnasta più grande sia come struttura fisica che come età.
Il Portatore lavora quasi esclusivamente con gli arti inferiori per reggere più
persone oppure per spingere con molta forza nei sollevamenti e nei lanci.
Egli dovrà allenare la forza e potenziare la muscolatura addominale, dorsale,
degli arti inferiori, senza trascurare quella degli arti superiori che hanno lo
stesso un’importanza rilevante.
La base deve dimostrare molta sicurezza, forza e potenza a livello fisico e psicologico
per infondere fiducia e coraggio nei compagni.
Il Volteggiatore
È colui che compie volteggi ed evoluzioni più acrobatiche e spettacolari. Di
corporatura esile, è agile e deve possedere un’ottima tenuta del corpo.
Il Volteggiatore deve stabilirsi rapidamente sul Portatore ma senza precipitarsi
e senza incertezze.
Per ricercare l’equilibrio deve aumentare il più possibile la superficie d’appoggio,
inoltre deve prevedere il suo spazio di caduta per evitare di cadere sul portatore
o sui compagni.
2° Portatore o Medio
Il Medio deve avere la stessa forza e lo stesso peso dell’atleta della base.
Ha un ruolo identico al portatore ad eccezione della superficie d’appoggio che
non è stabile come per la base.
Elementi e figure
Si distinguono due grandi categorie di elementi:
Gli elementi collettivi possono essere:
-
Statici: figure eseguite insieme dal Portatore e dal Volteggiatore mantenendo sempre
un contatto tra i due. Per il “Duo” si parla di figure statiche che vanno tenute
2’’.
-
Dinamici: comportano una fase aerea. Il Volteggiatore è “lanciato” e si ritrova per un
breve tempo senza contatto con i compagni. La forza è indispensabile sia nella
componente dinamica per la fase di lancio che in quella statica per le fasi di
ripresa. È necessario il massimo sincronismo per un lancio perfetto.
Gli elementi individuali sono suddivisi in:
- Elementi di mobilità
- Elementi di equilibrio
- Elementi acrobatici
- Elementi coreografici
- Elementi combinati
I componenti del gruppo, assemblandosi in diverse posizioni, formano le “figure”.
Per complicare le figure è necessario:
- ridurre il numero degli appoggi
- ridurre la superficie dell’appoggio
- modificare l’altezza, innalzandola
Piramidi
Le Piramidi sono le figure eseguite dal trio e dal quartetto e devono essere
mantenute per 4’’ (secondi).
L’insegnante deve introdurre gli allievi alla struttura piramidale in modo graduale
impostando un lavoro sulla ricerca degli equilibri prima di tutto fra due persone
(bilanciamenti).
La composizione delle figure procederà dal centro verso i lati, creando un effetto
visivo piacevole.

È raccomandabile partire sempre da posizioni di facile esecuzione per arrivare
a quelle più difficili, da basse altezze tenendo la base seduta o in ginocchio
e poi in stazione eretta.
Per raggiungere le posizioni più alte è necessario arrampicarsi o farsi lanciare.
Per arrampicarsi bisogna muoversi con delicatezza, tenersi il più possibile vicino
alla base per distribuire correttamente il peso, senza creare forze laterali che
renderebbero instabile la base.
È di fondamentale importanza, per chi esegue la piramide, possedere un concetto
chiaro e un immagine ben definita dell’elemento da svolgere.
Ciò si può ottenere con.
-
Aiuti visivi: dimostrazioni o illustrazioni.
-
Suggerimenti verbali: descrizioni e spiegazioni relative al modo di effettuare la figura.
-
Pratica: ripetizione della figura seguendo regole ed istruzioni date.
L’Acrosport è una disciplina sportiva competitiva ma può rivelarsi una proposta
motoria significativa anche in contesti diversi, ad esempio, come attività di
supporto durante le lezioni canoniche di Danza, Ginnastica Ritmica e Ginnastica
Artistica per spezzare la monotonia degli allenamenti. Oppure in ambito scolastico
dove da diversi anni riscuote entusiasmi e grande partecipazione da parte degli
alunni, soprattutto per i seguenti motivi:
-
Svolgere un’attività motoria giocando e divertendosi
-
Lavorare in gruppo
-
Migliorare l’agilità, l’equilibrio, la mobilità, la coordinazione
-
Proporre situazioni non abituali, acrobatiche e spettacolari
-
Sviluppare la fiducia in sé e negli altri, il coraggio, la determinazione, la
capacità di concentrazione, la responsabilità e la stima in se stessi.
L’Acrosport nasce dall’esigenza di proporre nuovi stimoli, nuove esperienze da
utilizzare in palestra, trovando in esse quegli elementi che non solo sviluppino
le capacità motorie degli allievi ma anche la loro personalità.
Ogni timore, attenzione, cura del gesto, paura, ansia, fatica non ricadono addosso
ad un unico protagonista come avviene nelle competizioni individuali ma vengono
ridistribuite e spersonalizzate grazie a quel contatto con l’altro fatto di intensità,
di sincronismo, di equilibrio, di tensione muscolare e di leggerezza.
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