ADDOMINALI E MAL DI SCHIENA
ADDOMINALI E MAL DI SCHIENA |
A cura del Prof. Mario Testi
Testo del Prof. Giancarlo Pellis
Preparatore atletico,
docente presso la Scuola Centrale dello Sport
del CONI di Roma |
I muscoli addominali formano la parete che, anteriormente, racchiude la cavità splancnica. La loro funzione principale, oltre al contenimento delle pelvi, è quella di
intervenire nell'espirazione, nella stabilizzazione della colonna vertebrale in
stazione eretta e nell'espletamento di alcune funzioni fisiologiche (tra le quali,
ad esempio, il parto). Da un punto di vista puramente estetico, invece, contribuiscono
a modellare il "giro vita".
L'allenamento della muscolatura addominale riveste un ruolo particolarmente importante,
non certo per un fatto puramente estetico, ma perché tale muscolatura permette
un miglioramento generalizzato del funzionamento dell'organismo. Questo miglioramento
viene apprezzato, soprattutto, quando si riprende l'allenamento dopo un lungo
periodo d'inattività.
I principali esercizi eseguiti per la tonificazione ed il potenziamento della
muscolatura addominale, prevedono che il bacino si avvicini al torace. Tale azione
può essere effettuata, ad esempio, dalla posizione di decubito supino (distesi
con le spalle a terra) sollevando il tronco, oppure sollevando gli arti inferiori.

Quando questi esercizi vengono effettuati mantenendo gli arti tesi, non è raro
che si possa avvertire un certo fastidio, localizzato nella regione lombare della
schiena.
L'insorgenza di un tale risentimento è dovuta principalmente al fatto che in
questo movimento interviene, oltre ai muscoli costituenti la parete addominale
(retto dell'addome, obliqui interno ed esterno), anche un particolare muscolo
poliarticolare che collega la colonna vertebrale al femore: l'ileopsoas.
Anatomicamente, il muscolo ileopsoas si compone di due porzioni: il muscolo grande psoas (porzione rossa) ed il muscolo iliaco (porzione verde).Il muscolo grande psoas origina, con una parte superficiale, dai corpi della dodicesima vertebra toracica
e dalle prima, seconda, terza e quarta vertebra lombare nonché, con diramazioni
più profonde, dai processi trasversi di tutte le vertebre lombari. I vari fasci
muscolari, lateralmente ai corpi vertebrali, si riuniscono quindi in un robusto
corpo muscolare che discende fino al femore inserendosi, assieme al muscolo iliaco,
sul piccolo trocantere.Il muscolo iliaco origina dalla superficie interna della
fossa iliaca e, a sua volta, fondendosi con il muscolo psoas, si inserisce sul
piccolo trocantere .A causa dell'origine situata molto in alto, il muscolo ileopsoas è senza dubbio
uno dei più importanti muscoli poliarticolari. Quando si contrae, esso risulta
non soltanto il più potente flessore della coscia a livello dell'articolazione
dell'anca, ma anche un potente muscolo iperlordotizzante per il tratto lombare
della colonna vertebrale.Inoltre, l' ileopsoas è il muscolo che viene maggiormente
sollecitato nella deambulazione , nella corsa e nel salto, in quanto, partendo da una situazione di estensione,
deve portare in avanti ed in alto l'arto portante.
Il muscolo ileopsoas è sollecitato anche quando il soggetto da supino (disteso
schiena a terra), mantenendo gli arti inferiori in estensione, solleva il busto
o gli arti stessi.

Consiglio pratico
Per evitare questa forma di fastidiosa lombalgia è estremamente utile escludere
l'intervento de ll'ileopsoas quando si vogliono tonificare o potenziare i muscoli addominali.
Per far ciò è sufficiente iniziare l'esercizio, piegando gli arti inferiori come
riportato in figura.Questo atteggiamento a raccolta non interferisce sul lavoro
degli addominali, in quanto quest'ultimi non hanno alcuna inserzione sugli arti
inferiori. Viceversa, l'esclusione del muscolo Ileopsoas rende ancora più selettivo
ed efficace il lavoro per la muscolatura della parete addominale.
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